sabato 29 ottobre 2016
Nella puntata di Report andata in onda su Rai Tre lunedì 24/10/2016 è stato trasmesso un servizio, “Il Presidente”, dedicato ad Acque Spa, ed al suo Presidente Giuseppe Sardu. Siamo rimasti sconcertati, sia per il taglio del servizio, sia che per ciò che è stato detto e, soprattutto, non detto.
Il servizio elogiava Acque Spa principalmente per la media degli investimenti annuali attuati (60 euro/utente a fronte di una media nazionale di 36 euro/utente), tralasciando di ricordare quanto meno che:
nei Comuni gestiti da Acque Spa si hanno le tariffe dell'acqua più alte in Italia, con un costo medio annuo per famiglia di 502 euro, frutto di un aumento di oltre il 58% negli ultimi sei anni (fonti: Federconsumatori, Cittadinanza Attiva, Il Sole 24 Ore). Pisa, in particolare, anche nel 2015 si è aggiudicata il triste primato delle bollette più care in tutta Italia.
l'azienda è la più indebitata con gli istituti finanziari (€ 219.000.000) tra tutti i gestori toscani e contemporaneamente non realizza tutti gli investimenti previsti nonostante i notevoli profitti.
Le presunte grandi “performance” negli investimenti decantate nel servizio, quindi, sono pagate interamente dai cittadini, attraverso bollette sempre più “salate” e contemporaneamente il progressivo indebitamento dell'azienda, che rende ancor più difficile una possibile futura ripubblicizzazione della stessa. Nonostante questo, il livello degli investimenti di Acque Spa, in rapporto alle tariffe pagate dai cittadini, non è certo così esaltante: se a Pisa si paga annualmente 4 volte di più rispetto a Milano e più del doppio rispetto a Napoli...ci mancherebbe pure che gli investimenti ad utente fossero più bassi della media nazionale!
Ma, almeno, questi presunti investimenti vengono fatti bene? Anche per rispondere a questa (essenziale) domanda, il servizio avrebbe potuto almeno ricordare che:
le perdite di acqua nella rete (36%) ad oggi risultano essere grosso modo le stesse di quando si è costituita Acque Spa (ormai ben 14 anni fa).
avendo ignorato il problema per anni, oggi la rete infrastrutturale è composta da centinaia di km di tubi d'amianto, potenzialmente cancerogeni particolarmente drammatica la situazione a Pisa città, con oltre il 50% delle tubature in amianto).
tra gli investimenti nelle tecnologie, ci sono quelli legati all'implementazione della piattaforma informatica “Acea 2.0”, ulteriore tassello di un processo, in corso da anni, che si prefigge di arrivare alla fusione di tutte le aziende idriche toscane per costituire una grande “NewCo” da porre sotto il controllo di Acea Spa.
Ebbene, Giuseppe Sardu è pienamente corresponsabile di questa situazione, dato che esercita il ruolo di Presidente di Acque Spa dal 2011; ed è opportuno ricordare anche che era lui il Presidente dell'Ato2 Basso Valdarno dal 2000 al 2004, quando si concretizzò la privatizzazione dell'acqua nei nostri territori attraverso la costituzione di Acque Spa, avvenuta nel 2002. Non appare certo, quindi, la figura più adatta a gestire l'azienda in questa fase post-referendaria, nella quale occorrerebbe invece lavorare tenacemente in direzione della ripubblicizzazione, nel rispetto della volontà espressa da oltre 26 milioni di cittadini italiani nei referendum del 2011; perché, parafrasando la chiosa finale di Milena Gabanelli al servizio, “alla fine sono sempre gli uomini che fanno la differenza”. E comunque, se sono realistici i retroscena delineati in un articolo pubblicato giusto ieri dal quotidiano on line QuiNewsPisa, al già tre volte assessore Giuseppe SarduGiuseppe Sardu non dovrebbero mancare in futuro altre occasioni nelle quali poter dimostrare le proprie capacità.
Come attivisti impegnati da anni per l'acqua bene comune, a prezzo di grandi sacrifici, siamo veramente amareggiati che un tale “disservizio informativo” provenga da un programma come Report, che in molti seguiamo da anni e stimiamo per l'impegno a favore di un'informazione dalla parte dei cittadini e contro i poteri forti; siamo certi che si tratti
semplicemente di un incidente di percorso, nel quale anche i migliori possono incorrere.
MA NON POSSIAMO FARE A MENO DI CHIEDERE CON FORZA CHE NELLA PROSSIMA PUNTATA VENGA RIPRISTINATO IL DIRITTO DEI TELESPETTATORI AD UNA CORRETTA ED IMPARZIALE INFORMAZIONE DA PARTE DEL SERVIZIO PUBBLICO, QUANTOMENO DANDO LETTURA IN TRASMISSIONE DI ALCUNI DEI DATI RIPORTATI IN QUESTO COMUNICATO, IN MODO DA RIEQUILIBRARE L'IMMAGINE DI ACQUE SPA E DEL SUO PRESIDENTE, ASSOLUTAMENTE SBILANCIATA E LONTANA DALLA REALTÀ, CHE REPORT HA OFFERTO A MILIONI DI TELESPETTATORI NELLA PUNTATA TRASMESSA IL 24 OTTOBRE.
