martedì 10 novembre 2015


I Comitati contestano il Disegno di legge proposto dalla Giunta regionale

Al Presidente della Regione Campania Vincenzo DE LUCA
Al Presidente della VII Commissione Ambiente
della Regione Campania Gennaro OLIVIERO
Ai consiglieri Capigruppo e ai Consiglieri della Regione Campania
Il Coordinamento campano per la gestione pubblica dell'Acqua, a seguito dell'iter anomalo che la Regione Campania sta portando avanti con l'accordo della Giunta De Luca, della maggioranza e della quasi totalità della VII Commissione Ambiente della Regione Campania, invia ai destinatari, la nota tecnica dell'avv. Giuseppe Grauso, che esplicita nei dettagli le motivazioni per cui il DL della Giunta De Luca sul Riordino del Servizio Idrico Integrato in Campania

È PER NOI INACCETTABILE.

Mentre la Giunta Regionale e altri esponenti della maggioranza continuano a sostenere che il Disegno di legge della Giunta Regionale (Del. G. R. 411/2015) valorizza il ruolo dei Comuni attraverso l’istituzione dei Consigli di Distretto, nella nota tecnica dell'avv. Giuseppe Grauso, che si allega alla presente, si spiega, punto per punto, quali sarebbero gli effetti di questa nefasta proposta sul ruolo dei Comuni nella gestione dell’acqua.

Ebbene, nel caso di approvazione del Disegno di Legge della Giunta Regionale, i Comuni del territorio, e gli stessi Consigli di Distretto, non avrebbero più il compito di controllare, né la facoltà di interrompere, il contratto con l’azienda che gestisce il servizio sul proprio territorio, e avrebbero un potere limitato se non nullo sulle stesse tariffe dell’acqua. La gran parte delle funzioni e delle competenze sarebbe esercitato da un uomo solo, il Direttore Generale, che, nel Disegno della Giunta, avrebbe il compito dell’intero sistema idrico della regione Campania e dal Comitato Esecutivo, organo composto da circa 20 membri rappresentativi di tutto il territorio regionale.

Cosa ancor più grave, il disegno della Giunta De Luca legittima nuovamente i Commissari Straordinari fino alla costituzione del nuovo Ente, in contraddizione con quanto deciso dal TAR Campania, che ha considerato tali Commissari decaduti. La conseguenza di tale normativa è la legittimazione delle partite pregresse Gori SpA, con 122 milioni di euro che rischiano di tornare a carico degli utenti dell’ATO3 Vesuviano/Sarnese.

Questo dimostra la visione antidemocratica della gestione del servizio idrico portata avanti da questa amministrazione regionale che tradisce le promesse fatte in campagna elettorale e va contro lo spirito del referendum per l’acqua pubblica in cui 27 milioni di cittadini avevano chiesto di lasciare il servizio nelle mani degli enti pubblici.

Napoli 10 0ttobre 2015

Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua – Rete Civica ATO3
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Ufficio Stampa Campania Acqua campaniaqua.stampa@gmail.com  3297745761 – 3296114952
Avv. G. Grauso 3450371943
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venerdì 16 ottobre 2015



VENERDI’ 16 OTTOBRE 2015

IL TAR ANNULLA LE PARTITE PREGRESSE 
EMESSE DA GORI:
GRANDE VITTORIA DEI COMITATI PER 
L’ACQUA PUBBLICA!

Questa mattina è stata pubblicata la Sentenza del TAR Campania in riferimento alle cosiddette PARTITE PREGRESSE emesse dalla GORI SpA.

Parliamo di un importo pari a 122 milioni di euro che la società di gestione del Servizio Idrico dell’ATO3 Sarnese-Vesuviano sta chiedendo agli utenti in riferimento al periodo 2006-2011.
I Comitati della Rete Civica ATO3, insieme all’ associazione FEDERCONSUMATORI e alle Amministrazioni Comunali di Angri, Casalnuovo e Nocera Inferiore, Castel San Giorgio e Fisciano tutte facenti parte della “Rete dei Sindaci per l’Acqua Pubblica”,  hanno impugnato gli atti e le pretese della GORI sulle "Partite Pregresse Ante 2012", e assistiti dagli avvocati Giuseppe Grauso e Francesco Miani hanno dato seguito al ricorso al TAR.

Il TAR, con una lunga e articolata sentenza, accoglie in pieno tutte le obiezioni sollevate rispetto alla illegittimità degli atti posti in essere dall’ormai ex-Commissario Straordinario di ATO3 Carlo Sarro, (attualmente indagato per turbativa d’asta).

