sabato 20 aprile 2013

Ripubblicizzare si può


Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve
Napoli - Castel dell'Ovo
24 aprile 2013
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In occasione delle giornate di mobilitazione nazionale per la gestione pubblica e partecipativa dell'acqua, contro la nuova tariffa dell'AEEG e per la piena attuazione dell'esito referendario indette dal Forum Italiano dei Movimenti per il 24 e 25 Aprile, il Comitato Acqua Pubblica Napoli, il  Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua insieme a tutto il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e in collaborazione con il Comune di Napoli e Acqua Bene Comune Napoli promuovono un incontro pubblico e aperto a tutta la cittadinanza a cui invitano a partecipare Sindaci e amministratori locali, per approfondire la praticabilità del percorso di ripubblicizzazione dell'acqua in Italia e le forme di partecipazione alla gestione del servizio idrico integrato.

Con i referendum del 2011 la maggioranza assoluta del popolo italiano si è espresso in favore della fuoriuscita dell'acqua da una logica di mercato e di profitto. Il combinato disposto dei due quesiti referendari sull'acqua ha consegnato un quadro normativo che rende possibile la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. 

Il Comune di Napoli, prima cit d'Italia a dare seguito all'esito referendario, ha portato a compimento il percorso di trasformazione della locale socie per azioni, ARIN S.p.A., in azienda speciale, Acqua Bene Comune Napoli. 

Altre amministrazioni in Italia si stanno avviando alla ripubblicizzazione dell'acqua, a partire da Reggio Emilia, Piacenza, Palermo, Vicenza e Torino. Altre resistono alle pressioni del privato a partire da Roccapiemonte, Menfi, Saracena, Termoli, Trappeto, Borgetto, Mugnano, ecc. 

Inoltre il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua è impegnato nella raccolta firme per l'ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) L'acqua è un diritto umano. Uno strumento attraverso il quale i cittadini e le organizzazioni della socie civile propongono alla Commissione Europea un'iniziativa legislativa, raccogliendo un milione di firme in almeno sette paesi dell'UE nell'arco di 12 mesi, con cui dichiarare l'acqua un diritto umano, assicurare a tutti i cittadini il diritto all'acqua potabile e ai servizi igienico- sanitari e che la gestione delle risorse idriche non sia soggetta alle "logiche del mercato unico".

Questo lo scenario su cui s'intende concentrare il dibattito e su cui iniziare un confronto con gli amministratori locali. 

Incontr pubblico
Programma

9.00-9.30 - Registrazione dei presenti 

9.30 - Saluto del Sindaco di Napoli e Padre Alex Zanotelli
 
10.00-13.00 - Plenaria introduttiva “Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve”
 

- Introduzione Comitato Acqua Pubblica Napoli - Consiglia Salvio

- Da Arin ad ABC: cronaca di un referendum rispettato - Prof. Ugo Mattei, Presidente ABC Napoli 

- 10 anni di storia, una lunga battaglia legale in difesa dellacqua pubblica - Avv. Maurizio Montalto
 
- I processi di ripubblicizzazione in Italia peuna gestione pubblica e   partecipativa dell'acqua - Paolo Carsetti, Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

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Comitati territoriali per l'acqua pubblica


- Coordinamento Campano pela Gestione Pubblicdell'Acqua
Avv.
Giuseppe   Grauso, l’anomalo commissariamento e riorganizzazione degli ATO in Campania;


- Enzo Ruggiero, proposta per una regolamentazione di legge regionale


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Ciro Annunziata, Retecivicaato3 (resistenza alla Gori SpA e caso Roccapiemonte):

 - Coordinamento Nazionale Enti Locali per l'Acqua Bene Comune - Bengasi Battisti

- Gli aspetti giuridici dellAzienda Speciale, criticità e opportunità di miglioramento
- Prof. Luca Nivarra, Università di Palermo