26 Ottobre 2016.
Forum Acqua Valdera
Comitato Acqua Bene Comune Pisa
domenica 2 ottobre 2016
martedì 27 settembre 2016
L'affondo di GORI
L'uno e il due Ottobre
m o b i l i t i a m o c i !
L'uno e il due Ottobre scatta la mobilitazione dei comitati cittadini per
L'uno e il due Ottobre scatta la mobilitazione dei comitati cittadini per
l'acqua bene comune su tutto il territorio dell'ormai ex-Ambito Territoriale Ottimale 3.
Iniziative e banchetti contro gli aumenti tariffari di GORI e contro la privatizzazione del servizio idrico.
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Come nella peggiore tradizione, il provvedimento tariffario è stato deliberato da un commissario (ing. Belgiorno) nominato dal presidente De Luca, i cui poteri sono scaduti a giugno e che dovrebbe limitarsi all’ordinaria amministrazione, senza consultare né i sindaci né (figuriamoci) i cittadini attivi, e nel mese di agosto, ossia quando la cittadinanza si gode quei pochi giorni di tranquillità nel meritato periodo di ferie.
Inutile girarci intorno, mentre i nostri territori sono soffocati dalla morsa di una crisi economica che sembra non avere fine, e la maggioranza delle famiglie vive un grave periodo di difficoltà, i continui aumenti del costo dell’acqua potabile stanno assumendo i contorni di una vera e propria emergenza sociale.
Ma gli aumenti non basteranno a mettere in equilibrio i conti del carrozzone privato che, per andare avanti, ha anche bisogno di un anticipazione di ben 244 milioni di euro, richiesti alla CSEA (Cassa Servizi Energetici e Ambientali) soldi che, se concessi, i cittadini dovranno comunque restituire con le bollette degli anni successivi, nel periodo 2020 in poi.
E’ ormai chiaro che il cambio di governo in Regione Campania avvenuto un anno fa non ha determinato alcun cambiamento di politica nei confronti della GORI. Anzi, il governo regionale, succube e obbediente alla lobby idrica renziana nazionale, vuole salvare la GORI a tutti i costi, anche se questo salvataggio lo stanno pagando e lo pagheranno i cittadini.
In questo quadro appaiono stucchevoli gli incontri che in questi giorni il nuovo presidente di GORI s.p.a. sta tenendo con le amministrazioni comunali, incontri in cui si blatera di accordi, investimenti e sportelli amici senza dire una parola sui nuovi aumenti delle tariffe dell’acqua e sulla drammatica situazione finanziaria della società.
Nel silenzio assordante delle istituzioni e dei partiti politici, la Rete Civica ATO 3, che unisce i comitati per l’acqua pubblica del territorio, d’intesa con il coordinamento regionale dei comitati, lancia una campagna nelle piazze dell’ATO 3 per informare nuovamente cittadini e amministrazioni di quanto sta avvenendo, chiedendo di bloccare l’ennesimo colpo di coda a danno degli utenti.
- Scarica il comunicato in formato PDF
Puntuale come un orologio svizzero arriva l’aumento delle tariffe dell’acqua della GORI S.p.A.
Come nella peggiore tradizione, il provvedimento tariffario è stato deliberato da un commissario (ing. Belgiorno) nominato dal presidente De Luca, i cui poteri sono scaduti a giugno e che dovrebbe limitarsi all’ordinaria amministrazione, senza consultare né i sindaci né (figuriamoci) i cittadini attivi, e nel mese di agosto, ossia quando la cittadinanza si gode quei pochi giorni di tranquillità nel meritato periodo di ferie.
Inutile girarci intorno, mentre i nostri territori sono soffocati dalla morsa di una crisi economica che sembra non avere fine, e la maggioranza delle famiglie vive un grave periodo di difficoltà, i continui aumenti del costo dell’acqua potabile stanno assumendo i contorni di una vera e propria emergenza sociale.
Basti pensare che mentre i redditi scendono o (quando va bene) sono fermi ormai da anni, la tariffa dell’acqua GORI è aumentata del 67% dal 2011 al 2016, e continuerà a salire.
Con le tariffe 2016 una famiglia residente che consuma 200 metri cubi all’anno pagherà 440 euro, nelle seconde case 670 euro e le attività commerciali con un consumo annuo di 500 mc (consumo comune per bar, ristoranti, pub, etc.) dovrà pagare circa 1570 euro, con ulteriori aumenti in previsione per i prossimi anni.
