sabato 26 marzo 2016
lunedì 7 marzo 2016
martedì 16 febbraio 2016
domenica 14 febbraio 2016
Dal portale dell'AGCM - Agenzia Garante per la Concorrenza ed il Mercato .
La notizia è del 25 Gennaio, ma interessante, oltre la notizia, è l'allegato da cui trarre importanti indicazioni sulle continue violazione di GORI.
COMUNICATO STAMPA
SANZIONE DI OLTRE DUE MILIONI
AD ACEA ATO 2, GORI, CITL E PUBLISERVIZI PER PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE NELLA FORNITURA DELL’ACQUA
Con una sanzione complessiva di oltre due milioni di euro, l’Antitrust ha concluso tre procedimenti, avviati nei confronti di gestori del Servizio idrico integrato, sulla base di numerose segnalazioni pervenute dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI), oltre che da diversi consumatori e Associazioni di consumatori.
Nel corso delle indagini, si sono svolte anche ispezioni nelle sedi delle imprese interessate, con la collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. I procedimenti hanno tenuto conto anche del parere fornito dalla AEEGSI, nell’ambito del protocollo d’intesa con l’Agcm.
In ciascuna istruttoria, a carico di Acea Ato 2, Gori (Gestione ottimale risorse idriche), CITL (Consorzio idrico Terra di Lavoro) e congiuntamente Publiservizi, sono emerse varie condotte contrarie al Codice del Consumo nelle diverse fasi del rapporto di utenza.
In particolare, nell’accertamento e nella fatturazione dei consumi sono stata accertate queste pratiche commerciali scorrette: mancata effettuazione delle letture periodiche dei contatori; mancata acquisizione delle autoletture comunicate dagli utenti, con conseguente fatturazione sulla base di stime che a volte si sono rivelate errate o eccessivamente elevate ovvero con l’invio di fatture di conguaglio pluriennali di elevata entità; mancato rispetto della periodicità di fatturazione, con invio di bollette relative a consumi pluriennali di elevato importo; procedure che ponevano sui consumatori gran parte dell’onere di pagamento dell’acqua non consumata effettivamente, a causa di perdite occulte nell’impianto idrico.
Una volta emesse fatture di questo genere, alla scadenza del termine per il pagamento i gestori hanno avviato immediatamente le procedure di morosità, minacciando il distacco dell’utenza.
A giudizio dell’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella, si tratta di condotte connotate non solo da una mancanza di diligenza, ma anche di carattere aggressivo: idonee cioè a determinare nei consumatori un indebito condizionamento; ovvero a ottenere il pagamento di importi non corrispondenti ai consumi effettuati, oppure dovuti ma con modalità e tempistiche diverse, da parte delle imprese sanzionate che operano in regime di monopolio per la fornitura di un bene vitale ed essenziale come l’acqua e dispongono di un’importante leva commerciale come la minaccia di interrompere il servizio.
Gravi inerzie si sono registrate, inoltre, nella fase di gestione dei reclami e delle richieste di prestazione presentati dai consumatori.
In molti casi, sono risultate a loro danno una mancata o tardiva gestione, oltre a una formulazione di risposte evasive, non pertinenti o non risolutive rispetto all’oggetto di reclamo, spesso senza che venissero sospese cautelativamente le procedure di riscossione e distacco delle utenze.
Tali condotte hanno ostacolato l’esercizio dei diritti contrattuali dei consumatori, condizionandoli attraverso la minaccia del distacco della fornitura in pendenza del reclamo o dell’istanza e costringendoli così al pagamento in forza dell’essenzialità del Servizio idrico integrato.
Nel caso di Gori, risulta poi l'addebito di importi difformi da quelli che gli utenti erano tenuti a versare in relazione alle partite pregresse.
A carico di Consorzio idrico Terra di Lavoro, rilevano la mancata informazione agli utenti circa il superamento del sistema del cosiddetto “minimo impegnato” – che ha comportato una significativa modifica della precedente articolazione tariffaria – e il ricorso allo strumento dell’ingiunzione fiscale per la riscossione di crediti derivanti dall'erogazione del servizio, non ancora verificati nel loro ammontare.