Dalla sentenza del TAR emerge la figura grigia di Sarro e del ruolo che ha ricoperto in questi anni. Doveva rimanere in carica per sei mesi come commissario per la liquidazione dell’Ente d’Ambito, è rimasto illegittimamente in carica per più di due anni, intervenendo su questioni che non hanno nulla a che fare con la gestione ordinaria dell’Ente.

Risulta evidente che la sentenza getta una ulteriore e pesante ombra sulla gestione inefficace ed inefficiente del servizio idrico di GORI Spa, che in sinergia con gli enti preposti al controllo non ha esitato a costruire un castello di carte ed atti illegittimi volti a rimpinguare le proprie casse, a danno degli utenti.    

Ora più che mai è urgente mettere in liquidazione la GORI Spa

La foglia di fico che copre l’indecente gestione del servizio idrico da parte di GORI si è ulteriormente rimpicciolita, si tratta ora più che mai di capire quali Sindaci e quali amministrazioni sostengono ancora politicamente il “carrozzone” per metterli tutti alla porta e voltare finalmente pagina nella gestione del servizio idrico.

La Regione Campania dovrà finalmente porre fine al commissariamento e restituire la democrazia ai cittadini ridando il potere all’assemblea dei sindaci di decidere in piena autonomia la gestione del servizio idrico.

Grazie al forte impegno di resistenza alla GOR da parte dei comitati cittadini e alla caparbietà di molti Sindaci per l’acqua pubblica possiamo sperare di chiudere la fallimentare stagione della privatizzazione del servizio idrico passando ad una Gestione Pubblica e Partecipata dell’acqua.
         
Rete Civica ATO3 
Coordinamento Campano per l’Acqua Pubblica

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venerdì 2 ottobre 2015

Ottobre 2015


Per fermare la legge regionale sul riordino del SII di Bonavitacola 
e proporre la nostra
 _Audizione VII Commissione Ambiente della Campania _

Napoli, 1 ottobre 2015, ore 10,00: nella quasi totale assenza dei Consiglieri regionali, tranne dei consiglieri Muscara' ( che sostituiva anche la capogruppo Ciarambino) e Viglione del M5S; e della consigliera Amato del Pd; il Presidente della VII Commissione ambiente della Regione Campania Gennaro Oliviero, ha dato inizio all'audizione avente ad oggetto la legge sul riordino del servizio idrico in Campania. 

Padre Alex Zanotelli, Consiglia Salvio per il Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell'Acqua, il Presidente dell'A. S. ABC Napoli Avv. Maurizio Montalto, e l'Avv. Giuseppe Grauso hanno relazionato in merito alla loro proposta di legge, poi depositata in Commissione Ambiente. È stato chiesto ai capigruppo di farla propria, sottoscrivendola anch'essi.

Il relatore di Acquacampania SpA ha rinunciato al suo intervento.

Il vicepresidente nazionale dell'Anpci, nella sua relazione, ha concordato con noi su principi referendari da rispettare, evidenziando le enormi difficoltà a cui sono sottoposti e subiscono i piccoli Comuni.

Il relatore dell'ASIS di Salerno ha affermato di essere d'accordo con la proposta di legge della Giunta De Luca, cosa che invece noi abbiamo anche ieri ribadito non condividere, in quanto favorisce le lobby, favorendo un sistema che accentrerebbe tutto il potere nelle mani di pochi. 

A breve verrà comunicata la data della conferenza stampa per la sottoscrizione della proposta di legge dei gruppi consiliari regionali

Campania, 2 ottobre 2015









domenica 27 settembre 2015

NESSUN CONFRONTO CON LA GIUNTA REGIONALE
SI RITIRI IL DISEGNO DI LEGGE CHE FAVORISCE LE LOBBY!

Leggiamo che la Giunta Regionale avrebbe fissato per lunedì 28 settembre un incontro con i Comitati per l'Acqua Pubblica per discutere del Disegno di Legge approvato dalla Giunta della Regione Campania con DGR 411 del 9 settembre 2015. I comitati per l'acqua pubblica ringraziano per l'invito ma non parteciperanno al confronto.

Il Disegno di Legge approvato dalla Giunta De Luca, al di là di marginali modifiche di facciata, ripropone esattamente lo stesso schema di governo del Ciclo Integrato dell'Acqua proposto dalla passata Giunta Caldoro e bocciato grazie alle mobilitazioni popolari del primo semestre di quest'anno. 

