venerdì 10 giugno 2016

Buon Compleanno Referendum



Acqua Pubblica - Buon compleanno referendum!
Pubblicato: Venerdì, 10 Giugno 2016 08:54 

5 anni fa abbiamo vinto contro le privatizzazioni di Ronchi, oggi fermiamo il decreto Madia! 

In questi giorni il referendum sull'acqua bene comune e per la difesa dei servizi pubblici compie 5 anni. Sono stati anni vissuti pericolosamente. Anni in cui l'esito referendario è stato ripetutamente messo sotto attacco dai Governi succedutisi alla guida del Paese. Solo la persisente mobilitazione del movimento per l'acqua ha finora evitato che venisse completamente stravolto.

Il 12 e 13 giugno 2011, infatti, oltre 26 milioni di persone si recarono alle urne per bloccare il progetto del Governo Berlusconi di definitiva privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici locali.
10 giorni prima della scadenza referendaria l'allora Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, pubblicava sul suo profilo Facebook il seguente post: “Referendum. Vado a votare sì all’acqua pubblica ...".
Ora Matteo Renzi è Segretario del PD, Presidente del Consiglio e il PD è il principale partito di maggioranza.
 
Quali migliori condizioni per attuare l'esito referendario e rispettare la volontà popolare? Ma qual'era la volontà popolare? 

Così la riassumeva la Corte costituzionale: "rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua."

Invece il Governo ha deciso di muoversi lungo una direzione contraria, soprattutto con i decreti attuativi della legge Madia, i cui obiettivi espliciti, riportati nella relazione di accompagnamento, sono “la riduzione della gestione pubblica ai soli casi di stretta necessità” e il “rafforzamento del ruolo dei soggetti privati”.

Il decreto Madia sui servizi pubblici locali vieta, inoltre, la gestione pubblica per i servizi a rete, quindi acqua inclusa, e ripristina "l' adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa, nell’esatta dicitura che 26 milioni di cittadini avevano abrogato.

E' significativo che proprio mentre milioni di italiane e italiani stanno per votare le future amministrazioni delle loro città, il Governo discuta un decreto che, di fatto, viola l'art. 75 della Costituzione e sposta la gestione dei servizi pubblici dai consigli comunali ai consigli di amministrazione. Bloccare questo progetto è innanzitutto una questione di democrazia.

Per cui in questi giorni sono in programma decine di iniziative diffuse sui territori e prosegue la raccolta firme sulla petizione popolare per il ritiro di questi decreti nell'ambito del “Firma Day” promosso dalla campagna sui referendum sociali e costituzionali.

Inoltre, come movimento per l'acqua, contestiamo lo stravolgimento della legge per la ripubblicizzazione dell'acqua compiuta dalla maggioranza alla Camera il 20 Aprile scorso.

Per questo nei giorni in cui ricorre il 5° compleanno del referendum nelle iniziative in programma intendiamo ribadire la richiesta di ritiro immediato del decreto Madia e il ripristino del testo originario della legge per l'acqua.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

giovedì 21 aprile 2016




ACQUA: IL RE E’ NUDO


Non sono passati più di tre giorni dalla rivendicazione da parte di Renzi dell’astensionismo nel referendum sulle trivellazioni (“referendum inutile”, come certamente hanno capito gli abitanti di Genova), che il governo e il Pd compiono l’ulteriore atto di disprezzo della volontà popolare.
 
Il tema questa volta è l’acqua e la legge d’iniziativa popolare, presentata dai movimenti nove anni fa, dopo aver raccolto oltre 400.000 firme. Una legge dimenticata nei cassetti delle commissioni parlamentari fino alla sua decadenza e ripresentata, aggiornata, in questa legislatura dall’intergruppo parlamentare in accordo con il Forum italiano dei movimenti per l’acqua.
 
La legge è stata approvata ieri alla Camera, fra le contestazioni dei movimenti e dei deputati di M5S e SI, dopo che il suo testo è stato letteralmente stravolto dagli emendamenti del Partito Democratico e del governo, al punto che gli stessi parlamentari che lo avevano proposto hanno ritirato da tempo le loro firme in calce alla legge.
 
Nel frattempo, procede a passo spedito l’iter del decreto Madia (Testo unico sui servizi pubblici locali) che prevede l’obbligo di gestione dei servizi a rete (acqua compresa) tramite società per azioni e reintroduce in tariffa l’”adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, ovvero i profitti, nell’esatta dicitura abrogata dal voto referendario.
 
