venerdì 10 maggio 2013

Buona partecipazione all'assemblea 
nolana del 04-05-2013

NOLA -   Affollata assemblea pubblica per l'“Acqua, il bene comune”, promossa a Nola dal Comitato civico per la difesa del diritto all’acqua all’interno della Chiesa dell’Immacolata. Soddisfazione per gli organizzatori, che hanno raccolto il sostegno dei parlamentari neoeletti, che adesso andrà verificato nelle azioni concrete.


Ha tenuto banco, in particolare, il fallimento dello sbandierato accordo per la soluzione del “caso Nola”, siglato alcuni mesi fa da Gori, Ato3 e Comune, oltre al contestato piano “Salva Gori” che regalerebbe ai privati risorse pubbliche regionali per 157 milioni di euro. Un progetto che suona come una beffa per i cittadini, duramente criticato dalla Rete dei Comitati per l’acqua pubblica.

Da più parti sono arrivati, inoltre, appelli per la concreta attuazione di provvedimenti legislativi che finalmente trasformino in realtà la volontà popolare espressa con chiarezza dai referendum del 2011, a partire dalla dalla Legge di iniziativa popolare presentata dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua e sottoscritta da oltre 700mila cittadini.


Luigi Di Maio, vice presidente della Camera dei Deputati (Movimento 5 Stelle), ha garantito "pieno e limpido sostegno alla lotta dei cittadini per l'acqua pubblica", ravvedendo la possibilità di trovare sin da subito "la maggioranza in parlamento per approvare una legge tanto agognata dalla cittadinanza". Sulla stessa linea anche il compagno di banco Luigi Gallo, deputato Movimento 5 Stelle, che ha denunciato "la scelleratezza del piano "Salva Gori" e la necessità di bloccare l'intenzione della Regione Campania di regalare soldi pubblici al gestore privato".


Massimiliano Manfredi, membro della Commissione Ambiente della Camera per il Partito Democratico, ha sottolineato la sua vicinanza al popolo dell'acqua e l'importanza di "avviare un percorso serio per la ripubblicizzazione, per ottenere un servizio di qualità e tariffe giuste". Arturo Scotto, deputato di Sinistra Ecologia Libertà, ha ribadito la volontà di andare fino in fondo alla vicenda e "lanciare una grande mobilitazione per la salvaguardia dei beni comuni".
Dopo l'intervento di rappresentati delle associazione e dei comitati, ha concluso i lavori don Aniello Tortora, direttore diocesano dell’Ufficio Pastorale Sociale e Lavoro, Giustizia e Pace – Salvaguardia del Creato, confermando ancora una volta il ruolo della Chiesa nella attività del movimento. "Il diritto all’acqua, come tutti i diritti dell’uomo - ha sottolineato l'esponente della Diocesi - si basa sulla dignità e riveste una tale rilevanza sociale per cui gli Stati non possono demandarne la gestione ai soli privati".


Intanto, è stata annunciata la ricostituzione del coordinamento di sindaci per la ripubblicizzazione del servizio Idrico integrato nell'Ato3 Sarnese-Vesuviano. Finora ad aver annunciato l'adesione sette amministrazioni comunali, tutte ricadenti nell'agro nocerino-sarnese: Angri, Nocera Inferiore, Roccapiemonte, Calvanico, Castel San Giorgio, Corbara e Fisciano.
Tra gli impegni già assunti in un documento sottoscritto dagli amministratori, innanzitutto, c'è l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio attraverso la liquidazione della società Gori S.p.a e la costituzione di ambiti di gestione più piccoli su scala intercomunale, che favoriscano una gestione più efficiente del bene comune acqua. Inoltre, in virtù del ruolo “ambiguo” del commissario straordinario dell’Ato, Carlo Sarro, i sindaci chiederanno una verifica sugli atti emanati fino ad oggi. In avvicinamento anche numerosi altri Comuni interessati al superamento della fallimentare gestione privata, la cui adesione verrà formalizzata nel prossimo incontro previsto per il 3 giugno a Roccapiemonte.