La Giunta De Luca ripropone l'ATO unico regionale, l'esproprio dei comuni relativamente alle competenze sull'acqua, l'assenza di istituti di democrazia diretta e partecipativa. In questo modo il Disegno di Legge della Giunta riduce gli spazi della democrazia,  accentra i poteri in capo ad organismi istituzionali ed amministrativi ristretti e/o monocratici, va verso un gestione tecnocratica ed autoritaria dell'acqua facilmente asservibile alle lobby finanziare che si muovono nel settore. In parole povere il contrario di quanto deciso con il referendum del 2011: “ Fuori l’acqua dal mercato, fuori il profitto dall’acqua”.

In campagna elettorale De Luca aveva promesso tutt'altro ma, alla prova dei fatti, ha obbedito ai diktat nazionali e dei poteri forti che hanno interessi sull'acqua ed ha proseguito sulla stessa strada di Caldoro, facendo carta straccia della stessa proposta di legge regionale presentata pochi giorni prima da alcuni consiglieri del PD.

I nostri obiettivi sono sempre gli stessi: restituire le competenze alle assemblee dei sindaci (tutti i sindaci), la costituzione di ATO di dimensioni non superiori a quelli precedenti,  la previsione di istituti di democrazia diretta e partecipativa, l'acqua pubblica. Presenteremo le nostre proposte nelle sedi competenti, ossia nella VII Commissione del Consiglio Regionale che sta discutendo della Legge di Riordino del Settore. Abbiamo chiesto per mesi il confronto con De Luca ed ora ce lo si concede quando il Disegno di Legge è stato già approvato? Non partecipiamo a falsi confronti dove tutto è stato già deciso.

Ci rivolgiamo pertanto ai membri del Consiglio Regionale di ogni schieramento perché si fermi questo scempio. Siamo coscienti che anche nella stessa coalizione di maggioranza ci sono tanti consiglieri regionali contrari al modello di governo dell'acqua proposto dalla Giunta De Luca ed è il momento che escano allo scoperto e prendano posizione. Per quanto ci riguarda da oggi parte la mobilitazione per fermare l'approvazione di questa legge. 





domenica 23 agosto 2015

da "comune-info"
UN DUBBIO SUGLI ZINGARI E LA MORTE

di Ascanio Celestini
Gli zingari! I tremendi Casamonica!  Ce li ho davanti tutti i giorni, li vedo da quando sono nato, stanno nelle stesse strade della borgata nella quale vivo da sempre. I più ricchi girano con macchine eclatanti, i più poveri rovistano nei cassonetti. Una volta morì una zingarella giovane e riempirono una strada di petali di fiori. Siamo andati a vedere la carrozza coi cavalli bianchi. Ci siamo andati in bicicletta, con la Graziella.

C’è da dire che la mia famiglia non va in chiesa. Dio ci interessa quanto noi interessiamo a lui. Cioè poco o niente, ma va bene così. Per Lui la morte è un inizio, per noi soltanto una fine. Punti di vista, punti di vita. Eppure quella strada infiorata aprì un buco nella testa di tanti ragazzini come me, come ero io tanto tempo fa.

Gli zingari ricchi sono trucidi e panzoni, capelloni e strillanti, ma non mi fanno schifo come lo fanno a tanti commentatori sui giornali,nella rete o nelle televisioni. Quelli che si indignano per la loro mafiosità, per la loro panza antiestetica, per i loro soldi che pare che puzzano più di quelli che la panza ce l’hanno ben levigata, ma rubano tanto di più e tanto meglio.

Quei zozzoni zingari non hanno la bomba atomica come gli americani o i cinesi. Non sono padroni del gas come i Russi. Non si inventano genocidi come i nazisti o gli Hutu. La maggior parte delle volte lavorano, spesso  rubacchiano, certe altre si fanno le villette con le colonne di travertino e i leoni di marmo sul cancello. Sono fatti così. Non conoscono Philip Starck e forse pure Ikea gli sembra un po’ poverella nello stile.
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Foto tratte dal sito www.elheraldo.co

Hanno fatto un casìno a Don Bosco, poche centinaia di metri da casa mia. L’hanno fatto con un elicottero e una carrozza che, pare, abbia portato al camposanto pure Totò. E tanti si sono schifati perché è gente che ruba e spaccia, gente che se ne frega delle regole e trasforma un funerale in una manifestazione di piazza.