Un attacco concentrico, con il quale il governo Renzi prova a chiudere un cerchio: quello aperto dalla straordinaria vittoria referendaria sull'acqua del giugno 2011 (oltre 26 milioni di “demagoghi” secondo la narrazione renziana), sulla quale i diversi governi succedutisi non avevano potuto andare oltre all'ostacolarne l'esito, all'incentivarne la non applicazione, ad impedirne l'attuazione.
 
Il rilancio della privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici risponde a precisi interessi delle grandi lobby finanziarie che non vedono l'ora di potersi sedere alla tavola imbandita di business regolati da tariffe, flussi di cassa elevati, prevedibili e stabili nel tempo, titoli tendenzialmente poco volatili e molto generosi in termini di dividendi: un banchetto perfetto, che Partito Democratico, Governo Renzi e Ministro Madia hanno deciso di apparecchiare per loro.
 
Ma poiché la spoliazione delle comunità locali attraverso la mercificazione dell’acqua e dei beni comuni, necessita una drastica sottrazione di democrazia, ecco che lo stravolgimento della legge d’iniziativa popolare sull’acqua e lo schiaffo al vittorioso referendum del 2011 non rappresentano semplici effetti collaterali di quanto sta accadendo, bensì ne costituiscono il cuore e l'anima.
 
A tutto questo occorre rispondere con una vera e propria sollevazione dal basso, con iniziative di contrasto in tutti i territori e l’inondazione di firme in calce alla petizione popolare per il ritiro del decreto Madia, promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua all’interno della stagione appena aperta dei referendum sociali.
 
Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.
 

Marco Bersani (Forum italiano dei movimenti per l’acqua)

martedì 16 febbraio 2016



Dalla vittoria al TAR alla legge Regionale sul riordino del servizio idrico.
Perchè, grazie alla battaglia dei comitati per l'acqua pubblica, non si pagano le partite pregresse alla GORI


domenica 14 febbraio 2016

Dal portale dell'AGCM - Agenzia Garante per la Concorrenza ed il Mercato .
La notizia è del 25 Gennaio, ma interessante, oltre la notizia, è l'allegato da cui trarre importanti indicazioni sulle continue violazione di GORI. 

COMUNICATO STAMPA

SANZIONE DI OLTRE DUE MILIONI
AD ACEA ATO 2, GORI, CITL E PUBLISERVIZI PER PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE NELLA FORNITURA DELL’ACQUA

Con una sanzione complessiva di oltre due milioni di euro, l’Antitrust ha concluso tre procedimenti, avviati nei confronti di gestori del Servizio idrico integrato, sulla base di numerose segnalazioni pervenute dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI), oltre che da diversi consumatori e Associazioni di consumatori. 

Nel corso delle indagini, si sono svolte anche ispezioni nelle sedi delle imprese interessate, con la collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. I procedimenti hanno tenuto conto anche del parere fornito dalla AEEGSI, nell’ambito del protocollo d’intesa con l’Agcm.

In ciascuna istruttoria, a carico di Acea Ato 2, Gori  (Gestione ottimale risorse idriche), CITL (Consorzio idrico Terra di Lavoro) e congiuntamente Publiservizi, sono emerse varie condotte contrarie al Codice del Consumo nelle diverse fasi del rapporto di utenza. 

In particolare, nell’accertamento e nella fatturazione dei consumi sono stata accertate queste pratiche commerciali scorrette: mancata effettuazione delle letture periodiche dei contatori; mancata acquisizione delle autoletture comunicate dagli utenti, con conseguente fatturazione sulla base di stime che a volte si sono rivelate errate o eccessivamente elevate ovvero con l’invio di fatture di conguaglio pluriennali di elevata entità; mancato rispetto  della  periodicità  di  fatturazione,  con invio di bollette relative a consumi pluriennali di elevato importo; procedure che ponevano sui consumatori gran parte dell’onere di pagamento dell’acqua non consumata  effettivamente,  a causa di perdite occulte nell’impianto idrico. 

Una volta emesse fatture di questo genere, alla scadenza del termine per il pagamento i gestori hanno avviato immediatamente le procedure di morosità, minacciando il distacco dell’utenza.

A giudizio dell’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella, si tratta di condotte connotate non solo da una mancanza di diligenza, ma anche di carattere aggressivo: idonee cioè a determinare nei consumatori un indebito condizionamento; ovvero a ottenere il pagamento di importi non corrispondenti ai consumi effettuati, oppure dovuti ma con modalità e tempistiche diverse, da parte delle imprese sanzionate che operano in regime di monopolio per la fornitura di un bene vitale ed essenziale come l’acqua e dispongono di un’importante leva commerciale come la minaccia di interrompere il servizio.

