giovedì 31 dicembre 2015
giovedì 12 novembre 2015
COMUNICATO:
IL MOVIMENTO PER L'ACQUA PUBBLICA CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE GENERALE CONTRO IL DISEGNO CENTRALISTICO E PRIVATIZZATORE DELLA GIUNTA REGIONALE
La legge sul riordino del Servizio idrico Campano è in discussione in queste settimane presso le commissioni del Consiglio Regionale della Campania la Giunta Regionale sta pressando affinché si approvi, nel più breve tempo possibile, il disegno di legge Bonavitacola.
Ribadiamo che la proposta della Giunta Regionale, che la stessa Giunta impone forzatamente al Consiglio Regionale, è assolutamente irricevibile in quanto si fonda sulla estromissione delle comunità locali e dei sindaci dei territori dalla gestione dell'acqua, con la costituzione di un Ambito Territoriale unico per i 550 comuni della regione, delegando le scelte fondamentali in tema di acqua, quali la definizione della tariffa, il piano d’ambito, la forma di gestione ad un organo, il Comitato Esecutivo, composto da soli 20 membri (circa).
I Sindaci e le comunità locali saranno relegati ad una funzione esclusivamente consultiva e subiranno le decisioni che saranno prese da altri, al di fuori dei propri territori ed in forme non democratiche e partecipate. E sappiamo bene che quando le decisioni su questioni vitali vengono concentrate in poche mani, gli appetiti speculativi di privatizzazione dei grandi gruppi economico/finanziari hanno gioco facile. Si tratta di una vera e propria espropriazione di Democrazia!
Al contrario di quanto dichiarato in campagna elettorale, l'attuale Giunta De Luca si pone in piena continuità con il disegno portato avanti dalla Giunta Caldoro che pure fu bloccato ad inizio anni attraverso una forte mobilitazione.
Le proposte dei comitati e dei Sindaci sono chiare ed alternative alla prospettiva accentratrice del Governo Regionale:
-Costituzione di più ambiti territoriali ottimali disegnati sui bacini idrografici;
-Potestà decisionali fondamentali in capo alle assemblee dei sindaci;
-Partecipazione delle comunità locali alla gestione del servizio idrico integrato.
Urge da parte dei movimenti per l’acqua pubblica e per i beni comuni Campani di riprendere la mobilitazione, in modo permanente, onde contrastare l’attuale nefasto disegno della Giunta Regionale. Questi i prossimi appuntamenti:
VENERDI’ 6 NOVEMBRE ORE 10:00 – PRESIDIO PRESSO IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA DALLE ORE 10:00 IN CONCOMITANZA DEI LAVORI DELLA VII COMMISISIONE REGIONALE
SABATO 14 NOVEMBRE ORE 11:00 - NAPOLI - PIAZZA BELLINI : ASSEMBLEA REGIONALE DEI COMITATI DELL'ACQUA PUBBLICA
SABATO 28 NOVEMBRE ORE 10:30 - NAPOLI: CORTEO REGIONALE DEI COMITATI E DEI COMUNI PER L’ACQUA PUBBLICA, PER IL RITIRO DEL DISEGNO DI LEGGE DELLA GIUNTA REGIONALE.
COORDINAMENTO REGIONALE PER LA GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA
RETE CIVICA ATO 3
martedì 10 novembre 2015
I Comitati contestano il Disegno di legge proposto dalla Giunta regionale
Al Presidente della Regione Campania Vincenzo DE LUCA
Al Presidente della VII Commissione Ambiente
della Regione Campania Gennaro OLIVIERO
Ai consiglieri Capigruppo e ai Consiglieri della Regione Campania
Il Coordinamento campano per la gestione pubblica dell'Acqua, a seguito dell'iter anomalo che la Regione Campania sta portando avanti con l'accordo della Giunta De Luca, della maggioranza e della quasi totalità della VII Commissione Ambiente della Regione Campania, invia ai destinatari, la nota tecnica dell'avv. Giuseppe Grauso, che esplicita nei dettagli le motivazioni per cui il DL della Giunta De Luca sul Riordino del Servizio Idrico Integrato in Campania
È PER NOI INACCETTABILE.
Mentre la Giunta Regionale e altri esponenti della maggioranza continuano a sostenere che il Disegno di legge della Giunta Regionale (Del. G. R. 411/2015) valorizza il ruolo dei Comuni attraverso l’istituzione dei Consigli di Distretto, nella nota tecnica dell'avv. Giuseppe Grauso, che si allega alla presente, si spiega, punto per punto, quali sarebbero gli effetti di questa nefasta proposta sul ruolo dei Comuni nella gestione dell’acqua.
