martedì 30 settembre 2014
martedì 16 settembre 2014
AAA. ACQUA DELLA CAMPANIA SVENDESI
firmato: Stefano Caldoro,
presidente
La storia dell’acqua pubblica che viene svenduta ai
privati
attraverso complessi, ma anche noti e frequenti, marchingegni del Presidente della Regione
Campania, Stefano Caldoro.
Con l’incuria e la complicità di pochi suoi amici,
l’acqua di Napoli, delle fonti campane, e la loro gestione finirà tutto nelle
mani di Acea SpA e compari.
La Giunta regionale campana prima condona 70
mln di euro alla G.O.R.I. ( parte
del debito contratto con la Regione), poi le concede una dilazione dei restanti 213 mln, la
cui restituzione (parzialmente con interessi) prevista per i prossimi 20
anni,
poi cambia i vertici della G.O.R.I. nominando presidente l’ex deputato Amedeo Laboccetta ( PDL, indagato per
favoreggiamento), il quale, a sua volta ha voluto come amministratore
delegato Claudio Cosentino, uomo Federutility, noto per il suo
impegno sui distacchi idrici.
Infine il collegato alla legge di stabilità regionale, approvata il 31 luglio scorso in
Consiglio Regionale, in cui, attraverso un maxiemendamento, sono
stati inseriti 11 commi sull’acqua.
Inoltre viene istituita una STRUTTURA DI MISSIONE che
avrà il compito di
COORDINARE I PIANI STRATEGICI REGIONALI PER L’USO
DEI FONDI REGIONALI, NAZIONALI ED EUROPEI. Tale Struttura verrà costituita in
Giunta regionale
La proposta di legge regionale sul riordino del
servizio idrico (Ddl 204/13) che già dava potere decisionale in massima parte alla Regione, in tal
modo resterà a lungo in sospeso. A tutto vantaggio loro!
TUTTO QUESTO STA ACCADENDO VELOCEMENTE TRA LE STANZE
DI CALDORO & Co., senza consultare i
cittadini.
E’ risaputo che sull’acqua della Campania ci sono
molti interessi e che Caldoro sta rafforzando i privati (Acea SpA, G.O.R.I.
SpA, Acquedotti S.c.p.a. e Co).
A campagna elettorale ormai avviata, l’unico strumento
idoneo sarà quello di
farci sentire tutti, come cittadini
e come elettori,
altrimenti la stupenda vittoria dei referendum
del 2011, in cui 27 milioni di elettori si sono espressi per la gestione
pubblica e partecipata dell’acqua e dei servizi pubblici locali, sarà stata
vana.
Dopo le elezioni, tutte le promesse cadranno nel
dimenticatoio.
NOI INVECE RICORDEREMO E AVVIEREMO LA SEGUENTE
CAMPAGNA:
MAXI/EMENDAMENTO CALDORO PER LA PRIVATIZZAZIONE
DELL'ACQUA? NOOOOOO !
MAXI/CAMPAGNA PER L'ACQUA PUBBLICA
-Campagna IO INFORMO, ripartiamo dall'ABC (informare e formare, tornando
con i banchetti tra la gente)
- Campagna 1000 DELIBERE PER L'ACQUA PUBBLICA (Sindaci e Amm.ni comunali inseriscano
negli Statuti, specialmente nello Statuto di Napoli Città Metropolitana, la cui
approvazione è prevista per il 12 ott. p..v., che la gestione del Servizio
Idrico Integrato, deve essere affidata ad Enti di diritto pubblico);
- Campagna IO SOSTENGO (sostenere e mettere insieme i Sindaci per l'Acqua
Pubblica) ;
- Campagna IO DENUNCIO (denunciare, con nome e cognome, gli inadempienti,
chi non rispetta e attua i referendum);
- Campagna OPERAZIONE NO ACEA (Caldoro sta sostenendo ACEA SpA, presente in Gori
Spa, in molte gestioni, campane e non, NOI NO);
- Campagna 1 EURO PER L'ACQUA
PUBBLICA ( a sostegno delle molteplici
azioni legali che verranno messe in campo per ostacolare la privatizzazione
dell'Acqua in Campania).
- 2011 : NAPOLI CAPITALE DELL'ACQUA PUBBLICA
- 2014 NAPOLI CAPITALE DELL'ACQUA PUBBLICA?
- 2014 CAMPANIA CAPITALE DELL'ACQUA AI PRIVATI
Il Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica
dell’Acqua aveva chiesto più volte a Caldoro
d’interloquire con lui ma, tranne le sue promesse, non ci sono stati i
fatti.