Gravi inerzie si sono registrate, inoltre, nella fase di gestione dei reclami e delle richieste di prestazione presentati dai consumatori. 

In molti casi, sono risultate a loro danno una mancata o tardiva gestione, oltre a una formulazione di risposte evasive, non pertinenti o non risolutive rispetto all’oggetto di reclamo, spesso senza che venissero sospese cautelativamente le procedure di riscossione e distacco delle utenze. 

Tali condotte hanno ostacolato l’esercizio dei diritti contrattuali dei consumatori, condizionandoli attraverso la minaccia del distacco della fornitura in pendenza del reclamo o dell’istanza e costringendoli così al pagamento in forza dell’essenzialità del Servizio idrico integrato.

Nel caso di Gori, risulta poi l'addebito di importi difformi da quelli che gli utenti erano tenuti a versare in relazione alle partite pregresse. 

A carico di Consorzio idrico Terra di Lavoro, rilevano la mancata informazione agli utenti circa il superamento del sistema del cosiddetto “minimo impegnato” – che ha comportato una significativa modifica della precedente articolazione tariffaria – e il ricorso allo strumento dell’ingiunzione fiscale per la riscossione di crediti derivanti dall'erogazione del servizio, non ancora verificati nel loro ammontare.

Tenendo conto delle specificità di ciascuna condotta e della dimensione dei fenomeni accertati, l’Antitrust ha irrogato in dettaglio le seguenti sanzioni:

ad ACEA, 900.000 euro per la prima condotta e 600.000 per la seconda, riconoscendo come attenuanti in entrambi i casi le misure proposte per il miglioramento del servizio;
a Gori, 250.000 euro per ciascuna delle due violazioni, riconoscendo per entrambe come attenuanti sia alcune difficoltà gestionali incontrate sia le misure proposte di miglioramento del servizio;
a CITL, complessivamente 160 mila euro per le tre infrazioni, riconoscendo come attenuanti alcune difficoltà gestionali incontrate, nonché 100 mila euro a Publiservizi che ha preso parte attiva alla seconda condotta.

Le quattro imprese, infine, dovranno comunicare all’Agcm le modifiche apportate per superare le criticità accertate nel corso delle istruttorie.

Roma, 25 gennaio 2016 

venerdì 29 gennaio 2016


di
Riccardo Iacona
con la collaborazione di
Cristina De Ritis

“IL TABU’ DEL SESSO”
Domenica 31 gennaio ore 21.45 Rai3

A PRESADIRETTA ancora una  puntata con due diverse inchieste. Nella prima parte si parlerà di educazione sessuale e affettiva tra gli adolescenti e di bullismo, mentre nella seconda pagina scopriremo come stanno le cose a quattro anni di distanza dalla vittoria del Referendum per il ritorno all’acqua pubblica.

IL TABU’ DEL SESSO. Un viaggio tra gli adolescenti italiani e il loro rapporto con la sessualità, il sexting, il bullismo, la cattiva informazione sul sesso, le discriminazioni di genere, per scoprire se esiste in Italia il Tabù del sesso. A PRESADIRETTA tante storie e testimonianze inedite dei parenti di ragazzi vittime del bullismo e del cyber bullismo, il parere degli esperti, degli psicologi, dei ragazzi e dei genitori.
Perché nel nostro paese non si fa una buona educazione sentimentale e sessuale tra i ragazzi?
Le telecamere di PRESADIRETTA sono andate anche in Germania e in Olanda, paesi con modelli culturali ed educativi diversi dai nostri. In Germania l’educazione sessuale è materia obbligatoria in tutte le scuole. In Olanda “l’educazione multidisciplinare alla sessualità” comincia a 4 anni, sempre a scuola. Ed è il paese con la più bassa incidenza di gravidanze tra gli adolescenti d’Europa e l’età media più alta del primo rapporto sessuale, 17 anni. 

