sabato 26 luglio 2014

RENZI IN AFRICA - E’ QUESTA LA COOPERAZIONE ITALIANA?


Mentre arrivava in Senato il disegno di legge sulla Cooperazione allo sviluppo, il presidente del Consiglio Matteo Renzi partiva per il suo viaggio in Africa . Un viaggio emblematico che ci aiuta a capire come leggere il nuovo disegno di legge sulla cooperazione. Ritengo che sia la nuova legge come il viaggio di Renzi ,possono essere riassunti in una sola parola: business/affari.( Si veda l’appello OPERAZIONE AFFARI su www.ildialogo.org).
Infatti Renzi è partito alla volta dell’Africa con una folta delegazione di manager di imprese italiane, guidata dal Viceministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Presente nella delegazione anche A.Castellano, direttore della SACE (Società per i servizi assicurativi del commercio estero), per assicurare gli investimenti all’estero delle imprese italiane , con seicento milioni di euro a disposizione delle ditte , che investono nell’Africa sub-sahariana. Ma tra i prestigiosi nomi della delegazione spiccava l’ENI , la potente compagnia petrolifera ben piazzata nei tre Stati visitati da Renzi:Mozambico,Congo Brazzaville e Angola.
Il 19 luglio:Maputo, capitale del Mozambico, non a caso scelta come prima tappa del viaggio di Renzi. Infatti nel 2011 l’ENI ha scoperto nella provincia di Cabo del Gado un giacimento off-shore di due miliardi e mezzo di metri cubi di gas ,capaci di soddisfare i bisogni energetici delle famiglie italiane per i prossimi trent’anni. Renzi ha detto che l’ENI investirà 50 milardi di dollari in Mozambico .”Uno dei più grandi investimenti al mondo sul gas”, ha detto C. Calenda. In Mozambico operano già oltre 90 imprese italiane .”Il governo intende fare del Mozambico il test su come si affronta un mercato in Africa- ha detto ancora il viceministro Calenda- e intende farne il centro della sua attività.”
E’ chiaro che gli investimenti andranno a beneficio delle imprese italiane, poco o nulla andrà a beneficio del popolo mozambicano.E’ questo l’aiuto allo ‘sviluppo’?
Il 20 luglio,( seconda tappa) Renzi arriva a Brazzaville, capitale del Congo Brazzzaville, dove l’ENI è ben piazzata per l’estrazione del petrolio. Renzi firma un altro accordo con il governo congolese per un giacimento di petrolio off-shore.
Terza tappa, il 21 luglio Renzi raggiunge Luanda, capitale dell’Angola, la nazione più ricca per risorse dell’Africa. Anche qui l’ENI è presente dal 1961. Renzi apre al governo angolano la scatola di Pandora delle imprese italiane. Il messaggio di Renzi è chiaro: è venuto in Africa per fare affari. E i soldi della Cooperazione Italiana servono spesso a sostenere le imprese nostrane con appalti all’estero che spesso hanno ben poca utilità per le popolazioni locali. Infatti mentre le élites borghesi al potere, con le quali il governo italiano si accorda, diventano sempre più ricche , il popolo diventa sempre più povero.
Trovo molto grave che il viaggio di Renzi sia stato organizzato quasi in funzione dell’ENI che , in Africa, ha sulla coscienza uno dei gravi crimini ambientali:il disastro ecologico del Delta del Niger. Nonostante le proteste e le lotte del popolo Ogoni che vive in quella regione, nonostante la costante pressione dei movimenti ambientalisti nostrani, i vari governi italiani (da Berlusconi a Renzi), non hanno mai voluto affrontare l’argomento. Ho lavorato personalmente per l’invio di una Commissione parlamentare nel Delta del Niger, ma il Ministero degli Affari esteri ha negato il permesso.
Ritengo altresì grave la presenza di Finmeccanica nella delegazione che ha seguito Renzi. In un continente dilaniato da guerre e guerriglie, come può l’Italia presentarsi vendendo altre armi?. Come ha potuto il governo italiano inviare la portaaerei Cavour per il periplo dell’Africa, esibendo la nostra migliore produzione di armi ai governi africani? Non si può dare con una mano l’aiuto per la lotta contro la fame nel mondo , e con l’altra offrire armi.
Inoltre non è con questo tipo di ‘cooperazione’ che risolveremo il dramma delle migrazioni. Nonostante che Renzi a Maputo abbia detto che “serve ciò che stiamo facendo in Mozambico ……” Invece è proprio il tipo di ‘sviluppo’ promosso da Renzi che forza la gente a fuggire dalle zone rurali per ammucchiarsi nelle baraccopoli o li forza ad imbarcarsi sui barconi della ‘speranza’. E’ proprio il nostro Sistema economico-finanziario, del quale Renzi è un paladino, che ridurrà l’Africa ad essere per tre quarti non abitabile (per il surriscaldamento) e forzerà almeno duecento milioni di africani a fuggire,secondo i dati ONU.
Non è questa la strada della cooperazioen, della solidarietà, del futuro per noi e per loro.
Lo scrivo come missionario, inviato dalla mia gente africana a convertire la “tribù bianca”. La missione continua.
Alex Zanotelli
Napoli,23/7/2014