Ma gli aumenti non basteranno a mettere in equilibrio i conti del carrozzone privato che, per andare avanti, ha anche bisogno di un anticipazione di ben 244 milioni di euro, richiesti alla CSEA (Cassa Servizi Energetici e Ambientali) soldi che, se concessi, i cittadini dovranno comunque restituire con le bollette degli anni successivi, nel periodo 2020 in poi.
E’ ormai chiaro che il cambio di governo in Regione Campania avvenuto un anno fa non ha determinato alcun cambiamento di politica nei confronti della GORI. Anzi, il governo regionale, succube e obbediente alla lobby idrica renziana nazionale, vuole salvare la GORI a tutti i costi, anche se questo salvataggio lo stanno pagando e lo pagheranno i cittadini.
In questo quadro appaiono stucchevoli gli incontri che in questi giorni il nuovo presidente di GORI s.p.a. sta tenendo con le amministrazioni comunali, incontri in cui si blatera di accordi, investimenti e sportelli amici senza dire una parola sui nuovi aumenti delle tariffe dell’acqua e sulla drammatica situazione finanziaria della società.
E’ ora che le amministrazioni comunali prendano coscienza piena della situazione e facciano scelte chiare, senza infingimenti, nell’interesse dei cittadini utenti e degli stessi lavoratori del settore.
Nel silenzio assordante delle istituzioni e dei partiti politici, la Rete Civica ATO 3, che unisce i comitati per l’acqua pubblica del territorio, d’intesa con il coordinamento regionale dei comitati, lancia una campagna nelle piazze dell’ATO 3 per informare nuovamente cittadini e amministrazioni di quanto sta avvenendo, chiedendo di bloccare l’ennesimo colpo di coda a danno degli utenti.
E’ sempre più urgente procedere alla liquidazione della GORI s.p.a. e passare ad una azienda consortile trasparente, democratica e partecipata.
I gazebo informativi saranno presenti nei seguenti Comuni:
- Boscoreale – Domenica – Piazza Vargas dalle ore 10:00
- Bracigliano - Sabato - Piazza Tuoro dalle ore 10:00
- Casalnuovo - Domenica Piazza Municipio dalle ore 10:00
- Castel San Giorgio - Domenica – Piazza Municipio dalle ore 11:00
- Castellamare - Domenica - Villa Comunale – dalle ore 11:00
- Gragnano - Sabato e Domenica – Piazza Aubry dalle ore 11:00
- Marigliano – Domenica - ore 10 Piazza Municipio
- Nocera Inferiore – Domenica - Piazza Amendola ore 10 banchetto - ore 12:00 Flash mob
- Nocera Superiore - Domenica - Via Matteotti - ore 10:00
- Nola – Domenica - Piazza Duomo ore 10:00
- Pomigliano d'Arco – Domenica- Piazza Pratola Ponte dalle ore 10:30
- Pompei - Sabato –1 ottobre - Piazza Bartolo ore 10:00
- Sarno - Domenica- Corso Giovanni Amendola dalle ore 11:00
- Siano - Domenica - Piazza Municipio – Dalle ore 11:00
- Pagani - Sabato /Domenica - Piazza S. Alfonso dalle ore 11:00
- San Giorgio a Cremano – Sabato - Piazza Troisi ore 11:00
- Saviano - Domenica - Piazza Vittoria dalle ore 10:00
- Tufino – Domenica – Piazza Gragnano ore 10:00
- Roccapiemonte – Domenica Piazza Zanardelli – Casali- dalle ore 10:00
- Torre del Greco – Domenica – Piazza Santa Croce dalle ore 10:00
Rete Civica ATO 3
I gazebo informativi saranno presenti nei seguenti Comuni:
- Boscoreale – Domenica – Piazza Vargas dalle ore 10:00
- Bracigliano - Sabato - Piazza Tuoro dalle ore 10:00
- Casalnuovo - Domenica Piazza Municipio dalle ore 10:00
- Castel San Giorgio - Domenica – Piazza Municipio dalle ore 11:00
- Castellamare - Domenica - Villa Comunale – dalle ore 11:00
- Gragnano - Sabato e Domenica – Piazza Aubry dalle ore 11:00
- Marigliano – Domenica - ore 10 Piazza Municipio
- Nocera Inferiore – Domenica - Piazza Amendola ore 10 banchetto - ore 12:00 Flash mob
- Nocera Superiore - Domenica - Via Matteotti - ore 10:00
- Nola – Domenica - Piazza Duomo ore 10:00
- Pomigliano d'Arco – Domenica- Piazza Pratola Ponte dalle ore 10:30
- Pompei - Sabato –1 ottobre - Piazza Bartolo ore 10:00
- Sarno - Domenica- Corso Giovanni Amendola dalle ore 11:00
- Siano - Domenica - Piazza Municipio – Dalle ore 11:00
- Pagani - Sabato /Domenica - Piazza S. Alfonso dalle ore 11:00
- San Giorgio a Cremano – Sabato - Piazza Troisi ore 11:00
- Saviano - Domenica - Piazza Vittoria dalle ore 10:00
- Tufino – Domenica – Piazza Gragnano ore 10:00
- Roccapiemonte – Domenica Piazza Zanardelli – Casali- dalle ore 10:00
- Torre del Greco – Domenica – Piazza Santa Croce dalle ore 10:00
SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA
lunedì 26 settembre 2016
La sindrome del Titanic
La Sindrome del Titanic
l'intervento di Emilio Molinari al convegno internazionale "il secolo dei Rifugiati ambientali" - Milano
l'intervento di Emilio Molinari al convegno internazionale "il secolo dei Rifugiati ambientali" - Milano
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| Emilio Molinari |
Parlerò di alcune cause della emigrazione che
stanno a monte del grande problema dell'accoglienza.