E poi la seconda pagina con ACQUA IL REFERENDUM TRADITO. Era il 2011 e gli italiani votarono in massa per dire si all’acqua pubblica, 27 milioni di cittadini alle urne. Come è andata a finire? Perché l’esito della consultazione referendaria non è mai stato ratificato da una legge nazionale e l’acqua è ancora affidata al mercato? 
PRESADIRETTA è stata in Sicilia, dove una legge regionale per il ritorno all’acqua pubblica ci sarebbe, ma non è ancora cambiato nulla. La Regione ha il record di gestori privati, sono 5 su 9 che dovrebbero garantire erogazione, controllo della qualità e servizi. Ma come vanno davvero le cose? 
Anche in gran parte della Campania l’acqua è ancora affidata al mercato, ma il Comune di Napoli è l’unica grande città italiana che ha scelto la gestione interamente pubblica del servizio idrico. Le tariffe oggi sono tra le più basse d’Italia e l’azienda ha chiuso l’ultimo bilancio con 8 milioni di euro di utili.  

“IL TABU’ DEL SESSO”  e “ACQUA IL REFERENDUM TRADITO” sono un racconto di Riccardo Iacona con Liza Boschin, Giulia Bosetti, Alessandro Macina, Raffaella Notariale, Andrea Vignali.



ACQUA CHIARA, LIBERA e TRASPARENTE

Chiara perchè amiamo la chiarezza e disinneschiamo, qualsiasi tentativo di alimentare ambiguità e confusione.
Libera perchè rifiutiamo ogni possibile uso strumentale di una causa così importante, difendendola da interessi di parte e da beghe partitiche di basso profilo.
Trasparente perchè tutto quanto ruota intorno ai diritti fondamentali umani sia visibile alla luce del sole e non nel buoi delle stanze e dei ragionamenti sterili.

Con questo rifiutiamo con decisione qualsiasi tentativo di associazione "forzata", strumentale e non, di tematiche così scorrelate tra loro perchè così non si rende un servizio alla verità e ai diritti dei cittadini!

SI DICA LA VERITA', MA QUELLA VERA. QUANDO ABBIAMO ACCETTATO DI SOTTOSCRIVERE E DI PARTECIPARE ALL'ASSEMBLEA DI OGGI, 29 GENNAIO,E DI COSTRUIRLA INSIEME, NON PENSAVAMO CHE CI FOSSE DIETRO LA POLITICA ED ALTRI INTENTI. MA SOLO DA PARTE DI UNA MINUSCOLA MINORANZA.
E' SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, ED AFFERMATO DAGLI STESSI ORGANIZZATORI DELL'INIZIATIVA, CHE, APPENA SI è RISCONTRATA L'ACQUA NERA, IL GIORNO DOPO GIA’ TUTTO ERA STATO RISOLTO.
NON SI PUO’ RIDURRE UN PROBLEMA DI COSI’ VASTE DIMENSIONI, COME QUELLO DEI RISCONTRABILI DANNI DELLA Q8, DELLA TIRRENO POWER, DEL RIGASSIFICATORE E DEL PORTO COMMERCIALE IN ZONA SAN GIOVANNI A T., AD UN SEMPLICE TUBO RIPARATO, SUBITO DOPO LA SEGNALAZIONE, DALL'AZ. SPEC ABC NAPOLI, E CHE NIENTE HA A CHE VEDERE CON L'ACQUA NERA.
SI VUOLE CREARE UN FALSO PROBLEMA, PER SOSTENERE CHI, DALLE RETROVIE, MUOVE LE FILA PER PROPRI SCOPI ELETTORALI.
NOI NON CI STIAMO!
CHI FA TUTTO QUESTO E' CONTRO L'ACQUA PUBBLICA, E CONTRO I REFERENUDUM DEL 2011, VOTATI DA 27 MILIONI DI ELETTORI ITALIANI, CHE, VEDREBBERO IN TAL MODO, BOICOTTATO IL LORO VOTO.
NON BASTANO IL GOVERNO NAZIONALE E QUELLO REGIONALE, ORA ANCHE GLI PSEUDOATTIVISTI - FORTUNATAMENTE POCHI -  INFILTRATISI NEI COMITATI, VANNO CONTRO L'ACQUA PUBBLICA.

PRENDIAMO PERTANTO LE DISTANZE DA CHI STRUMENTALIZZA UNA BATTAGLIA DI ALTO VALORE, QUAL'E' QUELLA CHE HA SEMPRE PORTATO AVANTI IL COMITATO DI SAN GIOVANNI, APPOGGIATO ANCHE IN PASSATO, DAL NOSTRO COORDINAMENTO CAMPANO PER L'ACQUA PUBBLICA. A QUESTO PUNTO FACCIAMO UN PASSO INDIETRO. L’ADESIONE DATA INIZIALMENTE, LA RITIRIAMO.

CHI NON E' PER L'ACQUA PUBBLICA VADA PER CONTO SUO, NOI NON CI STIAMO.

Napoli, 29 gennaio 2016

Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua