lunedì 14 ottobre 2013




Il 19 ottobre anche da Napoli e dalla Campania andremo a Roma per parteciapre alla mobilitazione nazionale, per assediare i palazzi dell'Austerity e per rivendicare finalmente il diritto al reddito garantito e all'abitare.

Andiamo sotto i ministeri e ci restiamo: la crisi la paghi chi l'ha creata!

Le realtà autorganizzate che hanno partecipato ad Open Sud organizzano diversi Pullman da Napoli

Le partenze saranno sabato 19 ottobre alle ore 8.00

Appuntamento principale presso la stazione centrale di Na-poli (piazza Garibaldi - presso Hotel Terminus). Altri pull-man partiranno da Quarto, Napoli Nord, Bagnoli, Beneven-to, Pignataro Maggiore.

Il costo è dieci euro. 

Per i biglietti è importante che tutti quelli che possono provvedano quanto prima, per avere una stima dei partenti.

Per info e i biglietti:

Zer081 (Largo Banchi Nuovi) tel 3316167694
Aula Flex (Orientale - palazzo Giusso) tel 3474332790
Aula Lp (Facoltà di Lettere - Porta di Massa)
Centro sociale Depistaggio (Benevento)
Lab. Ska (piazza del Gesù) tel 3334997181
Centro sociale Tempo Rosso (Pignataro)
Lido Pola occupato (Bagnoli) tel 3455845110
Quarto Mondo (Quarto) tel 3335204585
Villa de Luca occupata (Magnammece O Pesone)

oppure mandate una mail a: info.opensud@gmail.com

venerdì 11 ottobre 2013

 Il sindaco di Angri ordina a GORI s.p.a il riallaccio dell’acqua

Venerdì 11 ottobre il sindaco del comune di Angri, Pasquale Mauri ha emanato un'ordinanza nei confronti della GORI s.p.a. per il riallaccio della fornitura idrica  ad alcuni utenti morosi cui la società aveva sospeso la fornitura. Nell’ordinanza firmata dal primo cittadino si evidenzia chiaramente il comportamento scorretto della GORI s.p.a., che procede al distacco dell'acqua furtivamente, senza avvisare gli utenti che, improvvisamente, si trovano privi della risorsa idrica con tutto ciò che tale mancanza comporta.

Inoltre nell’ordinanza viene anche richiamato il rispetto del minimo vitale stabilito dalla Commissione Mondiale per l’Acqua in 40 litri al giorno a persona, quantità che la società GORI s.p.a. dovrebbe comunque garantire a tutte le utenze domestiche.

Infine il sindaco affida alla Polizia Municipale il compito di far eseguire l’ordinanza alla GORI s.p.a. che, è bene ricordarlo, è tenuta per legge ad eseguirla.

Riteniamo il provvedimento del sindaco di Angri un passo di grande importanza sulla strada dell'effettivo rispetto del referendum nonché sulla strada dell’affermazione e dell'effettività del diritto all’acqua. Ci auguriamo che anche gli atri sindaci dell'ATO 3 Campania si muovano nella scia del sindaco di Angri e utilizzino le loro funzioni per limitare l’arroganza e lo strapotere della società privata che ancora gestisce il nostro bene comune più importante.
 
Rete Civica ATO 3

domenica 6 ottobre 2013


RIUNIONE DELLA RETE CIVICA ATO3 CAMPANIA
mercoledì 9 ottobre
ore 18.00 presso
 Associazione Pax Cultura
 Via San Giorgio Vecchio, 67
San Giorgio a Cremano

(ai partecipanti sarà regalata la NO GORI-SHIRT)

Ordine del giorno:

  • azioni di pressione sui sindaci e sui comuni partecipanti alla rete,
    per l'avvio del percorso di ripubblicizzazione;
  • fissazione e organizzazione della prossima riunione della Rete dei Sindaci per l'acqua pubblica;
  • varie ed eventuali.
NB: 
si raccomanda la puntualità, la sede chiuderà alle ore 20,30, eccezionalmente.

Per maggiori informazioni sul luogo dell' assemblea:



 Rete Civica ATO3 Campania

sabato 5 ottobre 2013

Ad Angri la GORI taglia l'acqua agli utenti

da www.angri.info 

Distacco dell’acqua per morosità. Il Sindaco Mauri contro la Gori:
“Quanto è successo è’ inammissibile, saremo accanto ai nostri concittadini”