Devo dirlo? Lo dico: io sono contro di loro. Io rispetto tutte le regole e pago le tasse. Io e tutta la mia famiglia. Produco energia elettrica che regalo al gestore che me la rivende senza ridarmi i soldi del mio lavoro. Sono legale anche con gli illegali. Mi faccio derubare a rate dallo Stato. Ma questo non è l’oggetto del discorso.

L’oggetto è un altro: perché nessuno si è chiesto perché lo fanno? Perché prendono la morte e la rovesciano in un fatto scandaloso? Nessuno si è chiesto cosa è ancora la morte per noi. Cosa è la morte di mio padre o di mio figlio. Del mio e del vostro. Tutti si sono igienicamente lavati le mani e allontanati da quel casìno.

Forse è l’estate sgomenta nella quale accadono un po’ di cose nascoste sotto il tappeto (leggi che leggeremo tra qualche anno, ma saranno applicate subito) e tante altre senza importanza.Ma qualcuno si è interrogato sul significato della morte?  Qualcuno ha guardato oltre le panze e i capelli di quei ciccioni per chiedersi cosa è la morte per noi senza panza e capelli?

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Foto tratte dal sito www.elheraldo.co

Anche per me è stata una manifestazione trucida, ma dopo il primo sentimento contrastato mi sono ricordato che dietro alla manifestazione colorita ci stava la morte. La morte di un fesso, un criminale, un padre di famiglia, un assassino, un brav’uomo, un pezzente, un riccone paperone, un nulla, un tutto.

E proprio di tutto abbiamo parlato davanti a quel sarcofago scortato dalla musica del Padrino di Coppola. Lo abbiamo fatto senza sapere cosa è il lutto per quelle persone ciccione. Facciamo sempre così. Pensiamo a quello che sta nel nostro cervello credendo che sia il meglio, ma ce ne freghiamo del cervello e della cultura degli altri. Quelli rubano e allora sono cattivi. Noi avveleniamo la nostra vita sul pianeta, ma lo facciamo mentre andiamo in palestra. I nostri glutei sono solidi come scolpiti da Canova, loro si mangiano il grasso fritto e sono trogloditi.

Ci sentiamo forti perché le altre culture ci sembrano stupide. E quando le vediamo sfilare in quel modo storpio e riccastro ci sentiamo ancora più forti. Tutti si schierano contro di loro, la quasi-destra e la quasi-sinistra, il partito-contro-tutti e il partito-con-tutti. E parliamo, parliamo, e scriviamo e scriviamo. Discorriamo di tutto, tranne che della morte.

mercoledì 15 luglio 2015

 LE MANI DELLA CAMORRA SULL'ACQUA RIPRISTINARE SUBITO LA DEMOCRAZIA


Apprendiamo dai media che la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha dato mandato  per  l’esecuzione di 13 provvedimenti cautelari  nei confronti di presunti esponenti e favoreggiatori del clan dei Casalesi. Tra i destinatari di tali provvedimenti spicca il nome dell’On.le Carlo Sarro,  Deus Ex Machina della GORI s.p.a. da più di 3 anni, nonché quello dell'ex deputato Tommaso Barbato, regista della creazione e gestione del servizio acquedotti regionale.

I reati sarebbero stati commessi proprio in riferimento al loro nella gestione degli appalti relativi al servizio idrico e fognario dell'Acquedotto Regionale e della GORI SpA. L’esito delle gare, secondo le indiscrezioni giornalistiche, sarebbe stato condizionato permettendo l’aggiudicazione degli stessi lavori a ditte riconducibili al boss Michele Zagaria.

Non vogliamo sostituirci alla magistratura e capiremo dall'evolversi dell’indagine gli elementi di dettaglio delle varie responsabilità penali, ma riteniamo doveroso puntualizzare, proprio alla luce di quanto accaduto, che bisogna chiudere un ciclo in Regione Campania rispetto alla (mala) gestione delle risorse idriche che dura da più di un decennio.  

Non bastano le dimissioni dell'on. Sarro dal suo ruolo di Commissario idrico, abbiamo la necessità di una ripresa in carico delle comunità locali della gestione della risorsa idrica!

Le ultime vicende giudiziarie sono solo la punta dell’Iceberg di anni in cui nelle stanze chiuse si è privatizzato il servizio , ci si è adoperati con vere e proprie operazioni vessatorie nei confronti degli utenti, tutto a vantaggio degli interessi dei grandi gruppi multinazionali e della malavita organizzata.