Tenendo conto delle specificità di ciascuna condotta e della dimensione dei fenomeni accertati, l’Antitrust ha irrogato in dettaglio le seguenti sanzioni:
ad ACEA, 900.000 euro per la prima condotta e 600.000 per la seconda, riconoscendo come attenuanti in entrambi i casi le misure proposte per il miglioramento del servizio;
a Gori, 250.000 euro per ciascuna delle due violazioni, riconoscendo per entrambe come attenuanti sia alcune difficoltà gestionali incontrate sia le misure proposte di miglioramento del servizio;
a CITL, complessivamente 160 mila euro per le tre infrazioni, riconoscendo come attenuanti alcune difficoltà gestionali incontrate, nonché 100 mila euro a Publiservizi che ha preso parte attiva alla seconda condotta.
Le quattro imprese, infine, dovranno comunicare all’Agcm le modifiche apportate per superare le criticità accertate nel corso delle istruttorie.
Roma, 25 gennaio 2016
venerdì 12 febbraio 2016
venerdì 29 gennaio 2016
di
Riccardo Iacona
con la collaborazione di
Cristina De Ritis
“IL TABU’ DEL SESSO”
Domenica 31 gennaio ore 21.45 Rai3
A PRESADIRETTA ancora una puntata con due diverse inchieste. Nella prima parte si parlerà di educazione sessuale e affettiva tra gli adolescenti e di bullismo, mentre nella seconda pagina scopriremo come stanno le cose a quattro anni di distanza dalla vittoria del Referendum per il ritorno all’acqua pubblica.
IL TABU’ DEL SESSO. Un viaggio tra gli adolescenti italiani e il loro rapporto con la sessualità, il sexting, il bullismo, la cattiva informazione sul sesso, le discriminazioni di genere, per scoprire se esiste in Italia il Tabù del sesso. A PRESADIRETTA tante storie e testimonianze inedite dei parenti di ragazzi vittime del bullismo e del cyber bullismo, il parere degli esperti, degli psicologi, dei ragazzi e dei genitori.
Perché nel nostro paese non si fa una buona educazione sentimentale e sessuale tra i ragazzi?
Le telecamere di PRESADIRETTA sono andate anche in Germania e in Olanda, paesi con modelli culturali ed educativi diversi dai nostri. In Germania l’educazione sessuale è materia obbligatoria in tutte le scuole. In Olanda “l’educazione multidisciplinare alla sessualità” comincia a 4 anni, sempre a scuola. Ed è il paese con la più bassa incidenza di gravidanze tra gli adolescenti d’Europa e l’età media più alta del primo rapporto sessuale, 17 anni.
E poi la seconda pagina con ACQUA IL REFERENDUM TRADITO. Era il 2011 e gli italiani votarono in massa per dire si all’acqua pubblica, 27 milioni di cittadini alle urne. Come è andata a finire? Perché l’esito della consultazione referendaria non è mai stato ratificato da una legge nazionale e l’acqua è ancora affidata al mercato?
PRESADIRETTA è stata in Sicilia, dove una legge regionale per il ritorno all’acqua pubblica ci sarebbe, ma non è ancora cambiato nulla. La Regione ha il record di gestori privati, sono 5 su 9 che dovrebbero garantire erogazione, controllo della qualità e servizi. Ma come vanno davvero le cose?
Anche in gran parte della Campania l’acqua è ancora affidata al mercato, ma il Comune di Napoli è l’unica grande città italiana che ha scelto la gestione interamente pubblica del servizio idrico. Le tariffe oggi sono tra le più basse d’Italia e l’azienda ha chiuso l’ultimo bilancio con 8 milioni di euro di utili.
“IL TABU’ DEL SESSO” e “ACQUA IL REFERENDUM TRADITO” sono un racconto di Riccardo Iacona con Liza Boschin, Giulia Bosetti, Alessandro Macina, Raffaella Notariale, Andrea Vignali.
ACQUA CHIARA, LIBERA e TRASPARENTE
Chiara perchè amiamo la chiarezza e disinneschiamo, qualsiasi tentativo di alimentare ambiguità e confusione.
Libera perchè rifiutiamo ogni possibile uso strumentale di una causa così importante, difendendola da interessi di parte e da beghe partitiche di basso profilo.
Trasparente perchè tutto quanto ruota intorno ai diritti fondamentali umani sia visibile alla luce del sole e non nel buoi delle stanze e dei ragionamenti sterili.
