martedì 17 luglio 2018
lunedì 22 gennaio 2018
Aumenti e partite pregresse Gori, comitati sul piede di guerra
I comitati per l'acqua pubblica sono di nuovo in mobilitazione per bloccare gli ennesimi pesanti aumenti delle tariffe idriche in arrivo per gli utenti di Gori SpA e degli altri gestori campani.
È stato, infatti, convocato il consiglio di distretto Sarnese Vesuviano su richiesta dei nove componenti istituzionali eletti dalla Rete dei Comuni per l'acqua pubblica per discutere su importanti questioni che attanagliano 1 milione e mezzo di cittadini costretti a subire la dissennata gestione del servizio: crisi idrica, nuovi aumenti, partite pregresse, funzionamento dell'Ente idrico e mancata rappresentanza nei processi decisionali.
La seduta, pubblica e aperta ai cittadini intenzionati ad assistere, si tiene mercoledì 24 gennaio alle ore 10 a Napoli presso gli uffici dell'Ente Idrico Campano in via De Gasperi 28.
Una convocazione che arriva dopo oltre sei mesi dall'ultima seduta del consiglio, in una situazione di completa paralisi per l'assemblea in carica da appena un anno.
Una convocazione che arriva dopo oltre sei mesi dall'ultima seduta del consiglio, in una situazione di completa paralisi per l'assemblea in carica da appena un anno.
Come più volte denunciato pubblicamente, finora l'Ente Idrico Campano è stato un totale fallimento: avrebbe dovuto chiudere la lunga stagione dei commissari regionali per restituire le competenze ai Comuni, come previsto dalla legge, invece è stato esautorato da decisioni prese altrove, svuotando i suoi organi e riducendoli a luoghi di ratifica senza democrazia.
Intanto, sugli utenti si aggira anche lo spettro del decreto ministeriale con cui si sarebbe autorizzata Gori SpA alla riscossione coattiva dei crediti.
"Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan - denunciano i comitati - ha incredibilmente autorizzato una società privata a inviare agli utenti ingiunzioni di pagamento per presunti crediti non specifici, come se fosse Equitalia o un qualsiasi ente pubblico.
Insieme ai sindaci che intendono appoggiare questa battaglia di legalità, presenteremo ricorso al Tar contro un ennesimo e illegittimo abuso ai danni dei cittadini".
Rete civica per l'acqua pubblica - Sarnese Vesuviano
sabato 23 dicembre 2017
domenica 19 novembre 2017
CHE ACQUA BEVIAMO?
Da Siano una interessante iniziativa del Comitato Cittadino per l'Acqua Pubblica
CHE ACQUA BEVIAMO?
Uno studio indipendente sulla qualità dell’acqua potabile
nel Comune di Siano.
Uno studio indipendente sulla qualità dell’acqua potabile
nel Comune di Siano.
Il Comitato Cittadino Acqua Pubblica Siano promuove con il patrocinio del Comune di Siano e sotto la direzione del Prof. Stefano Albanese dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, la caratterizzazione geochimica delle acque potabili locali, mediante il prelievo di un campione dalla rete idrica comunale.
Le analisi chimico fisiche saranno realizzate in ottemperanza alle esigenze della vigente normativa italiana sulle acque potabili come da Dlgs 31/2001, e nello specifico saranno ricercati potenziali contaminati quali:
- Fitofarmaci,
- Fitofarmaci potabili,
- Composti organici ed alogenati,
- Idrocarburi policiclici aromatici,
- Metalli,
- Agenti microbiologici.
In questa prima fase, il Comitato Cittadino Acqua Pubblica Siano, sarà promotore di una raccolta fondi con il duplice obiettivo: produrre una relazione tecnica sulla qualità delle acque potabili locali, sensibilizzando nel contempo la cittadinanza al tema della gestione della risorsa idrica.
Nella seconda fase dello studio, alla luce dei risultati del primo prelievo “a monte”, sarà possibile analizzare in modo ragionato le caratteristiche dell’acqua direttamente al domicilio dei cittadini che aderiranno all’iniziativa, partecipandone alla spesa. Attraverso l’analisi di questi dati sarà quindi possibile ottenere informazioni sullo stato di efficienza della rete idrica comunale.