- Tommaso Sodano, Assessore all'ambiente Comune di Napoli, delegato nazionale ANCI ambiente (introduce e modera gli interventi dei sindaci)
                                      L
. Orlando - Sindaco di Palermo;
                                     A. Pascarelli - Sindaco di Roccapiemonte (SA);
                                     G. Davì - Sindaco di Borgetto (PA);

                                     G. Porcelli Sindaco di Mugnano di Napoli) 

13.00-14.00 - Pausa pranzo

14.00-17.00 - Seminario “Ripubblicizzazione e partecipazione”
 

- La partecipazione e la composizione del Comitato di Sorveglianza e relative norme di comportamento - Prof. Alberto Lucarelli, Università di Napoli

 - Il modello ABC e la partecipazione: le ragioni dello studio, Saki Bailey,
I
UC Torino Alessandra Quarta


 - Le  forme  di  partecipazione  dei  cittadini  e  dei  lavoratori  nella  gestione  pubblica  del servizio idrico - Corrado Oddi, Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua-FP CGIL

- Comitato Acqua Pubblica Napoli 

- Limportanza del modello ABC nella difesa dei beni comuni - Prof. Stefano Rodotà

17.00-18.00 - Marcia alla fontana di Via Partenope, performances e momento finale con riconoscimento alle scuole che hanno lavorato sul tema Acqua


Durante tutta la giornata si ter la raccolta firme per ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei). Al seguente link è possibile vedere il video promozionale della campagna ICE in cui interviene anche il Prof. S. Rodotà
Forum Italiano deMovimenti per l'Acqua Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua
Comitato Acqua Pubblica Napoli 

In collaborazione con 
Comune di Napoli
ABC - Napoli

giovedì 11 aprile 2013

Chi tradisce i referendum





Acqua: 
Federconsumatori e Forum Italiano Movimenti per l'Acqua presentano ricorso al Tar Lombardia su nuova tariffa transitoria per il servizio idrico

Con la nuova tariffa transitoria per il servizio idrico integrato emanata dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, il risultato del referendum sull’acqua doveva essere “pienamente rispettato”. Così non è stato e per questo Federconsumatori e il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua hanno promosso un ricorso al TAR della Lombardia contro la delibera del 28 dicembre 2012, con cui l’AEEG ha appunto approvato il metodo tariffario transitorio per il 2012 e il 2013 per il servizio idrico integrato.

Vista anche la sentenza del Consiglio di Stato avevamo sollecitato, anche in quella circostanza, la riformulazione della nuova tariffa transitoria. In particolare abbiamo sottolineato la necessità di eliminare definitivamente la “remunerazione del capitale investito” e di “evitare l’applicazione di qualsiasi altra voce” che potesse introdurla sotto un altro nome come invece è accaduto – anche se in misura leggermente inferiore - con gli “oneri finanziari”. Questi ultimi sono inoltre determinati in modo standardizzato (circa il 6,4% del capitale investito netto) a prescindere dalla situazione effettiva dei singoli gestori e avranno un impatto di aumento preoccupante sulle bollette.

Le intenzioni di discostarsi dagli esiti referendari sono emerse già dal primo documento di consultazione dell’Autorità, in cui era prevista la “riformulazione nominale” delle componenti di remunerazione del capitale investito. Inoltre il documento stesso si focalizzava sulla sussistenza di un vincolo comunitario, che avrebbe implicato l’obbligo di includere nella tariffa dei “costi finanziari” comprensivi dei costi operativi e di manutenzione e dei costi capitale. Tale interpretazione, ostinata, fumosa ed erronea, della direttiva 2000/60/CE ha lasciato il segno con il provvedimento approvato il 28 dicembre 2012 dall’AEEG.

L’AEEG invece di aprire una nuova via in seguito al pronunciamento della Corte Costituzionale e al referendum, ha preferito percorrere la vecchia strada già conosciuta, anche se con un approccio differente, ma sempre distante, fuorviante e lesivo dalla chiara volontà popolare espressa da 27 milioni di italiani.