Ebbene, nel caso di approvazione del Disegno di Legge della Giunta Regionale, i Comuni del territorio, e gli stessi Consigli di Distretto, non avrebbero più il compito di controllare, né la facoltà di interrompere, il contratto con l’azienda che gestisce il servizio sul proprio territorio, e avrebbero un potere limitato se non nullo sulle stesse tariffe dell’acqua. La gran parte delle funzioni e delle competenze sarebbe esercitato da un uomo solo, il Direttore Generale, che, nel Disegno della Giunta, avrebbe il compito dell’intero sistema idrico della regione Campania e dal Comitato Esecutivo, organo composto da circa 20 membri rappresentativi di tutto il territorio regionale.
Cosa ancor più grave, il disegno della Giunta De Luca legittima nuovamente i Commissari Straordinari fino alla costituzione del nuovo Ente, in contraddizione con quanto deciso dal TAR Campania, che ha considerato tali Commissari decaduti. La conseguenza di tale normativa è la legittimazione delle partite pregresse Gori SpA, con 122 milioni di euro che rischiano di tornare a carico degli utenti dell’ATO3 Vesuviano/Sarnese.
Questo dimostra la visione antidemocratica della gestione del servizio idrico portata avanti da questa amministrazione regionale che tradisce le promesse fatte in campagna elettorale e va contro lo spirito del referendum per l’acqua pubblica in cui 27 milioni di cittadini avevano chiesto di lasciare il servizio nelle mani degli enti pubblici.
Napoli 10 0ttobre 2015
Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua – Rete Civica ATO3
https://it-it.facebook.com/pages/Coordinamento-Campano-Acqua-Pubblica/376966949080486
Ufficio Stampa Campania Acqua campaniaqua.stampa@gmail.com 3297745761 – 3296114952
Avv. G. Grauso 3450371943
http://retecivica-ato3.blogspot.it/
(clicca per il download)
venerdì 16 ottobre 2015
VENERDI’ 16 OTTOBRE 2015
IL TAR ANNULLA LE PARTITE PREGRESSE
EMESSE DA GORI:
GRANDE VITTORIA DEI COMITATI PER
L’ACQUA PUBBLICA!
Questa mattina è stata pubblicata la Sentenza del TAR Campania in riferimento alle cosiddette PARTITE PREGRESSE emesse dalla GORI SpA.
Parliamo di un importo pari a 122 milioni di euro che la società di gestione del Servizio Idrico dell’ATO3 Sarnese-Vesuviano sta chiedendo agli utenti in riferimento al periodo 2006-2011.
I Comitati della Rete Civica ATO3, insieme all’ associazione FEDERCONSUMATORI e alle Amministrazioni Comunali di Angri, Casalnuovo e Nocera Inferiore, Castel San Giorgio e Fisciano tutte facenti parte della “Rete dei Sindaci per l’Acqua Pubblica”, hanno impugnato gli atti e le pretese della GORI sulle "Partite Pregresse Ante 2012", e assistiti dagli avvocati Giuseppe Grauso e Francesco Miani hanno dato seguito al ricorso al TAR.
Il TAR, con una lunga e articolata sentenza, accoglie in pieno tutte le obiezioni sollevate rispetto alla illegittimità degli atti posti in essere dall’ormai ex-Commissario Straordinario di ATO3 Carlo Sarro, (attualmente indagato per turbativa d’asta).
Dalla sentenza del TAR emerge la figura grigia di Sarro e del ruolo che ha ricoperto in questi anni. Doveva rimanere in carica per sei mesi come commissario per la liquidazione dell’Ente d’Ambito, è rimasto illegittimamente in carica per più di due anni, intervenendo su questioni che non hanno nulla a che fare con la gestione ordinaria dell’Ente.
Risulta evidente che la sentenza getta una ulteriore e pesante ombra sulla gestione inefficace ed inefficiente del servizio idrico di GORI Spa, che in sinergia con gli enti preposti al controllo non ha esitato a costruire un castello di carte ed atti illegittimi volti a rimpinguare le proprie casse, a danno degli utenti.