La terza ed ultima parte dello studio ci permetterà di presentare i dati ottenuti, rendendoli fruibili alla comunità di Siano. L’iniziativa a nostro avviso, pone l’attenzione sulla risorsa idrica, valorizzandola non come merce da cui ricavare profitto, ma valorizzandola invece sotto l’ottica di bene comune e fonte di vita.
Per tale motivo, chiamiamo i concittadini di Siano a partecipare e condividere insieme questo percorso di studio, sicuri che la conoscenza del proprio territorio sia una delle condizioni essenziali per la sua difesa ed armonico sviluppo.
Comitato Cittadino Acqua Pubblica Siano
(Albert Szent-Györgyi)
domenica 24 settembre 2017
sabato 16 settembre 2017
COMUNICATO STAMPA
Caso Gori, la Rete dei sindaci per l'acqua pubblica incontra il neopresidente di Acea:
"Liquidiamo la società privata e ripubblicizziamo il servizio idrico"
Si è tenuto a Roma l'incontro tra la delegazione dei sindaci della Rete per l'acqua pubblica nel sarnese vesuviano e il neopresidente di Acea, Luca Alfredo Lanzalone, negli uffici del quartier generale della multinazionale quotata in borsa.
Acea, come è noto, rappresenta il socio privato del gestore campano Gori SpA e di fatto, secondo i patti parasociali, ne detiene il diretto controllo operativo attraverso la nomina dell'amministratore delegato.
Presenti all'incontro sindaci e delegati delle amministrazioni comunali di Casalnuovo, Nocera Inferiore, Pagani, Roccarainola e Fisciano, in rappresentanza dei venti primi cittadini che aderiscono alla Rete per l'acqua pubblica, con la partecipazione del deputato Luigi Gallo.
Gli amministratori locali, accompagnati da alcuni attivisti dei comitati civici, hanno denunciato i numerosi problemi che attanagliano da anni la gestione dell'acqua nel distretto sarnese vesuviano, proponendo al presidente Lanzalone un percorso concreto per il superamento dell'attuale disastrosa situazione e la ripubblicizzazione in tempi rapidi del servizio idrico.
Lungo e dettagliato l'elenco di disservizi, gravi mancanze e irregolarità gestionali presentato al numero uno di Acea, il quale ha dichiarato di condividere le forti preoccupazioni espresse da amministratori e cittadini sulla gestione portata avanti da Gori oltre che in merito all'insostenibile squilibrio finanziario della società con sede legale a Ercolano, sepolta da una massa debitoria di oltre 250 milioni di euro e da tempo sull'orlo del crack economico.
Adesso una duplice strada si para davanti al nuovo consiglio d'amministrazione di Acea: o si procede alla dismissione delle quote azionarie di Gori, il cui valore è stimato nei 39 milioni già accantonati nel bilancio della multiutily capitolina, oppure si tenta l'ennesimo rilancio della società con un non meglio precisato piano di efficientamento e un programma di rientro dell'enorme mole di debiti.
Lanzalone ha, inoltre, assicurato nelle prossime settimane un approfondimento ulteriore sulla vicenda campana, tranquillizzando i presenti sulla necessità di salvaguardare gli interessi dei cittadini ed evitare che siano proprio gli utenti a dover pagare in bolletta i debiti accumulati.
"Un incontro importante - sottolineano gli esponenti della Rete dei sindaci per l'acqua pubblica - che apre ancora nuove possibilità sull'esigenza di mettere in liquidazione Gori e superare definitivamente la sciagurata stagione della privatizzazione. Ad Acea abbiamo chiesto di scegliere la strada del ritiro dai territori colonizzati, partendo dalla nostra martoriata terra, facendo ritornare il servizio idrico nelle mani delle comunità territoriali attraverso un’azienda speciale consortile per una gestione solidale, trasparente e partecipata. Ma ricordiamo che la palla è anche nelle mani dell'immobile Ente Idrico Campano, che non riesce né a discutere né a decidere, restando impantanato in inutili pastoie politiciste e burocratiche".