I fatti, oggi più che mai, li chiediamo anche al Sindaco
di Napoli, che si è espresso a favore dei
Comitati dell’acqua e contro le scelte pericolose della Regione ( PERICOLOSE INNANZITUTTO
per l’A.S. Abc Napoli, a tutt’oggi unico caso di ripubblicizzazione in Italia),
e al maxiemendamento Caldoro !
Priorità siano, per il Sindaco De Magistris: Messa in sicurezza, ritiro della delibera di giunta comunale
(n 423, 19/6/14) che propone la modifica statutaria dell’AS ABC Na prevedendo
l’apertura a società di capitali, ed infine l’accorpamento della gestione
dell’acqua dei rubinetti e delle fognature, procedura indispensabile se l’A.S. ABC
vorrà osteggiare l’operazione Acea SpA.
Se non farà con urgenza tutto
questo, anche lui, come Caldoro, sta tradendo i referendum del 2011.
RISPETTO PER I REFERENDUM!
GUAI, GUAI, GUAI A CHI FA PROFITTO SULL’ACQUA!
Campania, 17 settembre 2014
COORDINAM. CAMPANO DEI COMITATI PER
LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA
venerdì 5 settembre 2014
Fascisti all'opera
La storia del Sig.Giovanni contro gli abusi e sopprusi della GORI da lui stesso raccontata e documentata. E' l'evidenza che la gestione privata dell'acqua è la morte della civiltà e della democrazia.
Giovanni Sorrentino è un cittadino del Comune di Pagani. E come avveniva anni addietro per tutti i cittadini paganesi, sin dal 1987 è titolare di un’utenza idrica domestica erogata dal Comune di Pagani (cfr. allegato 1, in cui si riportano solo alcune delle tante fatture emesse dall’Ente).
La sua posizione contrattuale resta inalterata anche quando subentra ope legis la Gori S.p.A. all’Ente Comune di Pagani nella gestione delle risorse idriche. Sull’allaccio idrico che serve la sua abitazione, viene installato un misuratore raggruppato (dal Glossario del Servizio Idrico Integrato trattasi di utenza servita da un unico contatore che distribuisce acqua a più unità immobiliari) con matri-cola 48939. Come per tutti gli utenti, la Società subentrata gli assegna un Codice Utenza, ossia il numero 20304221.
Viene emessa la prima fattura basata su un consumo presunto (cfr. allegato 2), alla quale fa seguito il regolare saldo (cfr. allegato 3). Ma Giovanni Sorrentino vuole pagare il consumo effettivo, il giu-sto. Chiede alla Società un sopralluogo per l’installazione di un contatore divisionale all’interno della sua abitazione (cfr. allegato 4), ai sensi dell’art. 37 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato (cfr. allegato 5).
Ma la Gori S.p.A. non provvede, anzi, non riesce a garantire neanche la pressione minima di ac-qua per la sua abitazione. Giovanni Sorrentino è costretto ad adire l’Autorità Giudiziaria per la tu-tela dei suoi diritti, citando in giudizio la Gori S.p.A.. Nasce un contenzioso civile presso il Tribu-nale di Nocera Inferiore tuttora pendente dinanzi al giudice dott. Bartolomeo Ietto (R.G. n° 4608/2009).
Nelle more del giudizio, la Gori S.p.A. emette diverse note di credito a favore di Giovanni Sorren-tino (cfr. allegato 6), qualificandoli come pagamenti non dovuti. Subordina il tutto all’esecuzione di lavori di «regolarizzazione del contratto di fornitura» a cura e a spese di Giovanni Sorrentino (cfr. allegato 7), mediante la rimozione dell’attuale misuratore raggruppato e l’installazione di un nuo-vo misuratore al limite della sua proprietà. Alla semplicità della richiesta dell’installazione di un contatore divisionale all’interno dell’appartamento fatta da Giovanni Sorrentino, fa da contraltare la richiesta della Gori S.p.A. di realizzare a sua cura e spese un allaccio ex novo, eccessivamente oneroso oltreché inutile ed improprio.
L’esecuzione dei lavori summenzionati inficia con il procedimento civile pendente: qualsiasi in-tervento sui luoghi di causa, oltre a configurarsi come reato ex art. 374 codice penale (frode proces-suale), comporta una grave lesione dei diritti vantati da Giovanni Sorrentino, negandogli l’esercizio del diritto alla difesa ex. art. 24 Costituzione.
Segue una lettera di diffida del legale di fiducia di Giovanni Sorrentino (cfr. allegato 8) che consen-te di calmare le acque e di tenere a bada la Gori S.p.A.. Ma dopo pochi mesi, la Società ritorna all’assalto, sebbene il procedimento civile ancora deve terminare. Giovanni Sorrentino è costretto ad inviare una nuova lettera di diffida (cfr. allegato 9), ma stavolta la Gori S.p.A. esagera!