Ora più che mai è urgente mettere in liquidazione la GORI Spa
La foglia di fico che copre l’indecente gestione del servizio idrico da parte di GORI si è ulteriormente rimpicciolita, si tratta ora più che mai di capire quali Sindaci e quali amministrazioni sostengono ancora politicamente il “carrozzone” per metterli tutti alla porta e voltare finalmente pagina nella gestione del servizio idrico.
La Regione Campania dovrà finalmente porre fine al commissariamento e restituire la democrazia ai cittadini ridando il potere all’assemblea dei sindaci di decidere in piena autonomia la gestione del servizio idrico.
Grazie al forte impegno di resistenza alla GOR da parte dei comitati cittadini e alla caparbietà di molti Sindaci per l’acqua pubblica possiamo sperare di chiudere la fallimentare stagione della privatizzazione del servizio idrico passando ad una Gestione Pubblica e Partecipata dell’acqua.
Rete Civica ATO3
venerdì 2 ottobre 2015
Ottobre 2015
Per fermare la legge regionale sul riordino del SII di Bonavitacola
e proporre la nostra
e proporre la nostra
_Audizione VII Commissione Ambiente della Campania _
Napoli, 1 ottobre 2015, ore 10,00: nella quasi totale assenza dei Consiglieri regionali, tranne dei consiglieri Muscara' ( che sostituiva anche la capogruppo Ciarambino) e Viglione del M5S; e della consigliera Amato del Pd; il Presidente della VII Commissione ambiente della Regione Campania Gennaro Oliviero, ha dato inizio all'audizione avente ad oggetto la legge sul riordino del servizio idrico in Campania.
Padre Alex Zanotelli, Consiglia Salvio per il Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell'Acqua, il Presidente dell'A. S. ABC Napoli Avv. Maurizio Montalto, e l'Avv. Giuseppe Grauso hanno relazionato in merito alla loro proposta di legge, poi depositata in Commissione Ambiente. È stato chiesto ai capigruppo di farla propria, sottoscrivendola anch'essi.
Il relatore di Acquacampania SpA ha rinunciato al suo intervento.
Il vicepresidente nazionale dell'Anpci, nella sua relazione, ha concordato con noi su principi referendari da rispettare, evidenziando le enormi difficoltà a cui sono sottoposti e subiscono i piccoli Comuni.
Il relatore dell'ASIS di Salerno ha affermato di essere d'accordo con la proposta di legge della Giunta De Luca, cosa che invece noi abbiamo anche ieri ribadito non condividere, in quanto favorisce le lobby, favorendo un sistema che accentrerebbe tutto il potere nelle mani di pochi.
A breve verrà comunicata la data della conferenza stampa per la sottoscrizione della proposta di legge dei gruppi consiliari regionali
Campania, 2 ottobre 2015
domenica 27 settembre 2015
NESSUN CONFRONTO CON LA GIUNTA REGIONALE
SI RITIRI IL DISEGNO DI LEGGE CHE FAVORISCE LE LOBBY!
Leggiamo che la Giunta Regionale avrebbe fissato per lunedì 28 settembre un incontro con i Comitati per l'Acqua Pubblica per discutere del Disegno di Legge approvato dalla Giunta della Regione Campania con DGR 411 del 9 settembre 2015. I comitati per l'acqua pubblica ringraziano per l'invito ma non parteciperanno al confronto.
Il Disegno di Legge approvato dalla Giunta De Luca, al di là di marginali modifiche di facciata, ripropone esattamente lo stesso schema di governo del Ciclo Integrato dell'Acqua proposto dalla passata Giunta Caldoro e bocciato grazie alle mobilitazioni popolari del primo semestre di quest'anno.
La Giunta De Luca ripropone l'ATO unico regionale, l'esproprio dei comuni relativamente alle competenze sull'acqua, l'assenza di istituti di democrazia diretta e partecipativa. In questo modo il Disegno di Legge della Giunta riduce gli spazi della democrazia, accentra i poteri in capo ad organismi istituzionali ed amministrativi ristretti e/o monocratici, va verso un gestione tecnocratica ed autoritaria dell'acqua facilmente asservibile alle lobby finanziare che si muovono nel settore. In parole povere il contrario di quanto deciso con il referendum del 2011: “ Fuori l’acqua dal mercato, fuori il profitto dall’acqua”.
In campagna elettorale De Luca aveva promesso tutt'altro ma, alla prova dei fatti, ha obbedito ai diktat nazionali e dei poteri forti che hanno interessi sull'acqua ed ha proseguito sulla stessa strada di Caldoro, facendo carta straccia della stessa proposta di legge regionale presentata pochi giorni prima da alcuni consiglieri del PD.