Roma, 7 marzo 2013

clicca sull' immagine per aprire il documento


- AEEG - Approvazione Metodo Tariffario Transitorio

- Sintesi osservazioni a Metodo Tariffario Transitorio Forum Acqua

martedì 12 marzo 2013


UN MILIONE DI FIRME PER FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA, MANCA ANCORA LA TUA
 
L'iniziativa dei Cittadini Europei per chiedere alla Commissione Europea che le risorse idriche siano messe fuori dal mercato ed al riparo dai tentativi di privatizzazione ha superato il milione di firme.

È un risultato importante per contrastare la privatizzazione del servizio idrico voluta dalla Commissione Europea e rafforzare la battaglia per l'applicazione del  referendum sull'acqua in Italia.

Per centrare l'obiettivo è necessario che in almeno 7 paesi si raggiunga la quota minima stabilita.
In Italia mancano 40 mila firme per raggiungere il quorum e 100 mila per contribuire a raddoppiare e raggiungere i due milioni complessivi entro il 22 marzo, giornata mondiale dell'acqua.

5 piccole azioni in 5 minuti per partecipare anche tu all'iniziativa:
1) Se non hai ancora firmato fallo al più presto cliccando qui.
2) Se hai firmato convinci almeno altre due persone a farlo.
3) Condividi sui social network la pagina www.acquapubblica.eu   
4) Scarica qui la cover dell'ICE ed esponila sul tuo profilo facebook fino al 22 marzo.
5) Inoltra questa e-mail a tutti tuoi contatti.
 
Aiutaci a trasformare l'acqua in un bene comune in tutta Europa.

 

venerdì 15 febbraio 2013


M’ILLUMINO DI MENO 2013
15 febbraio 2013
LA FESTA DEL RISPARMIO ENERGETICO “SALE” IN POLITICA
 
 

domenica 3 febbraio 2013

Consiglio di Stato: bollette illegittime dal 2011
 
Lo ripetiamo ancora una volta: abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull'acqua. Questa volta a darci ragione è il parere del Consiglio di Stato sulla tariffa: le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone.  
 L'Autorità per l'Energia Elettrice ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all'indomani del Referendum, aveva infatti chiesto un parere al Consiglio di Stato circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette. Il Consiglio di Stato ha risposto confermando quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta.
Quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette. Il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua lo dice da più di un anno e lo ha messo in pratica con la campagna di “obbedienza civile”, con cui decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno ridotto le proprie bollette per contrastare la violazione democratica.

Oggi, questa sentenza rafforza la necessità di rispettare il referendum del 2011 e delegittima le scelte che hanno guidato l'AEEG nella formulazione della nuova tariffa, emessa un mese fa, in cui “la remunerazione del capitale investito” viene reintrodotta sotto mentite spoglie.Questo nuovo evento non fa che rafforzare le ragioni di chi vuole un servizio idrico ripubblicizzato e fuori dalle logiche di mercato.
La mobilitazione contro la “nuova” tariffa AEEG è già iniziata e andrà avanti fino a che non verrà ritirata nel rispetto della volontà degli italiani, nelle strade, nelle piazze e nei tribunali.Oggi con gioia ribadiamo: si scrive acqua, si legge democrazia. 
31/01/2013

domenica 27 gennaio 2013

dal "Sole 24 ore" del 24-01-2013
La catastrofe ambientale a Napoli e Caserta:
come l'Aids e la peste
di Roberto Galullo
 
 
Settecentosettantadue pagine di relazione sulla Campania che la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti condensa in quattro frasi finali che gettano nel panico una regione (e una nazione) intera: «Quanto l'inquinamento si sia trasferito nel terreno, quanto dal terreno ai prodotti alimentari, quanto dai prodotti alimentari all'uomo non è dato sapere con esattezza».
 