domenica 5 maggio 2013

Per una strategia complessiva 
e puntuale di impengo dei Sindaci per la ripubblicizzazione del 
SII in ATO3.
Il 3 Maggio è nato a Roccapiemonte il raggruppamento promotore per un nuovo coordinamento dei Sindaci per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Territoriale Ottimale 3 Sarnese-Vesuviano.  E' il secondo tentativo di costituire una rete di Sindaci che sia in grado di scrivere la parola fine alla sciagurata gestione privatistica del Servizio Idrico Integrato di "GORI.spa" e che si spera sappia indirizzare il SII verso un'azienda o consorzio pubblico tra Comuni, gestito in modo democratico e partecipativo. 


E' un tentativo importante, un processo politico difficile a cui i comitati cittadini dovranno guardare con attenzione e vigilare affinchè questa esperienza non si traduca come la precedente e asettica rete dei primi cittadini, nata nelle stanze chiuse di qualche palazzo comunale come rete dei Sindaci per l'acqua pubblica, finita con un ossimoro:  lista dei fedeli a "Sarro" ma per l'acqua pubblica!


I comitati cittadini di ATO3 avranno quindi un compito impegnativo da seguire e perseguire affiancando questa "nuova" generazione di Sindaci per l'acqua pubblica, non dimenticando mai che la vittoria reale di questa battaglia è culturale prima ancora che politica, che non bisognerà smarrire la bussola dei processi partecipativi dal basso, il coinvolgimento culturale e politico dei cittadini nella riappropriazione dei beni comuni, nella ridefinzione stessa di "beni comuni" come "beni collettivi", di tutti, non disponibili ai voleri dell'amministrazione di turno, nè del governo di turno.

"Si scrive acqua ma si legge democrazia!"


Antonio Molli
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DOCUMENTO FINALE DELLA RIUNIONE DEL GRUPPO PROMOTORE DEL COORDINAMENTO DEI SINDACI PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO NELL’AMBITO ATO3 SARNESE-VESUVIANO

Oggi 3 maggio 2013 alle ore 18:00 si sono riuniti presso la casa comunale di ROCCAPIEMONTE, su invito del primo cittadino della stessa città, i sindaci, o loro rappresentanti, dei seguenti comuni: CASTEL S. GIORGIO, ROCCAPIEMONTE, NOCERA INFERIORE, CORBARA, FISCIANO, CALVANICO, ANGRI.

Gli stessi, con il supporto della rete dei comitati civici dell’acqua pubblica hanno assunto le seguenti decisioni:

1) Avviare un percorso concreto per un coordinamento dei sindaci sul territorio che si ponga l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico integrato attraverso la liquidazione della società GORI SPA e la costituzione di ambiti di gestione della risorsa idrica su scala intercomunale, che favoriscano una gestione efficiente, efficace e partecipata da parte degli enti e delle comunità locali del bene comune acqua;

2) Elaborare strategie legali e politiche per il raggiungimento degli obiettivi di cui al punto 1);

3) Operare fin da subito, in attesa della costituzione formale del coordinamento, una verifica sugli atti emanati dal Commissario Straordinario nominato dalla Regione che all’oggi sostituisce nei Poteri l’assemblea dei sindaci di ATO3 Sarnese-Vesuviano, inoltrando allo stesso una richiesta di accesso agli atti;

4) Convocare fin da ora una prossima riunione del coordinamento dei sindaci per il giorno Lunedi’ 3 giugno alle ore 18:00 sempre a Roccapiemonte, dove lo stesso coordinamento verrà formalizzato con l’adesione anche di  altri sindaci del comprensorio l'ATO 3 Sarnese-Vesuviano, che verranno invitati a farne parte.