I nostri obiettivi sono sempre gli stessi: restituire le competenze alle assemblee dei sindaci (tutti i sindaci), la costituzione di ATO di dimensioni non superiori a quelli precedenti, la previsione di istituti di democrazia diretta e partecipativa, l'acqua pubblica. Presenteremo le nostre proposte nelle sedi competenti, ossia nella VII Commissione del Consiglio Regionale che sta discutendo della Legge di Riordino del Settore. Abbiamo chiesto per mesi il confronto con De Luca ed ora ce lo si concede quando il Disegno di Legge è stato già approvato? Non partecipiamo a falsi confronti dove tutto è stato già deciso.
Ci rivolgiamo pertanto ai membri del Consiglio Regionale di ogni schieramento perché si fermi questo scempio. Siamo coscienti che anche nella stessa coalizione di maggioranza ci sono tanti consiglieri regionali contrari al modello di governo dell'acqua proposto dalla Giunta De Luca ed è il momento che escano allo scoperto e prendano posizione. Per quanto ci riguarda da oggi parte la mobilitazione per fermare l'approvazione di questa legge.
mercoledì 16 settembre 2015
domenica 23 agosto 2015
da "comune-info"
Gli zingari ricchi sono trucidi e panzoni, capelloni e strillanti, ma non mi fanno schifo come lo fanno a tanti commentatori sui giornali,nella rete o nelle televisioni. Quelli che si indignano per la loro mafiosità, per la loro panza antiestetica, per i loro soldi che pare che puzzano più di quelli che la panza ce l’hanno ben levigata, ma rubano tanto di più e tanto meglio.
UN DUBBIO SUGLI ZINGARI E LA MORTE
di Ascanio Celestini
Gli zingari! I tremendi Casamonica! Ce li ho davanti tutti i giorni, li vedo da quando sono nato, stanno nelle stesse strade della borgata nella quale vivo da sempre. I più ricchi girano con macchine eclatanti, i più poveri rovistano nei cassonetti. Una volta morì una zingarella giovane e riempirono una strada di petali di fiori. Siamo andati a vedere la carrozza coi cavalli bianchi. Ci siamo andati in bicicletta, con la Graziella.
C’è da dire che la mia famiglia non va in chiesa. Dio ci interessa quanto noi interessiamo a lui. Cioè poco o niente, ma va bene così. Per Lui la morte è un inizio, per noi soltanto una fine. Punti di vista, punti di vita. Eppure quella strada infiorata aprì un buco nella testa di tanti ragazzini come me, come ero io tanto tempo fa.
Quei zozzoni zingari non hanno la bomba atomica come gli americani o i cinesi. Non sono padroni del gas come i Russi. Non si inventano genocidi come i nazisti o gli Hutu. La maggior parte delle volte lavorano, spesso rubacchiano, certe altre si fanno le villette con le colonne di travertino e i leoni di marmo sul cancello. Sono fatti così. Non conoscono Philip Starck e forse pure Ikea gli sembra un po’ poverella nello stile.
Hanno fatto un casìno a Don Bosco, poche centinaia di metri da casa mia. L’hanno fatto con un elicottero e una carrozza che, pare, abbia portato al camposanto pure Totò. E tanti si sono schifati perché è gente che ruba e spaccia, gente che se ne frega delle regole e trasforma un funerale in una manifestazione di piazza.
Devo dirlo? Lo dico: io sono contro di loro. Io rispetto tutte le regole e pago le tasse. Io e tutta la mia famiglia. Produco energia elettrica che regalo al gestore che me la rivende senza ridarmi i soldi del mio lavoro. Sono legale anche con gli illegali. Mi faccio derubare a rate dallo Stato. Ma questo non è l’oggetto del discorso.
L’oggetto è un altro: perché nessuno si è chiesto perché lo fanno? Perché prendono la morte e la rovesciano in un fatto scandaloso? Nessuno si è chiesto cosa è ancora la morte per noi. Cosa è la morte di mio padre o di mio figlio. Del mio e del vostro. Tutti si sono igienicamente lavati le mani e allontanati da quel casìno.
Forse è l’estate sgomenta nella quale accadono un po’ di cose nascoste sotto il tappeto (leggi che leggeremo tra qualche anno, ma saranno applicate subito) e tante altre senza importanza.Ma qualcuno si è interrogato sul significato della morte? Qualcuno ha guardato oltre le panze e i capelli di quei ciccioni per chiedersi cosa è la morte per noi senza panza e capelli?