In data 1° Settembre 2014, la Gori S.p.A. rimuove il misuratore raggruppato che serve l’intera pa-lazzina in cui abita Giovanni Sorrentino, senza alcuna preventiva comunicazione! L’intero stabile
si ritrova all’improvviso senza una goccia d’acqua. Sebbene la Repubblica riconosce e garantisce i di-ritti inviolabili dell’uomo, ex art. 2 Costituzione, tra i quali va annoverato, senza dubbio, il diritto all’acqua, alla Gori S.p.A., società costituita dall’ente pubblico Ambito Territoriale Ottimale (Ato 3 “Sarnese Vesuviano”), sembra non importare più di tanto tutto ciò. Tra l’altro la Gori S.p.A. è tenuta a garantire una dotazione pro-capite giornaliera alla consegna, non inferiore a 150 litri per abitante ai sensi del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 1996 (cfr. allegato 10).
Peccato che colui che ha subito l’illecito distacco, ossia Giovanni Sorrentino, nel 2010 ha subìto un intervento chirurgico di colectomia totale (cfr. allegato 11), con la creazione di una ileostomia per la raccolta delle feci. Per cui l’acqua, a persone indigenti come lui, serve per garantire i livelli es-senziali igienico-sanitario per la cura e la salvaguardia della stomia e va ben oltre le logiche commerciali e di mercato!
Giovanni Sorrentino
mercoledì 27 agosto 2014
A VOLTE RITORNANO
Alberto Irace
A volte ritornano. E ritornano con la simpatia delle emorroidi in piena estate, come un pezzetto di rucola fra i denti. Hanno il piglio di chi la sa lunga, di chi risolve i problemi. Il “ghe pensi mi” paradigmatico dei lumbard e del berlusconismo fa ancora proseliti e naturalmente miete vittime fra le tasche dei cittadini, anche se a praticarlo è un ex “compagno” oggi integrato perfettamente alla casta (qualcuno parla di mutazioni genetiche).
Eppure ritornano. Di
tanto in tanto si affacciano nella loro terra natale distribuendo a destra e a
manca perle di saggezza managerial-liberista mediante scritti e articoli subito
raccolti e divulgati dall’informazione zerbina. Hanno lo sguardo tronfio tipico
di chi ha una soluzione per tutto ma in realtà è solo un’autodifesa per
nascondere gli insuccessi (da GORI al WorkForce
Management) fallimenti inanellati uno dietro l’altro come grani di un rosario.
Zeru tituli avrebbe
detto Mou. Veramente di titoli ne ha tanti, ma guai a parlare di efficienza in
azienda. Essa, Lei (l’efficienza), si trova solo nei libri di testo o negli
stages per top-manager per il resto … mancia!
Ma in Italia si fa presto a risalire la china quando la carriera è prerogativa
non del merito ma dei cattivi maestri
della politica o meglio degli affari.
Più sei incapace migliore è il business, lo stipendio e la copertura
politica. Il valore aggiunto è se sei indagato o addirittura hai qualche
condanna.
Alberto Irace ex AD
di Pubbliacqua.spa , nominato il Giugno scorso dal CDA di Acea (la multiutility
romana) nuovo amministratore delegato fa
il suo “ritorno” a Napoli con un articolo pubblicato da un “giornalaccio” al
soldo dei potenti per denunciare la “furia pubblicista” delle amministrazioni
presenti e passate, nella gestione dei beni e servizi pubblici in Campania che
avrebbero prodotto solo disastri e disavanzi.
Ma come ? E la GORI
che produce milioni di debiti all’anno? Non è forse una sua creatura ? Non è
forse oggi gestita dai suoi colleghi (o sottoposti) di Acea? Non ha come Presidente
un indagato come Laboccetta? Non è forse una società guidata da privati le cui
azioni hanno raggiunto livelli inimmaginabili di inefficienza inefficacia e
antieconomicità? Se Persino l’AEGG (Autorità Energia Elettrica e Gas ora anche
dei servizi idrici …) che più che essere una autorità di controllo è un fortino
a tutela del capitale, ha dato il via a procedimenti sanzionatori nei confronti
di GORI (DELIBERAZIONE
31 LUGLIO 2014 - 380/2014/S/IDR ) vuol dire che forse
l’Abertone idro-privato “addo vede e addò ceca” nella sua analisi sulla “furia
pubblicista” .