«Si tratta di danni incalcolabili, che graveranno sulle generazioni future. Il danno ambientale che si è consumato è destinato, purtroppo, a produrre i suoi effetti in forma amplificata e progressiva nei prossimi anni con un picco che si raggiungerà, secondo quanto riferito alla Commissione, fra una cinquantina d'anni. Questo dato può ritenersi la giusta e drammatica sintesi della situazione campana».
 
Dopo tre anni di audizioni, missioni, studi e dossier la Commissione parlamentare presieduta da Gaetano Pecorella tira le somme e oggi discuterà la relazione su Napoli e sulla Campania, che però è stata già depositata. Dentro quelle 772 pagine c'è la descrizione di una tragedia che non ha ancora fatto esplodere i suoi effetti mortali. E per rivelarlo all'opinione pubblica la Commissione riporta un brano dell'audizione del 10 ottobre 2010 del sostituto procuratore presso la Dda di Napoli, Alessandro Milita.
 
Il magistrato descrive «un caso paradigmatico per coprire quasi la totalità degli illeciti o, utilizzando una categoria più consona al caso di specie, delle nefandezze che sono state fatte in materia di rifiuti». Il caso è quello dell'avvelenamento delle falde acquifere di Giugliano e zone limitrofe causa dello smaltimento dalla seconda metà degli anni Ottanta fino al 2004 di 30.700 tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dalla bonifica dall'Acna di Cengio (Savona). Quelle falde servono diversi pozzi, non tutti autorizzati e variamente dislocati sul territorio, utilizzati per l'alimentazione bovina e umana.
 
Dichiara Milita in audizione: «Si tratta di un caso paradigmatico perché… vede un accertato avvelenamento delle falde con, dato più preoccupante, un culmine di contaminazione, pur attualmente presente, che raggiungerebbe l'apice nel 2064. Si tratta quindi di uno di quei casi (l'unico in corso di celebrazione in Italia) in cui una condotta permanente prevede un aggravamento nel corso del tempo, per cui, facendo un parallelismo tra organismo umano e ambiente, può essere soltanto paragonata all'infezione da Aids (…)».
 
Dalla perizia del geologo toscano Giovanni Balestri, per conto della Procura di Napoli, emerse che tutta la zona a nord di Napoli, un tempo fertilissima ed incontaminata, attualmente ancora utilizzata per la produzione agricola - attraverso la predisposizione da parte della criminalità organizzata di discariche abusive in quell'ambito territoriale e al confine con la provincia di Caserta, nei Comuni di Giugliano, Parete, Villaricca, Qualiano, Villa Literno – patisce un gravissimo inquinamento. Balestri spiegò perché nel 2064 si raggiungerà l'apice dell'incidenza negativa: si realizzerà in pieno la precipitazione nella falda acquifera del percolato e di altre sostanze tossiche derivanti dalle migliaia di tonnellate di rifiuti.
 
La Commissione parlamentare è impietosa sulla "macchina" che ha gestito l'emergenza rifiuti in Campania. «E' evidente che il sistema – si legge nelle conclusioni - risulta essere stato riprogrammato per far funzionare una macchina capace senz'altro di produrre profitti, ma destinata a non risolvere i problemi, dal momento che il raggiungimento dello scopo costituirebbe evidentemente motivo per far cessare ogni possibili spunto di guadagno riguardo al ciclo dei rifiuti. In questo preciso momento storico il problema dei rifiuti in Campania non è più un problema regionale, se mai lo è stato, ma è un problema nazionale che sta esponendo l'Italia a sanzioni gravissime da parte della comunità europea, che ha avviato procedure di infrazione per violazione delle norme comunitarie».
 