lunedì 30 giugno 2014

CONTRO LE BUGIE DELLA PUBBLICITA' GORI 
SCARICA E STAMPA I VOLANTINI E IL MANUALE DI AUTODIFESA CONTRO I DISTACCHI DELL'ACQUA


      

      

      
 

CONTRASTIAMOLI !!!
LA MENZOGNA NON HA CONFINE












sabato 7 giugno 2014

 
 
06.06-2014
Questa mattina importante incontro presso  la sede dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas di una delegazione della RETE DEI SINDACI  e dei COMITATI CIVICI PER L’ACQUA PUBBLICA, con il DIRETTORE GENERALE DELLA DIVISIONE RISORSE IDRICHE. La delegazione della Rete dei Sindaci era composta dall’assessore del Comune di Fisciano, Franco Gioia, e dal delegato del Sindaco di San Giorgio a Cremano, Luigi Bellocchio. L’avvocato Giuseppe Grauso ha assistito le delegazioni relativamente alle osservazioni presentate dalla RETE DEI SINDACI  in MERITO alle delibere del Commissario Straordinario N° 26 27/03/2014 e N° 27 del 31 marzo 2014, in cui vengono previsti nuovi e cospicui aumenti tariffari a carico degli utenti per i bienni 2011/2012 e 2014/2015.
L’assessore Gioia ha illustrato, con determinazione, la delicata situazione sociale che si è venuta a creare sui territori, proprio in relazione sia agli incrementi  tariffari degli anni precedenti che alle bollette di conguaglio che la GORI ha notificato agli utenti nell’ ultimo periodo. Tale situazione diventa di difficile gestione da parte dei Sindaci in caso di ulteriori e onerosi aumenti, anche in relazione alla profonda crisi economica che sta attraversando la nostra regione e più in generale tutta l’Italia
In via preliminare il Direttore Generale  ha illustrato le azioni intraprese dalla stessa AEEG in merito alle precedenti Osservazioni presentate dalla rete dei Sindaci nel 2013, sempre in merito agli aumenti tariffari  richiesti per gli esercizi del 2011 e del 2012. L’ AEEG ha interessato la Guardia di Finanza che a sua volta ha espletato presso gli uffici della GORI e della Regione una ispezione nel mese di aprile 2014. I risultati e i provvedimenti di detta ispezione verranno illustrati al termine dell’istruttoria avviata dall’ Autorità, che comunque in questa fase definisce “la situazione di contesto campana alquanto complicata” rispetto alla gestione del servizio idrico
Per quanto riguarda, invece, gli esosi aumenti tariffari richiesti dal Commissario Straordinario per il 2014 e 2015, il Direttore Generale ha assicurato che gli stessi, fino ad esame finale della documentazione inviata dal Commissario straordinario e delle osservazioni fatte pervenire della RETE DEI SINDACI, saranno esclusivamente riferiti al limite massimo del 6,5% annuo. Inoltre il DG ha dato disposizione per una verifica puntuale della Coerenza Interna di tutti gli atti predisposti dal Commissario Straordinario
Relativamente ai ricorsi amministrativi attivati dagli enti locali avversi alle delibere N° 26 e 27 del Commissario Straordinario  di marzo 2014, una volta che gli essi verranno notificati alla AEEG, la stessa provvederà a dare mandato a propri legali per la costituzione nel giudizio amministrativo.
In merito agli altri punti posti all’ attenzione dalle Osservazioni presentate (Assenza del Piano di Ambito, Nullità degli atti del Commissario straordinario in quanto eccedenti la normale amministrazione e i sei mesi di mandato), l’AEEG si riserva di assumere una decisione verificando le azioni giudiziarie in corso
Il Direttore Generale ha, infine, invitato i Sindaci e le amministrazioni comunali a segnalare ogni anomalia che si riscontrassero rispetto all’ applicazione delle articolazioni tariffarie
Roma, 6 giugno 2014