Per questo chiediamo con forza e senza indugio al Presidente della Regione Campania:
Il ripristino immediato delle assemblee dei sindaci con poteri decisionali.

La questione Sarro/ATO3/GORI nonché quella che vede protagonista Tommaso Barbato con l'acquedotto regionale sarà la cartina al tornasole della nuova Amministrazione Regionale,  onde verificare sul campo la reale volontà di invertire la rotta di un decennio di privatizzazione e malaffare. E' necessario favorire il percorso di ripubblicizzazione dal basso, sul modello ABC di Napoli, anche negli altri territori e smetterla con commissariamenti e competenze affidate a uomini soli al comando,.

I comitati che fin dalla prima ora hanno denunciato e lottato contro questo tipo di gestione, saranno ancora in prima fila con iniziative volte ad attuare concretamente nei nostri territori la gestione pubblica, solidale, ecologica e partecipata del bene comune acqua.

Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell'acqua
 Rete Civica dei comitati acqua pubblica dell’ATO3 Sarnese - Vesuviano





martedì 14 luglio 2015

LA CAMORRA E' UNA 
MONTAGNA DI MERDA!




Su ACQUA e GESTIONE DEI SERVIZI IDRICI
Risposta di Emilio Molinari a Erasmo D'Angelis


Prima dei contenuti colpisce il linguaggio di quanto scrive su il manifesto Erasmo D'Angelis, nuovo direttore dell'Unità (giornale fondato da Antonio Gramsci), rivolgendosi a Marco Bersani a proposito di privatizzazione dei servizi pubblici locali e idrici in particolare (http://ilmanifesto.info/erasmo-dangelis-lo-sblocca-italia-e-di-sinistra/). Rozzo, con paradossi estremi, nel giudicare coloro che difendono il servizio pubblico, D'Angelis dice che l'Italia è “l’ultimo paese sovietico d’Europa”e chi sostiene i servizi pubblici è fermo a Giolitti (liberale) cioè ad un Paese arretrato e miserabile, dove“la civiltà e il progresso si misuravano nella gratuità e nell’universalità dei servizi” (presumo intendesse l’universalità del diritto all’acqua potabile).

Ne discende che per l’ex presidente di Publiacqua Spa il diritto è un qualcosa che si acquista e la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, testuali parole di D'Angelis, “si esprime comprando azioni delle imprese” e giocando in Borsa. E’ un modo di pensare che merita di essere ripreso, perché vi si possono leggere, brutalizzate, le fondamenta di quel pensiero politico e di quella cultura amministrativa che oggi, come un cancro, sta uccidendo la Comunità Europea, la Grecia, la democrazia; che strangola i Comuni, li spinge alla privatizzazione ricattandoli con lo Sblocca Italia (che per l’Erasmo è di “sinistra”, cretini noi a non capirlo) e si sta disfacendo non solo delle aziende municipalizzate ma anche delle Istituzioni.

Io, lo confesso, sono vecchio ed ho rispetto per la storia. Penso che ci siano diritti e servizi fondamentali che attengono alla vita degli essere umani, l'accesso ai quali deve essere garantito a tutti, universalmente e gratuitamente (nel minimo) per vivere decentemente. Questa è la missione della politica dei “beni comuni” dalla Rivoluzione francese in poi. Non so se Turati e altri socialisti, oggi, avrebbero cambiato idea come dice l’Erasmo; so che questo è il pensiero della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e delle Costituzioni italiana ed europee nate dalla Resistenza e lo è stato della politica d’ogni colore... fino all’arrivo dei Chicago Boys.

Noi, inoltre, non abbiamo mai parlato di totale gratuità per tali servizi, abbiamo detto che non si devono fare profitti e che si deve garantirne l’accesso; abbiamo detto poi che la fiscalità generale deve garantire tali servizi e la loro efficienza e che questa è una priorità superiore agli armamenti, ad Expo, alle grandi opere inutili disseminate sul territorio italico ed alle migliaia di Enti inutili.
Chiariamoci subito alcune questioni: il movimento dell’acqua non ha mai difeso gli ottomila Enti pubblici, molti dei quali inventati dalla casta. 