Da qualche decennio sono persona di movimento poco
attento ai tecnicismi istituzionali. Più portata a rivolgere la conoscenza
fuori dagli addetti ai al lavoro, ma rivolto alm popolo democratico per
renderlo attivo. Condizione indispensabile per muovere qualcosa.
Comincerei
con il problema di dire la verità: - L'emigrazione è inarrestabile
- è tutt'uno con la tragedia ambientale
- Il rischio di esserne travolti, è incombente
Se questa è la verità, mi chiedo: è in cima ai
nostri pensieri? E chi lo dice ai lavoratori, ai pensionati, agli
abitanti delle periferie? Se è vero che la casa Comune è in pericolo, la
minaccia incombente di una avanzata della destra, sta in questa verità e credo
che non si affronti solo con l'antifascismo tradizionale.Cambiano i paradigmi
politici e culturali con cui ci alimentiamo. Cambiano le priorità, i linguaggi,
i soggetti, le modalità con cui manifestiamo le opinioni. Bisogna prima
convincere per sconfiggere.
Senza idea alcuna, a New York, discutono come gestire 65 milioni di sfollati. ...Soldi per tenere chiusi in discariche umane i profughi e promettere all'Africa di attrarre investimenti privati per la sua industrializzazione: in agricoltura intensiva, nella produzione elettrica e nell'industria estrattiva...esattamente il modello che la sta devastando e che ha messo in crisi il pianeta.
“su questo terreno, tra l'altro, la Cina fa
la parte del leone. Martedì 20 ha comprato una intera pagina del
Corriere della Sera per presentare la sua leadership a svolgere tale compito
nel Sud del Mondo e per rilanciare la crescita globale.”
Nessuno più nega la Verità. Sui mutamenti climatici e il disastro idrico.
Il rapporto dell'ONU “Acqua per
un mondo sostenibile” dice:
“ Entro 15 anni la domanda di acqua aumenterà del
55%, nel 2030 la disponibilità coprirà solo il 60%... nel Sud dell'Asia meno
del 50%, e continua ….proseguire sulla strada del business sta portando
il mondo sull'orlo di un crollo del sistema socio economico.”
Intanto 1 miliardo di persone sono ancora
senza acqua potabile e 2 miliardi e mezzo sono privi di servizi
igienici. Questa condizione centrerà qualcosa con i profughi? E
concretizzare il diritto umano all'acqua con azioni concrete e un protocollo
mondiale sarà pure una risposta fattibile all'emigrazione.
Nel 2015 il World Economic Forum ha affermato
“La nostra preoccupazione è stata quella economica,
dal 2015 la crisi idrica sarà l'elemento di maggior impatto.”
Ma il più chiaro di tutti per il suo cinismo
resta Il rapporto del Pentagono nel 2004 :
-
Le prossime guerre saranno combattute per questioni
di sopravvivenza. Nei prossimi 20 anni diventerà evidente un “calo
significativo” dalla capacità del pianeta di sostenere l'attuale popolazione.
-
Milioni di persone moriranno per guerre e per fame
fino a ridurre la popolazione della terra ad una quantità sostenibile
-
Le zone ricche come USA e Europa diventeranno
“fortezze virtuali per impedire l'ingresso di milioni di migranti scacciati
dalle terre sommerse o non più in grado di coltivare per mancanza di acqua. Le
ondate di profughi sulle barche creeranno problemi significativi.
-
Le sommosse e i conflitti spaccheranno l'Africa e
l'India.
-
I governi che non sapranno garantire le risorse
fondamentali,i servizi essenziali e difendere i propri confini, sono
destinati a ad essere travolti dal caos e dal terrorismo.
Nel 2011 la CIA aggiunge: 8 fiumi saranno origine di conflitti:
-
Il Nilo. Minacciato dalla diga Rinascita in
Etiopia.
-
L'Egitto è una polveriera di 90 milioni di
abitanti, 50% meno di 20 anniche produce profughi e raccoglie profughi .
-
Il Tigri e Eufrate ( Kurdi, la Siria e la siccità,
la diga di Musul)
-
Il Giordano
-
I fiumi dell'altopiano del Tibet: Mekong (
Indocina)
-
l'Indo, Bramaputra, ( India e Bangladesh) Irrawaddi
( Birmania) l'Amu Darya (Kasakistan).