RETE DEI SINDACI DI ATO3 – SARNESE/VESUVIANO PER L’ACQUA PUBBLICA
RETE  CIVICA ATO3 

sabato 3 maggio 2014


ALLARME CITTADINI:
IL PRESIDENTE CALDORO E IL DIRIGENTE PALMIERI VOGLIONO PRIVATIZZARE L'ACQUA IN CAMPANIA!!!
Caldoro , con il suo disegno di legge regionale sull'acqua (Ddl 204/13),  e Palmieri ,che ha rifiutato la messa in sicurezza dell'ABC di Napoli ( Prot. Reg. 353 del 14/4/14), stanno macchinando per la privatizzazione dell'acqua in Campania, affidandola alla privata Gori SpA.
E' il tradimento del referendum e del popolo campano.
Fuori la Società Gori e gli affaristi dalla gestione dell'Acqua!
Palmieri venga al più presto trasferito e far danni in un settore meno delicato;
Il suo atteggiamento risponde alle lobby e non ai cittadini!
II Comitato Acqua Pubblica Napoli, Il Coordinamento  Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua, il Forum Italiano dei movimenti per l’Acqua da tempo chiedevano la messa in sicurezza dell'Azienda Speciale ABC ( ex Arin SpA), unico caso di ripubblicizzazione in Italia finora attuata dopo i referendum 2011. 
Urgentissimo quanto mai l'affidamento del servizio idrico all'ABC Napoli.
E che dire di Acquacampania SpA, l'acquedotto dell'area occidentale campana che vede fortemente presenti Acea SpA e Caltagirone?
AL TRADIMENTO  dell'ACQUA noi rispondiamo con la
CAROVANA CAMPANA A DIFESA DEI REFERENDUM ACQUA NEGATI