E che dire di Paolo
Marati, amministratore delegato della GORI che recentemente ha rilasciato una
intervista ad una TV privata (ovviamente non si trattava di una vera e propria
intervista, era tutto scritto e
catalogato) e la giornalista … altre braccia sottratte alla vendita di giornali
… incalzava apparentemente il Marati
chiedendogli spiegazioni sulle enormi file di utenti davanti agli sportelli
GORI all’arrivo delle bollette. Marati
per giustificare l’ingiustificabile asserisce che la maggior parte delle
persone in fila è perché non lasciano entrare in casa i letturisti quand’ è il
momento di rilevare i consumi idrici atteggiamento che secondo Marati genera
poi bollette esorbitanti e quindi le file agli sportelli per le dovute spiegazioni.
Ora, la cosa che
non si capisce è questa: se non faccio entrare il letturista in casa è perché in
buona sostanza non voglio pagare l’acqua e se non voglio pagare l’acqua figuriamoci
se vengo a perdere tempo a fare la coda agli sportelli! Caro Marati la verità è una sola è che siete
proprio così … degli incapaci! Probabilmente volutamente incapaci, perché nella
confusione che generate riuscite sempre a trovare le pezze a colori per coprire
le vostre vergogne !
Allora al nostro
caro Albertone diciamo che le sue stronzate efficientiste può giusto
raccontarle sul “giornalaccio” o ribadirle a qualche suo collega di azienda, l’unica
cosa che gli è riescita particolarmente bene nell'articolo è stata quella di buttare la croce di tutti i mali sui comunisti! (Berlusconi docet). Caro Albertone, ad avercene di veri
comunisti, probabilmente mancherebbe il tempo a tanti idioti di scrivere cazzate!
30 anni di
politiche neoliberiste e di privatizzazioni hanno portato allo sfascio globale tanto
l’italia quanto gran parte dell’Europa, 30 anni in cui è stato attaccato e
portato a livelli indicibili il lavoro (parlate pure con qualche operaio GORI!)
massacrato diritti e ridotto alla canna
del gas operai, piccole imprese e famiglie, fatto salvo ovviamente il culo e il
portafogli dei Top-Manager i quali si sono ulteriormente abbuffati alla faccia
del popolo straccione e adesso pretendono di avere le ricette politiche ed economiche per
risollevare le sorti di un paese spolpato fino all’osso.
Ma andate a dare via il
culo!
Cyrano
Cyrano
lunedì 4 agosto 2014
APPELLO CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA IN CAMPANIA
GUAI, GUAI, GUAI A CHI FA PROFITTO SULL’ACQUA
GUAI, GUAI, GUAI A CHI FA PROFITTO SULL’ACQUA
La notizia della privatizzazione dell’acqua da parte
della Regione Campania , mi giunge a Cosenza, mentre sto animando un
campo giovanile di lavoro missionario all’’Arca di Noè’.
Sono esterefatto e profondamente amareggiato da questa notizia. E’ l’ennesimo tradimento, perpetrato per di più in agosto.
Il 31 luglio il Consiglio regionale della Campania ha votato la finanziaria , che conteneva un maxi emendamento che spaziava dal condono edilizio alla privatizzazione dell’acqua! La regione prevede, entro 30 giorni, l’affido alle società operanti sul territorio (Gori and CO), non solo della gestione e distribuzione, ma anche della captazione e adduzione alla fonte.
E’ un colpo di Stato inferto ai cittadini campani!
Inoltre il Consiglio regionale ha deciso di costituire presso la Giunta regionale una Struttura di Missione: un unico centro decisionale con pieni poteri sull’acqua, che cancellerà i 4 ambiti territoriali (ATO). Questo in attesa dell’approvazione della Legge per il Riordino del Servizio Idrico Integrato , che Caldoro sperava di far passare in fretta, ma che invece ha incontrato la durissima opposizione dei comitati acqua della Campania.
Mentre questo avveniva in Regione, il Comune di Napoli , sempre il 31 luglio,proponeva la modifica dello Statuto di ABC (Acqua Bene Comune Napoli) per aprirla alla “Costituzione di Società di Capitali”. Questa è la proposta della Giunta Comunale che dovrà essere ora votata in Consiglio Comunale.
E’ più che naturale sospettare che questa decisione del Comune di Napoli sia stata presa per assecondare il disegno della Regione , in vista anche dell’erigenda area Metropolitana.
Questo è ancora più grave perché il sindaco L. De Magistris, per ben due anni ha resistito alle richieste dei comitati di “mettere in sicurezza l’ABC”.
Mai mi sarei aspettato di trovarmi in tale situazione, dopo anni di impegno con tanti comitati e cittadini napoletani e campani. Questo è per me , prima di tutto il tradimento del Referendum del 2011 che ha sancito che l’acqua deve restare fuori dal mercato e che non si facciano profitti sull’acqua.