Con questo rifiutiamo con decisione qualsiasi tentativo di associazione "forzata", strumentale e non, di tematiche così scorrelate tra loro perchè così non si rende un servizio alla verità e ai diritti dei cittadini!
SI DICA LA VERITA', MA QUELLA VERA. QUANDO ABBIAMO ACCETTATO DI SOTTOSCRIVERE E DI PARTECIPARE ALL'ASSEMBLEA DI OGGI, 29 GENNAIO,E DI COSTRUIRLA INSIEME, NON PENSAVAMO CHE CI FOSSE DIETRO LA POLITICA ED ALTRI INTENTI. MA SOLO DA PARTE DI UNA MINUSCOLA MINORANZA.
E' SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, ED AFFERMATO DAGLI STESSI ORGANIZZATORI DELL'INIZIATIVA, CHE, APPENA SI è RISCONTRATA L'ACQUA NERA, IL GIORNO DOPO GIA’ TUTTO ERA STATO RISOLTO.
NON SI PUO’ RIDURRE UN PROBLEMA DI COSI’ VASTE DIMENSIONI, COME QUELLO DEI RISCONTRABILI DANNI DELLA Q8, DELLA TIRRENO POWER, DEL RIGASSIFICATORE E DEL PORTO COMMERCIALE IN ZONA SAN GIOVANNI A T., AD UN SEMPLICE TUBO RIPARATO, SUBITO DOPO LA SEGNALAZIONE, DALL'AZ. SPEC ABC NAPOLI, E CHE NIENTE HA A CHE VEDERE CON L'ACQUA NERA.
SI VUOLE CREARE UN FALSO PROBLEMA, PER SOSTENERE CHI, DALLE RETROVIE, MUOVE LE FILA PER PROPRI SCOPI ELETTORALI.
NOI NON CI STIAMO!
CHI FA TUTTO QUESTO E' CONTRO L'ACQUA PUBBLICA, E CONTRO I REFERENUDUM DEL 2011, VOTATI DA 27 MILIONI DI ELETTORI ITALIANI, CHE, VEDREBBERO IN TAL MODO, BOICOTTATO IL LORO VOTO.
NON BASTANO IL GOVERNO NAZIONALE E QUELLO REGIONALE, ORA ANCHE GLI PSEUDOATTIVISTI - FORTUNATAMENTE POCHI - INFILTRATISI NEI COMITATI, VANNO CONTRO L'ACQUA PUBBLICA.
PRENDIAMO PERTANTO LE DISTANZE DA CHI STRUMENTALIZZA UNA BATTAGLIA DI ALTO VALORE, QUAL'E' QUELLA CHE HA SEMPRE PORTATO AVANTI IL COMITATO DI SAN GIOVANNI, APPOGGIATO ANCHE IN PASSATO, DAL NOSTRO COORDINAMENTO CAMPANO PER L'ACQUA PUBBLICA. A QUESTO PUNTO FACCIAMO UN PASSO INDIETRO. L’ADESIONE DATA INIZIALMENTE, LA RITIRIAMO.
CHI NON E' PER L'ACQUA PUBBLICA VADA PER CONTO SUO, NOI NON CI STIAMO.
Napoli, 29 gennaio 2016
Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua
Napoli, 29 gennaio 2016
Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua
giovedì 31 dicembre 2015
giovedì 12 novembre 2015
COMUNICATO:
IL MOVIMENTO PER L'ACQUA PUBBLICA CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE GENERALE CONTRO IL DISEGNO CENTRALISTICO E PRIVATIZZATORE DELLA GIUNTA REGIONALE
La legge sul riordino del Servizio idrico Campano è in discussione in queste settimane presso le commissioni del Consiglio Regionale della Campania la Giunta Regionale sta pressando affinché si approvi, nel più breve tempo possibile, il disegno di legge Bonavitacola.
Ribadiamo che la proposta della Giunta Regionale, che la stessa Giunta impone forzatamente al Consiglio Regionale, è assolutamente irricevibile in quanto si fonda sulla estromissione delle comunità locali e dei sindaci dei territori dalla gestione dell'acqua, con la costituzione di un Ambito Territoriale unico per i 550 comuni della regione, delegando le scelte fondamentali in tema di acqua, quali la definizione della tariffa, il piano d’ambito, la forma di gestione ad un organo, il Comitato Esecutivo, composto da soli 20 membri (circa).