Sulla vicenda del distacco dei contatori e della sospensione dell'erogazione di acqua ad alcuni cittadini di Angri da parte della Gori, è intervenuto il Sindaco di Angri Pasquale Mauri.
“Quanto è successo è inammissibile – ha dichiarato il Sindaco Mauri - L'acqua è un bene primario e pubblico, di cui nessuno può essere privato. Ricordo a tutti che l'articolo 2 della nostra Costituzione riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Avere accesso ad acqua potabile è un diritto fondamentale che non può essere negato da nessuno. L'azione di ieri da parte della Gori è di una gravità inaudita, e contro di essa attiverò tutte le misure in mio potere. La legge consente alla Gori di riscuotere il compenso per il servizio che rende, ma non si può fare a meno di tenere in considerazione la tipologia di bene che distribuisce. Se gli utenti erano morosi la Gori poteva attivare le procedure previste dalla legge per il recupero del credito, pignorando ad esempio dei beni, come l'auto o la televisione, che non sono indispensabili alla sopravvivenza. Saremo accanto ai nostri concittadini in questa battaglia di giustizia, umanità e buon senso. D'altra parte è noto a tutti che il Comune di Angri ha promosso la costituzione della Rete dei Sindaci dell'Ambito Ato 3 per la ri-pubblicizzazione del servizio idrico, sottoscrivendo un protocollo d'intesa e deliberando in tal senso in Consiglio Comunale. Quanto è accaduto riconferma la bontà di quella scelta”. 
Sulla vicenda è intervenuta anche l'assessore alle Politiche Sociali Annamaria Russo: “È incredibile quanto è successo. Non è possibile che la Gori neghi il diritto alla sopravvivenza di intere famiglie. So che tra i nuclei familiari vittime di questo abuso ci sono anche bambini, anziani e ammalati. Non possiamo tollerare che accada ciò. C'è poi da considerare che l'interruzione dell'erogazione idrica a intere famiglie mette a repentaglio anche la sicurezza igienico-sanitaria di tutta la zona, creando rischi per la salute dell'intera cittadinanza. Dobbiamo agire subito”.
 



mercoledì 25 settembre 2013

da altraeconomia un articolo di 
Luca Martinelli

campania,
acqua ribelle
 
Dieci Comuni delle province di Napoli e Salerno chiedono che la gestione del servizio idrico integrato torni pubblica. Anche perché il gestore attuale non è in “equilibrio finanziario”.

Angri, Casalnuovo, Castel San Giorgio, Castellammare di Stabia, Fisciano, Nocera Inferiore, Pompei, Roccapiemonte, Roccarainola e Sarno l’hanno deciso: non ci stanno più, e la gestione del servizio idrico integrato deve tornare pubblica, anche nel bacino del fiume Sarno e nell’area vesuviana, 76 Comuni delle province di Napoli e Salerno dove vive quasi un milione e mezzo di persone. La loro decisione i Comuni l’hanno messa in chiaro l’8 luglio, a Roccapiemonte (Sa), nel corso del convegno in cui è stata formalizzata la Rete dei sindaci per la gestione pubblica: “Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve!”.  C’è un referendum da rispettare, e c’è un gestore del servizio idrico integrato che secondo la Rete civica Ato3 per l’acqua pubblica, http://retecivica-ato3.blogspot.it/ dovrebbe essere messo in liquidazione. Si chiama Gori spa (www.goriacqua.com). L’acronimo sta per Gestione ottimale delle risorse idriche, ma in realtà la situazione sembra ben diversa:

“La società non è in equilibrio finanziario, e la colpa è in un difetto fondamentale di programmazione” spiega Ciro Annunziata della Rete civica: nel 2009, l’Ente d’ambito, l’assemblea che riunisce tutti i sindaci del territorio, ha sospeso l’efficacia del Piano d’ambito, ovvero del piano di investimenti da cui dipende anche il regime tariffario. “ 

Dal 2009, su decisione dell’ente d’ambito, abbiamo realizzato solo gli interventi non rinviabili, gli allacci delle reti interne ai collettori fognari e la manutenzione delle reti conferma Giovanni Paolo Marati, ad di Gori. spa. L’ente d’ambito dal 2006 al 2012 non ha attuato il Piano d’ambito nella parte relativa alla tariffa. Le assemblea dei sindaci non hanno mai approvato le tariffe previste dal piano. Questo ha comportato un disequilibrio finanziario”. 

Il conto dello squilibrio l’ha fatto, a un certo punto, la Regione Campania, che è il principale creditore di Gori spa: la società a capitale misto pubblico-privato, i cui principali azionisti sono l’ente d’ambito Sarnese Vesuviano con il 51% e Sarnese Vesuviano Srl con il 37,05% (una controllata della utility romana Acea), al 31 dicembre 2012 doveva (ben) 282.999.149,32 euro. O, meglio, avrebbe dovuto, perché a giugno 2013 l’amministrazione regionale ha approvato -con delibera di Giunta - quella che i comitati hanno definito “l’operazione Salva Gori”, condonando fino ad un quarto del debito e garantendo una rateizzazione ventennale per quel che resta. Secondo Marati, “l’accordo è a tutto vantaggio degli utenti, perché se la Regione Campania avesse preteso integralmente il pagamento del debito, l’ente d’ambito avrebbe dovuto riconoscere maggiori costi in tariffa, dato che si applica il metodo del full cost recovery”, ovvero quello per cui tutti i costi finiscono in bolletta.
 