Tutti in crisi per i mutamenti climatici e sottoposti
al controllo della Cina.
Maude Barlow raporteur all'ONU per il diritto
all'acqua, parla di suicidio idrico Africano. La
quantità di acqua necessaria in Africa per coltivare i terreni acquistati da
stranieri e multinazionali nel 2009, è due volte il volume usato nei 4 anni
precedenti in tutta l'Africa. Se l'accaparramento delle terre e dell'acqua
continua al ritmo attuale, la richiesta di acqua supererà le scorte Africane di
acqua rinnovabile.
E continua:
Dighe, miniere, piantagioni, autostrade, complessi
industriali e resort turistici, costringono ogni anno 10 milioni di persone a
spostarsi. I privati così assumono il controllo dell'acqua che dava da vivere a
intere popolazioni. Solo le dighe hanno generato nei decenni passati 80 milioni
di profughi.
E come li chiamiamo: Profughi Economici? Anche gli imbottigliamenti provocano profughi. 50 miliardi di litri di acqua vengono imbottigliati ogni giorno dalle multinazionali e la sola Coca Cola ne imbottiglia 5 miliardi svuotando falde di mezzo mondo...In India basta leggere Vandana Shiva.
E l'industria turistica? Pensate: Un Campo da golf in Africa consuma quanto una città di 6000 abitanti. Andate alla Kibera di Nairobi? Al fianco di questa mostruosa bidonville senza acqua, c'è un bellissimo campo di Golf irrigato e protetto da guardie armate. In Kenya in un resident 5 stelle, sono previsti 3000 litri di acqua per camera. Mentre agli abitanti 90 litri per famiglia. Al Goa Resort: 1700 litri di acqua per persona al giorno e agli abitanti 14 litri di acqua al giorno.
Un esempio tra dighe, fiori, urbanizzazione in Etiopia e Kenya. Una rosa su 4 venduta in Europa viene da questi due paesi: Nel Kenia sul Lago Navascia e In Etiopia sul Lago Ziway. Le loro acque si abbassano paurosamente e si avvelenano. Sui due laghi abitavano centinaia di migliaia di persone: Contadini, pescatori, allevatori. Oggi vi lavorano 130 mila schiave, donne pagate 1 euro al giorno. Producono 24 milioni di tonnellate di rose al giorno. 200 boccioli al m2 pompati di fertilizzanti. Un business che si avvale di aiuti dalla Banca Mondiale, di agevolazioni nei dazi da parte della UE. Tutto nelle mani di Multinazionali Olandesi e Israeliane. L'Olanda si avvale della cooperazione internazionale.
Le dighe in Etiopia.
La diga Rinascita, sul Nilo costruita dalla
italiana Salini. Così come è targata Salini la diga sul fiume Omo che
metterà in crisi interi popoli indigeni in Etiopia e il Lago Turkana in Kenia.
Orgoglio italiano, così definisce Renzi queste dighe. Formerà un bacino che
bloccherà tanta acqua pari a una volta e mezzo il flusso annuo del Nilo e
caccerà uomini e donne e animali. Inoltre la zona confina con la terra degli
Oromo dove con la repressione dell'esercito si stanno cacciando gli abitanti
per far posto a nuove urbanizzazioni e industrializzazioni.
Ricordate il marciatore olimpico Feysa Lilesa che a
Rio tagliò il traguardo facendo il segno delle mani legate? Ci ricordava
proprio questo!
Intanto permettetemi alcune considerazioni
I ceti popolari imbarbariscono e vanno a destra.
Vero...ma parliamo di noi, occidentali democratici
e di sinistra.
Ostentiamo : felicità, laicità, libertà di satira,
diritto a non aver limiti ai nostri desideri.
Siamo sinceri:
Il grande messaggio universale del Papa viene
ignorato. Il Vaticano sarà in ritardo sulle unioni civili, l'eutanasia,
l'adozione del figlio del partner ecc. Ma il mondo corre verso il disastro
globale e la nostra indifferenza si chiama: Sindrome del Titanic.
Pensate: Appena eletto un sindaco democratico non pensa minimamente a ripubblicizzare l'acqua, ( referendum).Apre subito uno sportello per le unioni civili e siamo tutti contenti.
Chiamati a manifestare per l'ambiente o contro il
TTIP ci muoviamo in centinaia, ad una manifestazione per nuovi desideri
individuali, corriamo in 100 mila.
C'è qualcosa di malato nella indifferenza
per i destini della Casa Comune e il dolore di milioni di persone.
Mi chiedo se possiamo fare qualcosa?