Anche per me è stata una manifestazione trucida, ma dopo il primo sentimento contrastato mi sono ricordato che dietro alla manifestazione colorita ci stava la morte. La morte di un fesso, un criminale, un padre di famiglia, un assassino, un brav’uomo, un pezzente, un riccone paperone, un nulla, un tutto.
E proprio di tutto abbiamo parlato davanti a quel sarcofago scortato dalla musica del Padrino di Coppola. Lo abbiamo fatto senza sapere cosa è il lutto per quelle persone ciccione. Facciamo sempre così. Pensiamo a quello che sta nel nostro cervello credendo che sia il meglio, ma ce ne freghiamo del cervello e della cultura degli altri. Quelli rubano e allora sono cattivi. Noi avveleniamo la nostra vita sul pianeta, ma lo facciamo mentre andiamo in palestra. I nostri glutei sono solidi come scolpiti da Canova, loro si mangiano il grasso fritto e sono trogloditi.
Ci sentiamo forti perché le altre culture ci sembrano stupide. E quando le vediamo sfilare in quel modo storpio e riccastro ci sentiamo ancora più forti. Tutti si schierano contro di loro, la quasi-destra e la quasi-sinistra, il partito-contro-tutti e il partito-con-tutti. E parliamo, parliamo, e scriviamo e scriviamo. Discorriamo di tutto, tranne che della morte.
mercoledì 15 luglio 2015
LE MANI DELLA CAMORRA SULL'ACQUA RIPRISTINARE SUBITO
LA DEMOCRAZIA
Apprendiamo dai media che la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha dato mandato per l’esecuzione di 13 provvedimenti cautelari nei confronti di presunti esponenti e favoreggiatori del clan dei Casalesi. Tra i destinatari di tali provvedimenti spicca il nome dell’On.le Carlo Sarro, Deus Ex Machina della GORI s.p.a. da più di 3 anni, nonché quello dell'ex deputato Tommaso Barbato, regista della creazione e gestione del servizio acquedotti regionale.
I reati sarebbero stati commessi proprio in riferimento al loro nella gestione degli appalti relativi al servizio idrico e fognario dell'Acquedotto Regionale e della GORI SpA. L’esito delle gare, secondo le indiscrezioni giornalistiche, sarebbe stato condizionato permettendo l’aggiudicazione degli stessi lavori a ditte riconducibili al boss Michele Zagaria.
Non vogliamo sostituirci alla magistratura e capiremo dall'evolversi dell’indagine gli elementi di dettaglio delle varie responsabilità penali, ma riteniamo doveroso puntualizzare, proprio alla luce di quanto accaduto, che bisogna chiudere un ciclo in Regione Campania rispetto alla (mala) gestione delle risorse idriche che dura da più di un decennio.
Non bastano le dimissioni dell'on. Sarro dal suo ruolo di Commissario idrico, abbiamo la necessità di una ripresa in carico delle comunità locali della gestione della risorsa idrica!
Le ultime vicende giudiziarie sono solo la punta dell’Iceberg di anni in cui nelle stanze chiuse si è privatizzato il servizio , ci si è adoperati con vere e proprie operazioni vessatorie nei confronti degli utenti, tutto a vantaggio degli interessi dei grandi gruppi multinazionali e della malavita organizzata.
Per questo chiediamo con forza e senza indugio al Presidente della Regione Campania:
Il ripristino immediato delle assemblee dei sindaci con poteri decisionali.
La questione Sarro/ATO3/GORI nonché quella che vede protagonista Tommaso Barbato con l'acquedotto regionale sarà la cartina al tornasole della nuova Amministrazione Regionale, onde verificare sul campo la reale volontà di invertire la rotta di un decennio di privatizzazione e malaffare. E' necessario favorire il percorso di ripubblicizzazione dal basso, sul modello ABC di Napoli, anche negli altri territori e smetterla con commissariamenti e competenze affidate a uomini soli al comando,.
I comitati che fin dalla prima ora hanno denunciato e lottato contro questo tipo di gestione, saranno ancora in prima fila con iniziative volte ad attuare concretamente nei nostri territori la gestione pubblica, solidale, ecologica e partecipata del bene comune acqua.
Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell'acqua
Rete Civica dei comitati acqua pubblica dell’ATO3 Sarnese - Vesuviano
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