PROGRAMMA CAROVANA:
4 Maggio, a Quarto: “Giù le mani dall'Acqua”,  ore 10-13, Piazza Santa Maria (Comitato Acqua e Territorio Quarto)
7 Maggio, a San Giorgio a Cremano:  ore 18, ” Acqua sempre più oro blu,occhio alle bollette!” , Villa Bruno- v. Cavalli di bronzo,  Sala Biblioteca (Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano)
8 Maggio,a Napoli , dalle 9,30 in poi - presidio davanti al Tar, per ricorso Quarto, piazza Municipio
9 maggio: a Napoli, alla II° Municipalità,  piazza Dante, ore 10, decennale della Costituzione del Comitato Acqua Pubblica Napoli: “ Ritorno alle origini,  a 10 anni d’impegno per l’acqua pubblica,  (Comitato Acqua Pubblica Napoli)
12 maggio:a Scafati, ore 19: Sala Don Bosco Piazza Vittorio Veneto ”Giù le mani dall’acqua pubblica. Il tradimento del risultato del referendum alla luce  della nuova legge regionale” (Ass. Spes e Ass. IISPA)
14 maggio: a Napoli - presso Ass. Mani Tese, piazza Cavour, ore 18, proiezione video:” Acqua al petrolio, il pericolo delle trivellazioni sull'acqua di Napoli “ ( Coord. Irpino No Triv-Irpinia Bene Comune)
13 Maggio, a Torre del Greco,   ore 17,30 in via in via S. Noto 7, chiesa San Filippo Neri– “ I Referendum 2011 e il Ddl 204/ 13 legge regionale di Caldoro” (Ass. Università Verdi) altre iniziative negli altri Comuni e Province della Campania, che vedranno anche la partecipazione di artisti,  sono in  programma e verranno comunicate
...e poi 17 Maggio: ore 14, tutti a Roma, piazza della Repubblica, alla Manifestazione nazionale a difesa dei Beni Comuni e contro le privatizzazioni (Forum Italiano Movimenti Per l’Acqua) 
 
(chi desidera prenotarsi per il pullman telefoni a Carlo 3337646624)
N.B.: tutte le iniziative verranno comunicate nei dettagli con singoli comunicati /programma.

giovedì 24 aprile 2014


Una nuova stagione di privatizzazione dei beni comuni, di attacco ai diritti sociali e alla democrazia è alle porte. Se la straordinaria vittoria referendaria del 2011 ha dimostrato la fine del consenso all'ideologia del “privato è bello”, e se la miriade di conflittualità aperte sulla difesa dei beni comuni e la difesa dei territori suggeriscono la possibilità e l'urgenza di un altro modello sociale, la crisi, costruita attorno alla trappola del debito pubblico, ha riproposto con forza e ferocia l'ideologia del “privato è obbligatorio e ineluttabile”.

L'obiettivo è chiaro: consentire all'enorme massa di denaro accumulata sui mercati finanziari di potersi impossessare della ricchezza sociale del Paese, imponendo un modello produttivo contaminante, mercificando i beni comuni e alienando i diritti di tutti. A tutto questo è giunto il momento di dire basta. In questi anni, dentro le conflittualità aperte in questo paese, sono maturate esperienze di lotta molteplici e variegate ma tutte accomunate da un comune sentire: non vi sarà alcuna uscita dalla crisi che non passi attraverso una mobilitazione sociale diffusa per la riappropriazione sociale dei beni comuni, della gestione dei territori, della ricchezza sociale prodotta, di una nuova democrazia partecipativa. 

Vogliamo fermare la nuova stagione di privatizzazioni, precarietà e devastazione ambientale. Vogliamo costruire assieme un nuovo futuro. In Italia e in Europa. Vogliamo costruire un appuntamento collettivo che nasca in ogni territorio dentro momenti di confronto e iniziative reticolari, e che arrivi ad una grande manifestazione nazionale a Roma per sabato 17 Maggio.

giovedì 17 aprile 2014

BASTA AUSTERITA'! BASTA PRIVATIZZAZIONI!
ACQUA, TERRA, BENI COMUNI, DIRITTI SOCIALI E DEMOCRAZIA
IN ITALIA E IN EUROPA

Appello per la costruzione di una manifestazione nazionale il 17 maggio

Una nuova stagione di privatizzazione dei beni comuni, di attacco ai diritti sociali e alla democrazia è alle porte. 

Se la straordinaria vittoria referendaria del 2011 ha dimostrato la fine del consenso all'ideologia del “privato è bello”, e se la miriade di conflittualità aperte sulla difesa dei beni comuni e la difesa dei territori suggeriscono la possibilità e l'urgenza di un altro modello sociale, la crisi, costruita attorno alla trappola del debito pubblico, ha riproposto con forza e ferocia l'ideologia del “privato è obbligatorio e ineluttabile”.