Le domande, a questo proposito, sono altre.
Perché, se proliferano gli Enti inutili, per la casta politica che li ha generati diventa un buon pretesto per privatizzare servizi essenziali come quelli idrici, dello smaltimento dei rifiuti o del trasporto pubblico?
Perché la questione morale, l’inefficienza, la corruzione degli amministratori pubblici devono essere impugnate dagli stessi come ragione per svendere al privato il patrimonio pubblico?
Perché il Sud viene presentato come il modello corrotto ed inefficiente, dimenticando che i servizi idrici del sud (salvo Napoli e l’acquedotto pugliese in house che se la cavano) sono già stati tutti privatizzati?
Perché non si denuncia che in Italia gli investimenti nei servizi sono 10 euro per persona all’anno contro gli 80/120 in Europa ?
Chi non investe sono coloro che tagliano la spesa pubblica e strangolano i Comuni e tutti quei privati a cui è stata affidata la gestione del 50% dei servizi idrici italiani (in particolare Acea, Iren, A2A, Hera, Suez, Veolia, tutte quotate in borsa). Vorrei fare una scommessa, sicuro di vincerla: sono convinto che tutti gli amministratori indagati per corruzione siano stati sostenitori delle privatizzazioni!!!
Perché non si vuole vedere quali disastri hanno fatto nel nostro Paese i privati: Parmalat, Cirio, Fiat, Ilva e poi Telecom, Alitalia ecc.?
Provi, D'Angelis, ad andare in Liguria ed a chiedere ai cittadini un po' anziani cosa pensano di Iren, o provi a Milano a chiedere come funziona la quotata in borsa A2A; vedrà quanta nostalgia per la vecchia municipalizzata AEM che funzionava benissimo.

E’ immorale, questo sì, sentire tanta furia privatizzatrice e tanto accanimento contro ogni gestione pubblica da chi ricopre da anni ruoli di amministratore della cosa pubblica.
Erasmo D'Angelis è stato: Consigliere regionale, Presidente di Publiacqua, Presidente della Commissione Ambiente, Sottosegretario alle infrastrutture e trasporti e infine responsabile dell'unità contro il dissesto idrogeologico. E’ mai possibile che uno che ha ricoperto tante cariche pubbliche e gestito direttamente aziende pubbliche, debba essere l’accusatore della mala gestione e si permetta di definire i movimenti ed i 27 milioni di cittadini che hanno votato per la ripubblicizzazione come retrogradi sovietici?

Viene spontaneo chiedersi: ma dove ha vissuto e dove vive costui? 
Dove si è costruito una simile lettura del passato e del presente, dell’Italia e dell’Europa?
In Europa e nel mondo le cose vanno in modo diverso da quanto D'Angelis sostiene: Parigi, Bordeaux, Nizza, Stoccarda, Berlino, Napoli, hanno ripubblicizzato; in Olanda ed in Belgio non hanno mai privatizzato; l’Irlanda è stata percorsa da manifestazioni per l’acqua pubblica; la Commissione del Parlamento europeo ha di recente votato per l’acqua diritto umano e aperto la discussione sul bene comune non mercificabile.

Dal marzo 2000 al marzo 2015 si sono verificati nel mondo 235 casi di rimunicipalizzazione dell'acqua in 37 Paesi diversi, per un totale di più di 100 milioni di persone; la maggioranza delle città sono in Francia (94) e negli USA (58, tra cui Atlanta e Houston); in Colombia Bogotà, in Argentina Santa Fè, Rosario, Mendoza, la provincia di Buenos Aires, in Guinea Conakry, in Uganda Kampala, in Mali Bamako, in SudAfrica Johannesburg, in Malesia Kuala Lumpur, ecc. 
Tutti bolscevichi? Tutti non hanno capito la “modernità”?

I ricercatori dell’Università di Greenwich hanno anche indicano le ragioni di insoddisfazione per la gestione privata: scarsi investimenti in infrastrutture; degrado nella qualità dell'acqua; mancanza di trasparenza sui costi e sull'aumento delle tariffe; crescita esponenziale dei costi; rischi ambientali; non trasparenza finanziaria; riduzione dei posti di lavoro e prestazione di servizi scadenti.

Infine mi chiedo: ma il nostro detrattore della cosa pubblica si è accorto che anche il Papa è uno degli ultimi sovietici? 

Ha letto l'Enciclica dove si dichiara, senza se e senza ma, che l’acqua potabile è un diritto umano e non si deve privatizzare né mercificare?
Che facciamo, rottamiamo anche il Papa?

Emilio Molinari

domenica 5 luglio 2015

LA CLASSE NON E' TROIKA E 
LA DEMOCRAZIA NON E' ACQUA (QUELLA PRIVATA!).
FORZA GRECIA!