I FIRMATARI
Pasquale Amoroso   – Delegato del Sindaco del Comune di Calvanico
Franco Gioia           – Assessore delegato del Sindaco del Comune di Fisciano
Pasquale Mauri       – Sindaco del Comune di Angri
Tonia Lanzetta     – Assessore delegato del Sindaco del Comune di Nocera Inferiore
Franco Longanella   – Sindaco del Comune di Castel S. Giorgio
Matteo Milione       – Assessore delegato del Sindaco del Comune di  Corbara
Andrea Pascarelli    – Sindaco del Comune di Roccapiemonte



Bastard and Poor's
l'agenzia di rating dei lavoratori precari
che dà il voto alle aziende
http://www.bastardandpoors.com/


venerdì 3 maggio 2013

Dal fallimento dello sbandierato accordo per la soluzione del
“caso Nola” al contestato piano Salva Gori che regalerebbe 
ai privati risorse pubbliche per 157 milioni di euro.
L’impegno per una legge regionale e nazionale che trasformi 
in realtà la volontà popolare espressa dai referendum del 2011


sabato 27 aprile 2013

In assenza di contratto scritto nulla è dovuto



COORDINAMENTO ACQUA PUBBLICA DELLA PROVINCIA DI FROSINONE

Il Tribunale di Frosinone conferma in appello che in assenza di contratto scritto nulla è dovuto ad ACEA ATO 5

Mentre Acea Ato 5 S.p.A. continua ad imperversare sul nostro territorio producendo gli inenarrabili danni che cittadini e Comuni patiscono quotidianamente; mentre i cittadini continuano a subire le vessazioni e le angherie degli sgherri sguinzagliati dal gestore;

mentre si consuma stancamente l’inutile rito della più inutile delle assemblee, quella dei Sindaci, peraltro priva ormai di quel potere che mai ha esercitato a tutela dei cittadini (l’autorità d’Ambito ha cessato di esistere il 31 dicembre del 2012 e siamo in attesa che la Regione Lazio, l’unica, insieme alla Campania, inadempiente nell’emanazione della nuova normativa in materia di gestione del servizio idrico integrato, legiferi in materia); i cittadini continuano a difendersi da soli con il solo conforto della Magistratura.

Con sentenza del 23.03.13, il Tribunale di Frosinone si è pronunciato sull’ appello proposto dall’Acea Ato 5 Spa in relazione alla sentenza emessa dal Giudice di Pace di Frosinone il 21.10.10, con cui veniva dichiarata la nullità del contratto di somministrazione d’acqua mancante della forma scritta, con condanna del Gestore alla restituzione delle somme illegittimamente richieste in pagamento all’utente.

Con la sentenza indicata il Tribunale di Frosinone conferma integralmente il provvedimento emesso dal Giudice di Pace, considerato il fatto che i contratti della Pubblica Amministrazione non solo richiedono la forma scritta, ma devono, di regola, essere consacrati all’interno di un unico documento a garanzia del regolare svolgimento dell’attività amministrativa e nel rispetto dei principi di buon andamento ed imparzialità dell’amministrazione.

Anche per il Giudice dell’Appello ne risulta pertanto che in assenza di un regolare contratto d’utenza le richieste di pagamento avanzate dal Gestore nei confronti del singolo consumatore devono considerarsi del tutto illegittime
.

Considerato che la stragrande maggioranza degli utenti dell’ATO, ovvero tutti coloro che sono stati ceduti dai Comuni o dall’acquedotto degli Aurunci al momento del passaggio della gestione non hanno mai sottoscritto alcun contratto con ACEA, appare di tutta evidenza il significato ed il peso di questa sentenza di secondo grado: non solo le pretese di ACEA di vedersi pagato un servizio che di fatto non ha reso se non in maniera del tutto marginale ed insufficiente, non sono accettabili e giustificabili, ma, in assenza di contratto sottoscritto dall’utente ACEA non è legittimata a percepire alcuna somma.

 Coordinamento Acqua Pubblica
Provincia di Frosinone 
 Severo Lutrario