venerdì 11 agosto 2017
giovedì 6 aprile 2017
Partite Pregresse il CDS rimanda all'EIC
PARTITE PREGRESSE GORI
CONSIGLIO DI STATO RIMANDA
LA QUESTIONE
ALL'ENTE IDRICO CAMPANO
ALL'ENTE IDRICO CAMPANO
Continua l’impegno della Rete dei comitati per l’acqua
pubblica per il definitivo annullamento delle partite pregresse imposte dalla Gori agli utenti. Sulla scia di quanto stabilito nella sentenza del
TAR Campania, che aveva dichiarato nulla la delibera commissariale del 2014, adesso
il Consiglio di Stato rimanda ai Comuni associati nel neonato Ente Idrico
Campano l'ultima parola in merito alle ormai famigerate partite pregresse, che valgono il recupero di 122 milioni di euro a
carico degli utenti in riferimento al periodo 2006-2011, necessari a risanare le
disastrate casse della GORI SpA.
Il TAR aveva già ritenuto decaduto dai poteri il commissario
Carlo Sarro, nominato dall’ex governatore Caldoro, accogliendo in pieno tutte
le obiezioni sollevate rispetto alla illegittimità degli atti, ritenendo la
competenza sulla materia spettante ai Comuni, oggi rappresentati - seppur in
presenza di un grave deficit democratico - nell'Ente Idrico Campano, che ha
piena facoltà di cancellare l'illegittima richiesta di esborso, frutto di anni
di mancata programmazione e controllo.
Grazie all’intervento dei Comitati civici, Federconsumatori Campania e i Comuni di Angri, Casalnuovo e Nocera Inferiore, è stata impedita la riscossione di quest'iniquo e assurdo balzello. Oggi sarebbe inaccettabile se l'Ente Idrico Campano proponesse un nuovo colpo di mano per il recupero dei 122 milioni di euro a spese dei cittadini, con l’unico obiettivo di salvare ancora una volta GORI dal fallimento.
L'abbiamo detto e lo ribadiamo: è arrivata l’ora di abbandonare la strada di una privatizzazione fallimentare del servizio idrico, mettere fine alla gestione GORI e trasferire, nel rispetto dei referendum popolari, la gestione ad una nuova Azienda Speciale Consortile Pubblica che metta in campo una gestione trasparente, solidale, democratica e partecipata del bene comune.
5.04.2017 RETE CIVICA PER L’ACQUA PUBBLICA – SARNESE VESUVIANO
mercoledì 5 aprile 2017
mercoledì 22 marzo 2017
Comunicato stampa
Giornata Mondiale dell'Acqua 2017
Giornata Mondiale dell'Acqua 2017
Crisi del sistema idrico italiano: l'unica
soluzione è una gestione pubblica, partecipativa ed eco-compatibile dell'acqua
Istituita nel 1992 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Giornata Mondiale dell’Acqua dovrebbe costituire un importante occasione di riflessione a livello nazionale e internazionale.
Purtroppo, sempre più spesso, tale riflessione viene piegata agli interessi
delle grandi lobby economico-finanziarie che perseverano nella strategia volta
alla definitiva mercificazione del bene acqua.
Per queste ragioni, come movimento per l'acqua,
ci sembra opportuno prendere parola provando ad individuare gli elementi
critici e i nodi da sciogliere per giungere finalmente ad una reale tutela di
questo bene e ad una sua gestione pubblica e partecipativa.
A distanza di quasi sei anni dai referendum del
2011 appare evidente come l'esito sia stato prima disconosciuto, poi disatteso
e infine sia stata messa in campo, da parte di tutti i Governi che si sono
succeduti alla guida del paese, compreso l'attuale, una strategia volta a
rilanciare i processi di privatizzazione del servizio idrico e degli altri
servizi pubblici locali, oltre a reinserire, tramite il nuovo metodo tariffario
elaborato dell'AEEGSI, la voce che garantisce il profitto ai gestori.
Il combinato disposto di diversi provvedimenti
approvati negli ultimi anni costruisce un meccanismo per cui, attraverso
processi di aggregazione e fusione, i quattro colossi multiutility attuali -
A2A, Iren, Hera e Acea - già collocati in Borsa, potranno inglobare tutte le
società di gestione dei servizi idrici, ambientali ed energetici, divenendo i
“campioni” nazionali in grado di competere sul mercato globale. Senza contare i
tentativi in atto di privatizzare l'Acquedotto Pugliese, il più grande
d'Europa.