I Sindaci e le comunità locali saranno relegati ad una funzione esclusivamente consultiva e subiranno le decisioni che saranno prese da altri, al di fuori dei propri territori ed in forme non democratiche e partecipate. E sappiamo bene che quando le decisioni su questioni vitali vengono concentrate in poche mani, gli appetiti speculativi di privatizzazione dei grandi gruppi economico/finanziari hanno gioco facile. Si tratta di una vera e propria espropriazione di Democrazia!
Al contrario di quanto dichiarato in campagna elettorale, l'attuale Giunta De Luca si pone in piena continuità con il disegno portato avanti dalla Giunta Caldoro che pure fu bloccato ad inizio anni attraverso una forte mobilitazione.
Le proposte dei comitati e dei Sindaci sono chiare ed alternative alla prospettiva accentratrice del Governo Regionale:
-Costituzione di più ambiti territoriali ottimali disegnati sui bacini idrografici;
-Potestà decisionali fondamentali in capo alle assemblee dei sindaci;
-Partecipazione delle comunità locali alla gestione del servizio idrico integrato.
Urge da parte dei movimenti per l’acqua pubblica e per i beni comuni Campani di riprendere la mobilitazione, in modo permanente, onde contrastare l’attuale nefasto disegno della Giunta Regionale. Questi i prossimi appuntamenti:
VENERDI’ 6 NOVEMBRE ORE 10:00 – PRESIDIO PRESSO IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA DALLE ORE 10:00 IN CONCOMITANZA DEI LAVORI DELLA VII COMMISISIONE REGIONALE
SABATO 14 NOVEMBRE ORE 11:00 - NAPOLI - PIAZZA BELLINI : ASSEMBLEA REGIONALE DEI COMITATI DELL'ACQUA PUBBLICA
SABATO 28 NOVEMBRE ORE 10:30 - NAPOLI: CORTEO REGIONALE DEI COMITATI E DEI COMUNI PER L’ACQUA PUBBLICA, PER IL RITIRO DEL DISEGNO DI LEGGE DELLA GIUNTA REGIONALE.
COORDINAMENTO REGIONALE PER LA GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA
RETE CIVICA ATO 3
martedì 10 novembre 2015
I Comitati contestano il Disegno di legge proposto dalla Giunta regionale
Al Presidente della Regione Campania Vincenzo DE LUCA
Al Presidente della VII Commissione Ambiente
della Regione Campania Gennaro OLIVIERO
Ai consiglieri Capigruppo e ai Consiglieri della Regione Campania
Il Coordinamento campano per la gestione pubblica dell'Acqua, a seguito dell'iter anomalo che la Regione Campania sta portando avanti con l'accordo della Giunta De Luca, della maggioranza e della quasi totalità della VII Commissione Ambiente della Regione Campania, invia ai destinatari, la nota tecnica dell'avv. Giuseppe Grauso, che esplicita nei dettagli le motivazioni per cui il DL della Giunta De Luca sul Riordino del Servizio Idrico Integrato in Campania
È PER NOI INACCETTABILE.
Mentre la Giunta Regionale e altri esponenti della maggioranza continuano a sostenere che il Disegno di legge della Giunta Regionale (Del. G. R. 411/2015) valorizza il ruolo dei Comuni attraverso l’istituzione dei Consigli di Distretto, nella nota tecnica dell'avv. Giuseppe Grauso, che si allega alla presente, si spiega, punto per punto, quali sarebbero gli effetti di questa nefasta proposta sul ruolo dei Comuni nella gestione dell’acqua.
Ebbene, nel caso di approvazione del Disegno di Legge della Giunta Regionale, i Comuni del territorio, e gli stessi Consigli di Distretto, non avrebbero più il compito di controllare, né la facoltà di interrompere, il contratto con l’azienda che gestisce il servizio sul proprio territorio, e avrebbero un potere limitato se non nullo sulle stesse tariffe dell’acqua. La gran parte delle funzioni e delle competenze sarebbe esercitato da un uomo solo, il Direttore Generale, che, nel Disegno della Giunta, avrebbe il compito dell’intero sistema idrico della regione Campania e dal Comitato Esecutivo, organo composto da circa 20 membri rappresentativi di tutto il territorio regionale.