A monte di tutto, c’è un contenzioso quasi decennale tra Gori spa e Regione Campania, relativo ai costi di fornitura di “acqua all’ingrosso” e di servizi di “collettamento e depurazione delle acque reflue”: “All’avvio della gestione, nel 2003, la Regione Campania non ha consegnato le opere, come avrebbe dovuto fare” spiega Marati. “Ci avevano già provato nell’ottobre 2012, con una prima delibera ‘Salva Gori’, che avrebbe condonato ben 157 milioni di euro di debiti, ma quel testo non poteva passare, ed è stato necessaria introdurre una modifica con la Finanziaria regionale 2013” ricorda Ciro Annunziata. La beffa, per i comitati, è la delibera del 29 aprile 2013, con cui il Commissario straordinario dell’ente d’ambito Sarnese Vesuviano è l’onorevole del Pdl Carlo Sarro, che è anche vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera - ha adottato un aumento tariffario del 13,4% per gli anni 2012 e 2013, “un aggravio di 50 euro all’anno per famiglia” secondo la Rete dei comitati. Una situazione paradossale, “perché prima, almeno, l’interfaccia dei comitati era un’assemblea dei sindaci”. 

La Rete dei sindaci per la gestione pubblica ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale, e nel frattempo ha inviato all’Autorità per l’energia elettrica e il gas un documento di “Osservazioni sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato”: si evidenzia come l’ammontare dei ricavi tariffari deliberati dal Commissario sia “stato determinato sulla base di dati di bilancio forniti dal gestore a consuntivo”, e a fronte della “riesumazione” del Piano d’ambito del 2007, considerato da Rete civica e Comuni ribelli “inapplicabile” ed “inefficace”. Se l’Autorità le accoglierà, si dovrà ripartire da capo. E -forse- da una gestione pubblica, come chiedono i comitati.  


giovedì 19 settembre 2013



Domenica 22 settembre dalle 9.30 alle 16.00 a Torino (presso SPAZZI - La locanda degli arrivanti, Via Virle 21 - guarda la mappa e le info logistiche) si svolgerà la riunione del Coordinamento nazionale del Forum dei Movimenti per l'Acqua.


Si propongono i seguenti due punti all'ordine del giorno:

- definizione azione e iniziativa del movimento per l'acqua su medio-lungo periodo (con particolare riferimento a campagna ripubblicizzazione e obbedienza civile; intergruppo parlamentare; tariffa AEEG; nessi con altri movimenti beni comuni; iniziativa internazionale);

- Osservatorio Permanente sul Servizio Idrico;

- varie ed eventuali.
Esprimiamoci entro venerdì in modo poi da inoltrare alle liste la convocazione definitiva.

Come segnalato ad inizio di Agosto ricordo che in questa riunione dovranno essere discusse le modifiche al testo della legge d'iniziativa popolare proposte dal gruppo di lavoro (in allegato). Sostanzialmente tre sono state le materie/aree tematiche su cui si è lavorato:

- architettura istituzionale del Governo della risorsa idrica;

- tempi del processo di ripubblicizzazione;

- forme di finanziamento del servizio idrico.
 

linkLIP 


La nuova articolazione degli ATO Campani secondo il Disegno di Legge sul "Disordine" del Servizio Idrico Integrato.
Ci toccherà cambiare nome alla Rete Civica ed al Blog. 
Da ATO3 ad ATO2 la lotta non cambia!

venerdì 6 settembre 2013

Commossi e affranti ci stringiamo tutti al regional-dolore per la prematura dipartita dell’ARCA.

L’aborto ideologico prodotto dalla Giunta Caldoro passato sotto il naso di una inutile e patetica opposizione come “Riordino del Servizio Idrico Integrato”, prevedeva infatti l’Agenzia Regionale Campana delle Acque, l’ARCA. L’agenzia avrebbe dovuto espletare svariati compiti, dalla vigilanza e controllo sugli ATO all’assistenza e consulenza per la Regione. Insomma una struttura amministrativa con tutti i crismi e con evidenti costi di gestione. 

Qualcuno se ne sarà accorto e prima di compiere il definitivo pateracchio  avrà gridato: <<“… e mo chi cazzo paga ??!!” >>. Hanno posto subito rimedio e l’ARCA è stata opportunamente scaricata nell’archivio regionale delle cose inutili.
 
L’archivio, come si evince dalla foto, non è stato ancora informatizzato.

 L'ARCA

Rimane purtroppo tutto il resto dell'obbrobio della nuova legge regionale sul SII. Speriamo che nell'archivio vi sia ancora un pò di posto.