Per cui ritengo la decisione della regione Campania di privatizzare l’acqua come incostituzionale ed immorale, perché l’acqua è un diritto fondamentale umano, sancito dal voto di 26 milioni di italiani.
Per cui chiedo che il governo italiano , tramite il Ministro per il Rapporto con le Regioni, ricorra alla Corte Costituzionale per invalidare la decisione della Regione Campania.
Chiedo al Consiglio comunale di Napoli di bocciare la proposta di modifica dello Statuto dell’ABC.
Chiedo al sindaco De Magistris, che in un comunicato stampa ha reiterato che l’acqua di Napoli rimane pubblica, di decidersi finalmente di “mettere in sicurezza ABC” come richiesto dai comitati e poi, di scendere in campo con i comitati, per contestare la decisione della Regione.
Chiedo al popolo napoletano e campano , allo stesso tempo chiedo alle chiese e alle comunità cristiane di mobilitarsi , anche in pieno agosto. Questo perché l’uomo torni a dominare e non siano i soldi a governare. P “Quello che comanda oggi, non è l’uomo : è il denaro, i soldi comandano- ha detto recentemente Papa Francesco - E Dio, nostro Padre, ha dato il compito di custodire la Terra non ai soldi, ma a noi, uomini e donne. Noi abbiamo questo compito. Invece uomini e donne vengono sacrificate agli idoli del profitto.”
Sono esterefatto e profondamente amareggiato da questa notizia. E’ l’ennesimo tradimento, perpetrato per di più in agosto.
Il 31 luglio il Consiglio regionale della Campania ha votato la finanziaria , che conteneva un maxi emendamento che spaziava dal condono edilizio alla privatizzazione dell’acqua! La regione prevede, entro 30 giorni, l’affido alle società operanti sul territorio (Gori and CO), non solo della gestione e distribuzione, ma anche della captazione e adduzione alla fonte.
E’ un colpo di Stato inferto ai cittadini campani!
Inoltre il Consiglio regionale ha deciso di costituire presso la Giunta regionale una Struttura di Missione: un unico centro decisionale con pieni poteri sull’acqua, che cancellerà i 4 ambiti territoriali (ATO). Questo in attesa dell’approvazione della Legge per il Riordino del Servizio Idrico Integrato , che Caldoro sperava di far passare in fretta, ma che invece ha incontrato la durissima opposizione dei comitati acqua della Campania.
Mentre questo avveniva in Regione, il Comune di Napoli , sempre il 31 luglio,proponeva la modifica dello Statuto di ABC (Acqua Bene Comune Napoli) per aprirla alla “Costituzione di Società di Capitali”. Questa è la proposta della Giunta Comunale che dovrà essere ora votata in Consiglio Comunale.
E’ più che naturale sospettare che questa decisione del Comune di Napoli sia stata presa per assecondare il disegno della Regione , in vista anche dell’erigenda area Metropolitana.
Questo è ancora più grave perché il sindaco L. De Magistris, per ben due anni ha resistito alle richieste dei comitati di “mettere in sicurezza l’ABC”.
Mai mi sarei aspettato di trovarmi in tale situazione, dopo anni di impegno con tanti comitati e cittadini napoletani e campani. Questo è per me , prima di tutto il tradimento del Referendum del 2011 che ha sancito che l’acqua deve restare fuori dal mercato e che non si facciano profitti sull’acqua.
Per cui ritengo la decisione della regione Campania di privatizzare l’acqua come incostituzionale ed immorale, perché l’acqua è un diritto fondamentale umano, sancito dal voto di 26 milioni di italiani.
Per cui chiedo che il governo italiano , tramite il Ministro per il Rapporto con le Regioni, ricorra alla Corte Costituzionale per invalidare la decisione della Regione Campania.
Chiedo al Consiglio comunale di Napoli di bocciare la proposta di modifica dello Statuto dell’ABC.
Chiedo al sindaco De Magistris, che in un comunicato stampa ha reiterato che l’acqua di Napoli rimane pubblica, di decidersi finalmente di “mettere in sicurezza ABC” come richiesto dai comitati e poi, di scendere in campo con i comitati, per contestare la decisione della Regione.
Chiedo al popolo napoletano e campano , allo stesso tempo chiedo alle chiese e alle comunità cristiane di mobilitarsi , anche in pieno agosto. Questo perché l’uomo torni a dominare e non siano i soldi a governare. P “Quello che comanda oggi, non è l’uomo : è il denaro, i soldi comandano- ha detto recentemente Papa Francesco - E Dio, nostro Padre, ha dato il compito di custodire la Terra non ai soldi, ma a noi, uomini e donne. Noi abbiamo questo compito. Invece uomini e donne vengono sacrificate agli idoli del profitto.”