Si. Prima di tutto riducendo la frammentarietà del
nostro impegno. Ci sono decine di movimenti in atto in tutto il
mondo e migliaia di buone pratiche comunitarie e mutualistiche tese a
dimostrare che si può vivere altrimenti: in agricoltura nel lavoro, tra le
donne, in Chapas o alla Rimaflor, nel parco Sud ecc...Ma vanno inserite in una
cornice unitaria che produca sinergie.
La politica va incalzata quando parla di aiutarli a
casa loro, pretendendo che si faccia qualche cosa in tal senso anche qui..a
Milano in Italia e in Europa
Voglio fare alcuni esempi:
Confrontiamo i problemi di cui stiamo parlando in questo convegno, con l'idea peregrina del governo, di cambiare la Costituzione per eliminare 200 senatori. E' una miseria politica. Per di più pericolosa per la democrazia. Noi diciamo un sacrosanto NO. E diciamo: dobbiamo difendere la Costituzione...però rischiamo di sembrare quelli che non vogliono “cambiare”.
Invece penso che si possa cambiare: certo con tutto il parlamento, con il consenso popolare e parlandone, per mettere nella Costituzione le nuove realtà: quella degli immigrati, del diritto all'acqua e alla terra e per metterci i nostri doveri verso il resto del mondo.
Abbiamo a Milano una nuova giunta più o meno di
sinistra.
Dovremmo chiedergli di attivarsi verso altri
municipi nel mondo per il diritto all'acqua, per cominciare a tracciare la
strada per un Protocollo Mondiale su tale diritto, cosa da tempo avviato dal
Contratto Mondiale sull'acqua e dalle reti mondiali dell'acqua.
E Milano dovrebbe essere sede di questo movimento.
Perché non chiedere di dedicare una seduta di
Consiglio agli argomenti di cui stiamo parlando oggi?
- Chiedere che le aziende pubbliche municipali ripubblicizzate europee con le
loro conoscenze di promuovano in sinergia progetti di potabilizzazione
dell'acqua e assicurino servizi igienici nel sud del Mondo, senza profitti e
senza privati.
- Tentare di fermare il disastro delle dighe partendo da Milano dove ha
sede la Salini e in Europa, sede di altre multinazionali.
Concludo con un:
Ricordate? Un tempo il femminismo diceva: non ci basta il pane vogliamo anche le rose. Forse oggi le compagne ( ma tutti noi) dovrebbero mettere nella loro agenda, anche il dolore delle donne e della Terra, che c'è dentro ad ogni rosa che un profugo del Bangladesh ci prega di comprare.
Emilio Molinari
mercoledì 21 settembre 2016
DESTITUITO IL CdA DELL’AZIENDA SPECIALE ABC (Acqua Bene Comune) DI NAPOLI
L’usurpazione del potere
dei cittadini e rito sacrificale
di Riccardo Petrella
di Riccardo Petrella
Nel giugno 2011, più di 26 milioni di cittadini espressero in maniera chiara la loro opposizione alla privatizzazione del servizio idrico e la loro scelta in favore della gestione pubblica approvando l’eliminazione del profitto dal calcolo di fissazione della tariffa dell’acqua potabile e del trattamento delle acque reflue.
Il potere dei cittadini stabili che le scelte delle classi dirigenti (governo, imprese, sindacati, mondo accademico) operate durante il regime berlusconiano (poi mantenute dai governi Monti, Letta e Renzi) dovevano essere abbandonate e sostituite da disposizioni miranti a trattare l’acqua come bene comune pubblico e come diritto (e non merce).
La città di Napoli è stata l’unica citta italiana importante a ripubblicizzare il servizio idrico dando vita all’Azienda speciale pubblica ABC la cui nascita fu celebrata come una vittoria politica e socioeconomia nel pieno rispetto dei risullati refenderari.
Una « solitudine » che è rimasta tale in questi anni perché, altrove in Italia , le classi dirigenti non hanno rispettato affatto il potere legislativo degli Italiani, anzi hanno fatto di tutto per svuotarlo di senso e calpestarlo, pretestando invece di agire al fine di renderlo più concreto ed efficace.
Si tratta di una vera e propria usurpazione del potere dei cittadini …in nome dei cittadini ! Ho vissuto direttamente il fenomeno dell’usurpazione allorché ero presidente dell’Acquedotto pugliese (AQP).
Il presidente della Regione Puglia dell’epoca, Nichi Vendola, che fu eletto soprattutto per l’impegno preso di ripubblicizzare l’AQP, non solo non ripubblicizzo’ l’AQP ma, usando il potere de cittadini che lo elessero, ha creato un sistema dii gestione regionale del servizio idrico pugliese ambiguo ,poco partecipato dai cittadini e ispirato alle logiche predominanti dell’efficiezna e dell’economicità (profitto compreso).
Apparentemente, il suo successore, Michele Emiliano , anch’egli proclamatosi pubblicamente difensore convinto dell’acqua pubblica, dell’acqua bene comune, del diritto all’acqua, della gestione partecipata, sta usupando il potere dei cittadini che hanno creduto nelle sue affermazioni, facendosi difensore della trasformazione dell’AQP in una società mltiutilities, destinata a quotarsi in borsa, come ACEA, HERA….cioé il conlrario di un governo pubblico dell’acqua.