Altro passaggio significativo rispetto alla
pervicacia con cui si sta contraddicendo la volontà popolare è quanto avvenuto
alla Camera ad aprile scorso quando il PD e la maggioranza hanno stravolto la
legge sulla gestione pubblica del servizio idrico, svuotandone l'impianto
generale e travisandone i principi essenziali.
Come movimento per l'acqua continuiamo a ribadire
la necessità di una radicale inversione di rotta. Infatti, l'analisi dello
stato dell'arte del sistema idrico italiano è impietosa e continuano ad
emergere dati sconcertanti: bassi investimenti, reti vecchie con dispersione
elevatissima e ritardi nella depurazione, delineando così un sistema gravemente
malato.
Sul tema degli investimenti e della tariffa va
ricordato che il finanziamento del servizio idrico integrato ha dimostrato il
suo fallimento dal momento in cui al principio del “full cost recovery”, ossia
il costo totale del servizio deve essere interamente coperto dalla tariffa, si
è associato l'affidamento a soggetti privati.
I dati in tal senso parlano chiaro: aumenti delle tariffe (+ 100 % tra il 2000
e il 2016 - dati Federconsumatori Ottobre 2016) e calo degli investimenti di
circa il 50 % rispetto agli anni novanta.
D'altra parte il quadro che emerge rispetto alla
distribuzione dei dividendi e degli utili realizzati in 5 anni tra il 2010 e il
2014 dalle 4 grandi multiutility (A2A, Iren, Hera e Acea), ossia i modelli che
si vorrebbe esportare su tutto il territorio nazionale, è assolutamente
esplicito e chiarisce ogni dubbio rispetto a quella che è la vera finalità di
queste aziende. La loro vocazione non è produrre servizi pubblici, ma
distribuire dividendi ai soci.
Queste aziende, cumulativamente, nel periodo indicato
hanno prodotto utili netti per circa 1 miliardo e 800 milioni di € e hanno
distribuito ancora di più, oltre 2 miliardi di € di dividendi. Un dato più che
eclatante da cui si evince che, per garantire una quota significativa di
dividendi, queste aziende si indebitano scaricando sulle generazioni future i
risultati di oggi.
Di fronte a questi dati eloquenti allora la
soluzione non può essere ancora una volta quella dell'ulteriore rilancio
dell'attuale sistema di gestione. Infatti, è proprio la scelta, insita nel
sistema, di mettere in capo ai soggetti gestori di natura privatistica la
responsabilità dell’effettuazione degli investimenti che determina, stante il
loro obiettivo di massimizzazione dei profitti, un’oggettiva subordinazione
della decisione di investimento a quella priorità. Ciò, ovviamente, ha anche
una ricaduta nefasta sulle perdite delle reti che rimangono a percentuali
insostenibili (oltre il 35% di media).
A nostro avviso non si sfugge al fatto che, per
avviare un ciclo di investimenti significativo con l’obiettivo di realizzare
l’ammodernamento del servizio idrico, occorre progettare un nuovo sistema di
finanziamento che sia basato sul ruolo fondamentale, oltre che della leva
tariffaria, della finanza pubblica e della fiscalità generale.
Ovvero il
servizio idrico deve tornare ad essere una delle priorità nel bilancio statale.
E che, dunque, non può essere concepito se non dentro ad un quadro di nuova
gestione pubblica del servizio che preveda anche la partecipazione delle
comunità locali.
Gli elementi sopra esposti dovrebbero a nostro
avviso essere il fulcro della riflessione sul tema dell'acqua, a maggior
ragione in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, affinché una nuova
cultura dell'acqua e dei beni comuni diventi politica concreta ed esperienza
consolidata, per giungere finalmente ad una svolta radicale rispetto alle
politiche, trasversalmente condivise negli ultimi vent’anni, che hanno fatto
dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione
provocando una peggiore qualità del servizio, minore economicità e minori
investimenti.
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
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