Cosenza, 3 agosto 2014
Alex Zanotelli
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sabato 26 luglio 2014
RENZI IN AFRICA - E’ QUESTA LA COOPERAZIONE ITALIANA?
Mentre arrivava in Senato il disegno
di legge sulla Cooperazione allo sviluppo, il presidente del
Consiglio Matteo Renzi partiva per il suo viaggio in Africa . Un
viaggio emblematico che ci aiuta a capire come leggere il nuovo
disegno di legge sulla cooperazione. Ritengo che sia la nuova legge
come il viaggio di Renzi ,possono essere riassunti in una sola
parola: business/affari.( Si veda l’appello OPERAZIONE
AFFARI su www.ildialogo.org).
Infatti Renzi è partito alla volta
dell’Africa con una folta delegazione di manager di imprese
italiane, guidata dal Viceministro dello Sviluppo economico, Carlo
Calenda. Presente nella delegazione anche A.Castellano, direttore
della SACE (Società per i servizi assicurativi del commercio
estero), per assicurare gli investimenti all’estero delle imprese
italiane , con seicento milioni di euro a disposizione delle ditte ,
che investono nell’Africa sub-sahariana. Ma tra i prestigiosi nomi
della delegazione spiccava l’ENI , la potente compagnia petrolifera
ben piazzata nei tre Stati visitati da Renzi:Mozambico,Congo
Brazzaville e Angola.
Il 19 luglio:Maputo, capitale del
Mozambico, non a caso scelta come prima tappa del viaggio di Renzi.
Infatti nel 2011 l’ENI ha scoperto nella provincia di Cabo del
Gado un giacimento off-shore di due miliardi e mezzo di metri cubi di
gas ,capaci di soddisfare i bisogni energetici delle famiglie
italiane per i prossimi trent’anni. Renzi ha detto che l’ENI
investirà 50 milardi di dollari in Mozambico .”Uno dei più grandi
investimenti al mondo sul gas”, ha detto C. Calenda. In Mozambico
operano già oltre 90 imprese italiane .”Il governo intende fare
del Mozambico il test su come si affronta un mercato in Africa- ha
detto ancora il viceministro Calenda- e intende farne il centro della
sua attività.”
E’ chiaro che gli investimenti
andranno a beneficio delle imprese italiane, poco o nulla andrà a
beneficio del popolo mozambicano.E’ questo l’aiuto allo
‘sviluppo’?
Il 20 luglio,( seconda tappa) Renzi
arriva a Brazzaville, capitale del Congo Brazzzaville, dove l’ENI è
ben piazzata per l’estrazione del petrolio. Renzi firma un altro
accordo con il governo congolese per un giacimento di petrolio
off-shore.
Terza tappa, il 21 luglio Renzi
raggiunge Luanda, capitale dell’Angola, la nazione più ricca per
risorse dell’Africa. Anche qui l’ENI è presente dal 1961. Renzi
apre al governo angolano la scatola di Pandora delle imprese
italiane. Il messaggio di Renzi è chiaro: è venuto in Africa per
fare affari. E i soldi della Cooperazione Italiana servono spesso a sostenere le
imprese nostrane con appalti all’estero che spesso hanno ben poca
utilità per le popolazioni locali. Infatti mentre le élites
borghesi al potere, con le quali il governo italiano si accorda,
diventano sempre più ricche , il popolo diventa sempre più povero.
Trovo molto grave che il viaggio di
Renzi sia stato organizzato quasi in funzione dell’ENI che , in
Africa, ha sulla coscienza uno dei gravi crimini ambientali:il
disastro ecologico del Delta del Niger. Nonostante le proteste e le
lotte del popolo Ogoni che vive in quella regione, nonostante la
costante pressione dei movimenti ambientalisti nostrani, i vari
governi italiani (da Berlusconi a Renzi), non hanno mai voluto
affrontare l’argomento. Ho lavorato personalmente per l’invio di
una Commissione parlamentare nel Delta del Niger, ma il Ministero
degli Affari esteri ha negato il permesso.
Ritengo altresì grave la presenza di
Finmeccanica nella delegazione che ha seguito Renzi. In un continente
dilaniato da guerre e guerriglie, come può l’Italia presentarsi
vendendo altre armi?. Come ha potuto il governo italiano inviare la
portaaerei Cavour per il periplo dell’Africa, esibendo la nostra
migliore produzione di armi ai governi africani? Non si può dare con
una mano l’aiuto per la lotta contro la fame nel mondo , e con
l’altra offrire armi.