Nel campo dell’acqua, la lista dei « fatti d’usurpazione » è molto lunga in Lombardia come in Sardegna, in Pïemonte e in Toscana , specie nelle regioni che furono nel passato dei capisaldi dell’economia pubblica e dell’economia cooperativa e mutualista Nessuno aveva immaginato che l’usurpazione sarebbe intevenuta anche a Napoli per mano del sindaco stesso, Luigi De Magistris, fervente sostenitore della creazione di ABC.
Forse ci si sarebbe dovuti già interrogare dopo la defenestrazione dels suo primo assessore ai beni comuni, Alberto Lucarelli, e del primo presidente dell‘ABC Ugo Mattei, due figure di primo piano della rinascita dei movimenti per i beni comuni.
La liquidazione del CdA dell’ABC presieduto dall’avv. Montalto, costituisce une fatto molto grave Il vero pomo della discordia, cosi come è interpretato dal sindaco di Napoli, sta nella non accettazione da parte dei responsabili dell‘ABC dell’imposizione fatta all’azienda da parte del sindaco ( a nome del Comune di Napoli) d’incorporare un centinaio di lavoratori del Consorzio di Depurazione di San Giovanni a Teduccio, anch’essa azienda del Comune, in stato di liquidazione dal 2011.
L’ABC considera che l’incorporazione non è possibile per numerose ragioni giuridico istituzionali e soprattutto economiche (inadeguatezza dei fondi di copertura finanziaria per il personale da incorporare cosi come per gli investimenti nelle infrastrutture da rinnovare od interamente nuove).
L’azienda argomenta che in tali condizioni non saranno solo il centinaio di lavoratori ad essere vittime dell’operazione fra uno o più anni , ma il rischio è notevole che l’intera azienda sia condotta al fallimento : l’interesse generale ne soffrità e il carattere pubblico dell’Azienda sarà messo in questione.
Il Sindaco non condivide le tesi dell’ABC e usando il potere datogli dai cittadini destituisce il CdA ingaggiando per di più una campagna di denuncia , in particolare nei confronti del presidente destituito, Maurizio Montalto.
Da persona meritevole di essere nominato presidente dell’ABC, egli è improvvisamente diventato un incompetente, privo di serietà professionale, una schiappa.
Gli attacchi portati contro Montalto che conosco da quasi venti anni e stimo molto per la probità dei suoi comportamenti, la serietà e professionalità delle sue scelte, e la sincerità dell’essere al servizio dell’interesse pubblico e del bene comune – sono la parte visibile del rito sacrificale cui ricorrono i dirigenti allorché « i dipendenti » non eseguono gli ordini del potere.
Destituire il CdA è come la punizione che un bambino dà al giocattolo che distrugge perchè non fa più quello che lui vorrebbe.. Ora un’azienda pubblica non è un giocattolo al servizio degli interessi dei dirigenti politici nel contesto delle loro, eventuali, operazioni clientelari. Il diritto al lavoro del centinaio di persone dell’ex Consorzio di Depurazione non puo’ giustificare la messa in crisi e pericolo dell’intera gestione del servizio idrico pubblico di una grande città Napoli ha altri mezzi più sani, sostenibili e democratici per riuscirvi. Come l’esperienza nazionale ci dimostra, il governo di uno solo non va a braccetto con la giustizia e la responsabilità, neanchè a livello locale.
Riccardo Petrella
Ex presidente dell'Acquedotto Pugliese
Presidente dell'Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau (IERPE), Bruxelles
domenica 4 settembre 2016
Fertility day ...
Un idiota per ministro.
Fertility Day
Caro Ministro Lorenzin,
Sono una neo mamma 31enne che ha deciso di fare un figlio per pura incoscienza. Perché bisogna essere incoscienti per fare un figlio oggi, nell'Italia che voi state governando.
Ho finito il liceo e preso una laurea per avere più possibilità. Non ne ho avute. Allora ho fatto un master per distinguermi da quei millemila studenti con i quali condividevo il titolo di studio. Non è cambiato granché. Ho compiuto i 26 anni che avevo all'attivo una laurea, un master e 3 stage, perché gli stage temprano, fanno imparare, sono una possibilità. Così ci dite. Dite pure che siamo choosy, viziati, che viviamo a casa con mamma e papà perché sogniamo una casa con piscina alla Melrose Place.
Un cazzo, caro Ministro.
A 26 anni dicevamo, avevo all'attivo una laurea, un master e 3 stage. Non pagati. Dove facevo fotocopie e poco altro e dove tutti e 3 i datori di lavoro durante il primo colloquio mi avevano informata che tanto non mi avrebbero mai assunto perché l'azienda non aveva fondi. Bella risorsa che ero. E pazienza. Meglio che stare a casa a infornare biscotti, mi dicevo. L'anno dopo presi un altro master. Per differenziarmi ancora un po'.