La vicenda concernente le ecoballe, costituite da 6 milioni di tonnellate di rifiuti in siti di stoccaggio che avrebbero dovuto essere provvisori e che hanno finito per trasformarsi in discariche a cielo aperto, è emblematica della proporzione di ingestibilità delle problematiche dei rifiuti nella regione. La Commissione nella sua relazione "scolpisce" nero su bianco conclusioni devastanti. La catastrofe ambientale che è in atto e che sta sconvolgendo la città di Napoli e cospicue parti del territorio campano, si legge infatti, «costituisce ormai un fenomeno di portata storica, paragonabile soltanto ai fenomeni di diffusione della peste secentesca. Il paragone non sembri azzardato, in considerazione del fatto che anche per i rifiuti a Napoli emergono, sia pure con connotazioni moderne, le figure degli untori che popolavano le tragedie cui si è fatto riferimento».
 
In Campania gli untori, per non uscire dalla metafora, devono essere identificati in numerosi soggetti che hanno operato nel settore, non ultima la lunga gestione commissariale, che ha «costituito il terreno di coltura in cui hanno trovato alimentazione i bacilli poi esplosi, infine, nell'attuale situazione. La gestione commissariale è stata caratterizzata, per molti versi, da una finalità di "uso" del problema rifiuti, e non di soluzione dello stesso. L'uso è consistito nel controllo degli spazi occupazionali e decisionali per finalità di agevolazione di soggetti titolari di interessi privati, in totale spregio dell'interesse pubblico».
 


 

 
 

sabato 19 gennaio 2013



Acqua Napoli: 
le indagini sull’Arin Spa legittimano la ripubblicizzazione


di Raphael Pepe Pubblicato venerdì 18 Gennaio 2013

La città di Napoli continua ad essere al centro dell’attenzione per quanto riguarda la questione dell’acqua.



Un anno e mezzo dopo la netta vittoria ai referendum promossi dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua (www.acquabenecomune.org), un anno dopo la delibera conquistata dai movimenti per la trasformazione dell’Arin Spa in ABC Napoli, azienda speciale di diritto pubblico; ecco che la procura conferma quello sostenuto dai comitati rispetto ad aspetti poco chiari dell’ex S.p.A. napoletana.
In un articolo del Mattino del 12 gennaio vengono elencati 7 punti relativi alle “ombre sugli appalti”. Leggendo l’elenco, abbiamo la dimostrazione di quanto abbiamo sempre affermato: una SpA, pur se di proprietà 100% pubblica, risponde sempre al diritto privato e fa si che il più importante dei beni comuni venga gestito con logiche del tutto privatistiche.
Per capire la situazione, occorre prevalentemente ricordare qualche dettaglio della breve storia dell’Arin Spa. Nel 1996, il sindaco Bassolino nomino a capo dell’allora azienda municipalizzata, un suo fedelissimo Maurizio Barracco. Nel 1997, Barracco spinse il comune alla privatizzazione senza successo, polemizzando con lo Bassolino, che però nel 2000 trasformò l’azienda in Spa, lasciandolo sempre alla presidenza del Cda. Conserverà questa carica sopravvivendo a tutti i cambiamenti dello stesso, e questo per 12 anni. Nel 2004, Bassolino, allora Presidente della Regione Campania, fece una delibera aspettata da tempo da Barracco; prevedeva la privatizzazione dell’acqua nell’ATO2 Napoli-Caserta. Il processo fu allora bloccato dai comitati cittadini.


martedì 8 gennaio 2013

LA DIVERSITA' DELLE ACQUE
Marco Boatti, Direttore editoriale e responsabile Ufficio Stampa per Edizioni Altravista ha scritto alla segreteria del FIMA segnalando l'uscita del nuovo saggio del prof. Mauro Van Aken; La diversità delle acque. Antropologia di un bene molto comune. Si tratta di un percorso antropologico per scoprire i significati, i ruoli e le dinamiche culturali dell’ acqua nel mondo contemporaneo.
La segreteria del FIMA segnala inoltre che è stata contattata anche dall'autore del saggio il quale comunica la propria disponibilità a partecipare ad eventuali dibattiti sul tema dell'acqua bene comune.
Semmai interessasse a qualcuno la segreteria è in possesso dei contatti con l'autore del saggio: segreteria@acquabenecomune.org

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