Inoltre non è con questo tipo di
‘cooperazione’ che risolveremo il dramma delle migrazioni.
Nonostante che Renzi a Maputo abbia detto che “serve ciò che
stiamo facendo in Mozambico ……” Invece è proprio il tipo di
‘sviluppo’ promosso da Renzi che forza la gente a fuggire dalle
zone rurali per ammucchiarsi nelle baraccopoli o li forza ad
imbarcarsi sui barconi della ‘speranza’. E’ proprio il nostro
Sistema economico-finanziario, del quale Renzi è un paladino, che
ridurrà l’Africa ad essere per tre quarti non abitabile (per il
surriscaldamento) e forzerà almeno duecento milioni di africani a
fuggire,secondo i dati ONU.
Non è questa la strada della
cooperazioen, della solidarietà, del futuro per noi e per loro.
Lo scrivo come missionario, inviato
dalla mia gente africana a convertire la “tribù bianca”. La
missione continua.
Alex Zanotelli
Napoli,23/7/2014
lunedì 30 giugno 2014
sabato 7 giugno 2014
06.06-2014
Questa mattina importante incontro presso la sede dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas di una delegazione della RETE DEI SINDACI e dei COMITATI CIVICI PER L’ACQUA PUBBLICA, con il DIRETTORE GENERALE DELLA DIVISIONE RISORSE IDRICHE. La delegazione della Rete dei Sindaci era composta dall’assessore del Comune di Fisciano, Franco Gioia, e dal delegato del Sindaco di San Giorgio a Cremano, Luigi Bellocchio. L’avvocato Giuseppe Grauso ha assistito le delegazioni relativamente alle osservazioni presentate dalla RETE DEI SINDACI in MERITO alle delibere del Commissario Straordinario N° 26 27/03/2014 e N° 27 del 31 marzo 2014, in cui vengono previsti nuovi e cospicui aumenti tariffari a carico degli utenti per i bienni 2011/2012 e 2014/2015.
L’assessore Gioia ha illustrato, con determinazione, la delicata situazione sociale che si è venuta a creare sui territori, proprio in relazione sia agli incrementi tariffari degli anni precedenti che alle bollette di conguaglio che la GORI ha notificato agli utenti nell’ ultimo periodo. Tale situazione diventa di difficile gestione da parte dei Sindaci in caso di ulteriori e onerosi aumenti, anche in relazione alla profonda crisi economica che sta attraversando la nostra regione e più in generale tutta l’Italia
In via preliminare il Direttore Generale ha illustrato le azioni intraprese dalla stessa AEEG in merito alle precedenti Osservazioni presentate dalla rete dei Sindaci nel 2013, sempre in merito agli aumenti tariffari richiesti per gli esercizi del 2011 e del 2012. L’ AEEG ha interessato la Guardia di Finanza che a sua volta ha espletato presso gli uffici della GORI e della Regione una ispezione nel mese di aprile 2014. I risultati e i provvedimenti di detta ispezione verranno illustrati al termine dell’istruttoria avviata dall’ Autorità, che comunque in questa fase definisce “la situazione di contesto campana alquanto complicata” rispetto alla gestione del servizio idrico
Per quanto riguarda, invece, gli esosi aumenti tariffari richiesti dal Commissario Straordinario per il 2014 e 2015, il Direttore Generale ha assicurato che gli stessi, fino ad esame finale della documentazione inviata dal Commissario straordinario e delle osservazioni fatte pervenire della RETE DEI SINDACI, saranno esclusivamente riferiti al limite massimo del 6,5% annuo. Inoltre il DG ha dato disposizione per una verifica puntuale della Coerenza Interna di tutti gli atti predisposti dal Commissario Straordinario
Relativamente ai ricorsi amministrativi attivati dagli enti locali avversi alle delibere N° 26 e 27 del Commissario Straordinario di marzo 2014, una volta che gli essi verranno notificati alla AEEG, la stessa provvederà a dare mandato a propri legali per la costituzione nel giudizio amministrativo.
In merito agli altri punti posti all’ attenzione dalle Osservazioni presentate (Assenza del Piano di Ambito, Nullità degli atti del Commissario straordinario in quanto eccedenti la normale amministrazione e i sei mesi di mandato), l’AEEG si riserva di assumere una decisione verificando le azioni giudiziarie in corso
Il Direttore Generale ha, infine, invitato i Sindaci e le amministrazioni comunali a segnalare ogni anomalia che si riscontrassero rispetto all’ applicazione delle articolazioni tariffarie
Roma, 6 giugno 2014
RETE DEI SINDACI DI ATO3 – SARNESE/VESUVIANO PER L’ACQUA PUBBLICA
RETE CIVICA ATO3
martedì 3 giugno 2014
sabato 10 maggio 2014
sabato 3 maggio 2014
ALLARME CITTADINI:
IL PRESIDENTE CALDORO E IL
DIRIGENTE PALMIERI VOGLIONO PRIVATIZZARE L'ACQUA IN CAMPANIA!!!