Mi differenziai talmente tanto che mi sentii dire che ero troppo qualificata, che servivano dei tuttofare disposti a svolgere tutte le mansioni più una, come le caramelle di Harry Potter. Fantascienza, non c'è che dire. Allora puntai sulle agenzie. Feci altri due stage, questa volta pagati. 500 euro al mese e che dio mi benedica. A 29 anni mandai 89 curricula in tutta la mia regione. E no egregio Ministro. Non vivo in Sicilia dove non c'è lavoro. Vivo nel florido Veneto.
Poi finalmente le cose cambiarono. A 31 anni (Alleluia Alleluia) con un lavoro che amo ho potuto fare un figlio. Sono fortunata, lo so. Fortunata per essere in Italia perché all'estero alla mia età e con il mio percorso formativo sarei già stata promossa a manager, ma che ci voglio fare, non vorrò mica essere choosy, vero? In Italia a 30 anni trovi – forse – il primo lavoro pagato decentemente.
Avrá intuito il succo del discorso: la mia generazione non fa figli perché non se li può permettere. Perché voi avete creato un sistema in cui si è indipendenti economicamente tardissimo. Perché c'è poco lavoro e quel poco è sottopagato.
Perché il vostro sistema scolastico è arretrato, il programma di storia delle superiori arriva sempre e solo fino alla seconda guerra mondiale. Se si vuole avere una cultura decente occorre farsela da soli. Perché un asilo nido costa una follia e se non si hanno nonni disposti a giocare ai genitori occorre chiedere un part Time in ufficio. Il che significa guadagnare 600 euro al mese e spenderne 450 per il suddetto asilo. O accontentarsi dell'insulto del 30% del proprio stipendio (circa 400 euro al mese) per usufruire della maternità facoltativa, tenendosi il pupo a casa con sé e in barba la socializzazione precoce.
Facciamo carriera in tempi biblici e se ci impegniamo per cercare fortuna fuori dai confini nazionali vi permettete pure di mettere il broncio. Siamo la generazione che guadagna 1200 euro al mese nonostante abbia investito anni nella propria formazione, ma funziona così quindi o ci va bene o possiamo fare i bagagli. (E sopportare il vostro broncio, cialtroni). Considerato poi che un affitto per un appartamento medio al nord costa dai 600 ai 1200 euro al mese, più asilo, meno soldi in busta paga, me lo dice dove accipicchia andiamo?
Quindi caro Ministro no. Non siamo pigri. Non siamo Erode che odiamo i bambini. Noi non possiamo fare bambini, che è molto diverso. E di certo bisogna essere incoscienti per farli, perché se stiamo qui a pensare a quello che il governo ci garantisce, sarebbe meglio prendersi un pesce rosso e tanti saluti (poi mi spiegherà come mai i papà abbiano 48 ore di congedo parentale quando nasce un figlio, e vi sbattete pure a dire quanto i padri siano fondamentali nei primi mesi di vita dell'infante, ma vaffanculo).
Poi esimio Ministro nel caso non lo sapesse, per procreare occorre un compagno. Che magari non sia un demente perché se poi la prole viene su male è colpa dei genitori, e che magari non sia disoccupato, o pensa che i neonati si vestano d'amore e i bambini si nutrano di speranze? Considerato che il 42% dei giovani non ha un impiego, azzardo che il 20% di loro sia di sesso maschile.
Quindi ricapitoliamo. Maschio, etero, occupato e con un decente intelletto. Dai, ci arriva anche lei Ministro che sia più facile scovare il Sacro Graal. E se volessi quindi farmi un figlio da sola? Ah no, in Italia non si può. E per quanto riguarda la fertilità. No, non è un bene comune. È mia e me la gestisco io. Almeno ci lasci questa illusione.
Mary G. Baccaglini
sabato 30 luglio 2016
Buone vacanze a tutti gli acquaioli
Della serie
"Rilassiamoci ma non troppo"
abbiamo selezionato per voi
il decalogo di Noam Chomsky
per comprendere come, attraverso
i mass media, si arrivi alla
manipolazione e al controllo sociale.
1-La
strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2-
Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3- La
strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4- La
strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5-
Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziose per guerre tranquille”).
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziose per guerre tranquille”).
6-
Usare l’aspetto
emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
7-
Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".
8-
Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...
9-
Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo
che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della
sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi.
Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo
si auto svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo,
uno dei cui effetti è l’inibizione
della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10-
Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
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“C’è una buona notizia e una cattiva.
La prima è che anche in un mondo dominato da titanici centri di potere finanziario, costruire il bene comune e accrescere la possibilità di decidere veramente delle nostre vite è ancora possibile.
La seconda è che non possiamo farlo mettendo semplicemente una croce su una scheda e poi tornare a guardare la TV…”
Noam Chomsky
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