Cosa ancor più grave, il disegno della Giunta De Luca legittima nuovamente i Commissari Straordinari fino alla costituzione del nuovo Ente, in contraddizione con quanto deciso dal TAR Campania, che ha considerato tali Commissari decaduti. La conseguenza di tale normativa è la legittimazione delle partite pregresse Gori SpA, con 122 milioni di euro che rischiano di tornare a carico degli utenti dell’ATO3 Vesuviano/Sarnese.
Questo dimostra la visione antidemocratica della gestione del servizio idrico portata avanti da questa amministrazione regionale che tradisce le promesse fatte in campagna elettorale e va contro lo spirito del referendum per l’acqua pubblica in cui 27 milioni di cittadini avevano chiesto di lasciare il servizio nelle mani degli enti pubblici.
Napoli 10 0ttobre 2015
Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua – Rete Civica ATO3
https://it-it.facebook.com/pages/Coordinamento-Campano-Acqua-Pubblica/376966949080486
Ufficio Stampa Campania Acqua campaniaqua.stampa@gmail.com 3297745761 – 3296114952
Avv. G. Grauso 3450371943
http://retecivica-ato3.blogspot.it/
(clicca per il download)
venerdì 16 ottobre 2015
VENERDI’ 16 OTTOBRE 2015
IL TAR ANNULLA LE PARTITE PREGRESSE
EMESSE DA GORI:
GRANDE VITTORIA DEI COMITATI PER
L’ACQUA PUBBLICA!
Questa mattina è stata pubblicata la Sentenza del TAR Campania in riferimento alle cosiddette PARTITE PREGRESSE emesse dalla GORI SpA.
Parliamo di un importo pari a 122 milioni di euro che la società di gestione del Servizio Idrico dell’ATO3 Sarnese-Vesuviano sta chiedendo agli utenti in riferimento al periodo 2006-2011.
I Comitati della Rete Civica ATO3, insieme all’ associazione FEDERCONSUMATORI e alle Amministrazioni Comunali di Angri, Casalnuovo e Nocera Inferiore, Castel San Giorgio e Fisciano tutte facenti parte della “Rete dei Sindaci per l’Acqua Pubblica”, hanno impugnato gli atti e le pretese della GORI sulle "Partite Pregresse Ante 2012", e assistiti dagli avvocati Giuseppe Grauso e Francesco Miani hanno dato seguito al ricorso al TAR.
Il TAR, con una lunga e articolata sentenza, accoglie in pieno tutte le obiezioni sollevate rispetto alla illegittimità degli atti posti in essere dall’ormai ex-Commissario Straordinario di ATO3 Carlo Sarro, (attualmente indagato per turbativa d’asta).
Dalla sentenza del TAR emerge la figura grigia di Sarro e del ruolo che ha ricoperto in questi anni. Doveva rimanere in carica per sei mesi come commissario per la liquidazione dell’Ente d’Ambito, è rimasto illegittimamente in carica per più di due anni, intervenendo su questioni che non hanno nulla a che fare con la gestione ordinaria dell’Ente.
Risulta evidente che la sentenza getta una ulteriore e pesante ombra sulla gestione inefficace ed inefficiente del servizio idrico di GORI Spa, che in sinergia con gli enti preposti al controllo non ha esitato a costruire un castello di carte ed atti illegittimi volti a rimpinguare le proprie casse, a danno degli utenti.
Ora più che mai è urgente mettere in liquidazione la GORI Spa
La foglia di fico che copre l’indecente gestione del servizio idrico da parte di GORI si è ulteriormente rimpicciolita, si tratta ora più che mai di capire quali Sindaci e quali amministrazioni sostengono ancora politicamente il “carrozzone” per metterli tutti alla porta e voltare finalmente pagina nella gestione del servizio idrico.
La Regione Campania dovrà finalmente porre fine al commissariamento e restituire la democrazia ai cittadini ridando il potere all’assemblea dei sindaci di decidere in piena autonomia la gestione del servizio idrico.
Grazie al forte impegno di resistenza alla GOR da parte dei comitati cittadini e alla caparbietà di molti Sindaci per l’acqua pubblica possiamo sperare di chiudere la fallimentare stagione della privatizzazione del servizio idrico passando ad una Gestione Pubblica e Partecipata dell’acqua.
Rete Civica ATO3
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