L'obiettivo è chiaro: consentire all'enorme massa di denaro accumulata sui mercati finanziari di potersi impossessare della ricchezza sociale del Paese, imponendo un modello produttivo contaminante, mercificando i beni comuni e alienando i diritti di tutti.

Le conseguenze sono altrettanto chiare: un drammatico impoverimento di ampie fasce della popolazione, sottoposte a perdita del lavoro, del reddito, della possibilità di accesso ai servizi, ai danni ambientali e ai conseguenti impatti sulla salute, con preoccupanti segnali di diffusione di disperazione individuale e sociale.

Il Governo Renzi, sostenuto dall'imponente grancassa dei mass-media e in piena continuità con gli esecutivi precedenti, sta accelerando l'approfondimento delle politiche liberiste, rendendo irreversibile, attraverso il decreto Poletti e il Job Act, la precarietà del lavoro e della vita delle persone; continuando a comprimere gli spazi democratici delle comunità costrette a subire gli effetti delle devastazioni ambientali, delle grandi opere, dei grandi eventi e delle speculazione finanziaria e immobiliare; mettendo a rischio, attraverso i tagli alla spesa, il diritto alla salute, alla scuola e all'università, e la conservazione della natura e delle risorse.

Dentro questo disegno, viene messa in discussione la stessa democrazia, con una nuova spinta neoautoritaria che toglie rappresentatività alle istituzioni legislative (in particolare la nuova legge elettorale “Italicum”) ed aumenta i poteri del Governo e del Presidente del Consiglio, e con l'attacco alla funzione pubblica e sociale degli enti locali.

Tutto ciò in piena sudditanza con i vincoli dell'elite politico-finanziarie che governano l'Unione Europea e che, le politiche di austerità, i vincoli monetaristi imposti dalla BCE, il patto di stabilità, il fiscal compact e l’imminente trattato di libero scambio USA-UE (TTIP), cercano di imporre la fine di qualsivoglia stato sociale e la piena mercificazione dei beni comuni.

A tutto questo è giunto il momento di dire basta.

In questi anni, dentro le conflittualità aperte in questo paese, sono maturate esperienze di lotta molteplici e variegate ma tutte accomunate da un comune sentire: non vi sarà alcuna uscita dalla crisi che non passi attraverso una mobilitazione sociale diffusa per la riappropriazione sociale dei beni comuni, della gestione dei territori, della ricchezza sociale prodotta, di una nuova democrazia partecipativa.

Sono esperienze che, mentre producono importantissime resistenze sui temi dell'acqua, dei beni comuni e della difesa del territorio, dell'autodeterminazione alimentare, del diritto all'istruzione, alla salute e all'abitare, del contrasto alla precarietà della vita e alla mercificazione della società, prefigurano la possibilità di una radicale inversione di rotta e la costruzione di un altro modello sociale e di democrazia.

Vogliamo fermare la nuova stagione di privatizzazioni, precarietà e devastazione ambientale.

Vogliamo costruire assieme un nuovo futuro.
Vogliamo collegarci alle diffuse mobilitazioni europee,  per affermare la difesa dei beni comuni nella dimensione continentale, a partire dal semestre italiano di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea.

Vogliamo costruire un appuntamento collettivo che nasca in ogni territorio dentro momenti di confronto e iniziative reticolari, che, a partire da oggi, mettano in campo reti e associazioni, comitati, movimenti e organizzazioni sociali per arrivare tutte e tutti assieme ad una grande manifestazione nazionale a Roma per sabato 17 Maggio, con partenza da Piazza della Repubblica alle ore 14.00.

Stop privatizzazioni   -  Stop precarietà   -  Stop devastazione ambientale

Per la riappropriazione sociale dell'acqua, dei beni comuni, del territorio

Per la difesa e l'estensione dei servizi pubblici e dei diritti sociali

Stop fiscal compact   -  Stop pareggio di bilancio e patto di stabilità   -  Stop TTIP

Per la riappropriazione delle risorse e della ricchezza sociale


Per la difesa e l'estensione della democrazia