Caldoro ,
con il suo disegno di legge regionale sull'acqua (Ddl 204/13), e Palmieri
,che ha rifiutato la messa in sicurezza dell'ABC di Napoli ( Prot. Reg. 353 del
14/4/14), stanno macchinando per la privatizzazione dell'acqua in Campania,
affidandola alla privata Gori SpA.
E' il tradimento del
referendum e del popolo campano.
Fuori la Società Gori e gli affaristi dalla gestione dell'Acqua!
Palmieri
venga al più presto trasferito e far danni in un settore meno delicato;
Il suo
atteggiamento risponde alle lobby e non ai cittadini!
II
Comitato Acqua Pubblica Napoli, Il Coordinamento Campano per la Gestione
Pubblica dell’Acqua, il Forum Italiano dei movimenti per l’Acqua da tempo
chiedevano la messa in sicurezza dell'Azienda Speciale ABC ( ex Arin SpA),
unico caso di ripubblicizzazione in Italia finora attuata dopo i referendum
2011.
Urgentissimo quanto mai l'affidamento del servizio idrico all'ABC Napoli.
E che
dire di Acquacampania SpA, l'acquedotto dell'area occidentale campana che vede
fortemente presenti Acea SpA e Caltagirone?
AL TRADIMENTO dell'ACQUA noi rispondiamo con la
CAROVANA
CAMPANA A DIFESA DEI REFERENDUM ACQUA NEGATI
PROGRAMMA CAROVANA:
4 Maggio, a Quarto: “Giù le mani dall'Acqua”, ore
10-13, Piazza Santa Maria (Comitato Acqua e Territorio Quarto)
7 Maggio, a San
Giorgio a Cremano: ore 18, ” Acqua sempre più oro blu,occhio alle
bollette!” , Villa Bruno- v. Cavalli di bronzo, Sala Biblioteca (Comitato
Cittadino San Giorgio a Cremano)
8 Maggio,a Napoli ,
dalle 9,30 in poi - presidio davanti al Tar, per ricorso Quarto, piazza
Municipio
9 maggio: a Napoli,
alla II° Municipalità, piazza Dante, ore 10, decennale della Costituzione
del Comitato Acqua Pubblica Napoli: “ Ritorno alle origini, a 10 anni
d’impegno per l’acqua pubblica”,
(Comitato Acqua Pubblica Napoli)
12 maggio:a Scafati, ore
19: Sala Don Bosco Piazza Vittorio Veneto ”Giù le mani dall’acqua pubblica. Il tradimento del risultato del referendum alla luce della nuova legge regionale” (Ass. Spes e Ass. IISPA)
14 maggio: a Napoli -
presso Ass. Mani Tese, piazza Cavour, ore 18, proiezione video:” Acqua al
petrolio, il pericolo delle trivellazioni sull'acqua di Napoli “ ( Coord.
Irpino No Triv-Irpinia Bene Comune)
13 Maggio, a Torre del
Greco, ore 17,30 in via in via S. Noto 7, chiesa San Filippo Neri– “ I Referendum 2011 e il
Ddl 204/ 13 legge regionale di Caldoro” (Ass. Università Verdi) altre iniziative negli altri Comuni e Province della Campania, che vedranno anche la
partecipazione di artisti, sono in programma e verranno comunicate
...e poi 17 Maggio: ore 14, tutti a Roma, piazza della Repubblica, alla Manifestazione nazionale a
difesa dei Beni Comuni e contro le privatizzazioni (Forum Italiano Movimenti
Per l’Acqua)
(chi
desidera prenotarsi per il pullman telefoni a Carlo 3337646624)
N.B.: tutte le iniziative verranno comunicate nei
dettagli con singoli comunicati /programma.
Coordinamento Campano per la gestione Pubblica dell'Acqua
Ufficio Stampa Campania Acqua
https://www.facebook.com/pages/Coordinamento-Campano-Acqua-Pubblica/376966949080486?fref=ts
http://retecivica-ato3.blogspot.it/
http://coord-acquacampania.blogspot.it/
https://www.facebook.com/pages/Comitato-Campano-per-lAcqua-Pubblica/296798871761
http://www.acquabenecomune.org
http://www.change.org/it/petizioni/regione-campania-da-una-legge-a-favore-delle-lobby-a-una-legge-al-servizio-dei-cittadini
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