18/05/2012
di Emilio Molinari da Sbilanciamoci
Acqua, energia, smaltimento dei rifiuti: i Comuni del
nord sono pronti a fondere in una grande holding la gestione di tutti i servizi
essenziali per i cittadini.
Un errore catastrofico.
Una riflessione può cominciare dal corteo romano
sull’acqua pubblica e dal resoconto che ne ha fatto il manifesto del
4 maggio. Anche se oggi può sembrare piccola cosa, di fronte al terremoto delle
amministrative che boccia clamorosamente il governo e l’ineluttabilità del
mercato, mi convince ancora di più della necessità di sollecitare una
riflessione anche sui contenuti. Il movimento romano dell’acqua si mobilita,
assieme anche ai “minisindaci” dei municipi e a tutte le associazioni, contro
il sindaco di Roma che sta decidendo di vendere il 21% delle azioni di Acea,
l’impresa locale che gestisce l’acqua e altri servizi cittadini, perdendo la
maggioranza. La mia riflessione è andata più in là: mi sono chiesto se a
Milano, dove pure si sta sviluppando qualcosa di molto più grosso e di
politicamente più rilevante, si è in grado di sviluppare una simile
mobilitazione a favore dell’acqua pubblica. La risposta è molto deludente. Non
ce la facciamo, anzi non lo vogliamo fare. Perché prima di tutto ci sentiamo
dalla parte di quest’amministrazione, l’abbiamo votata e sostenuta, ne abbiamo
condiviso le speranze. Il referendum le ha dato forza e la lega al nostro
movimento.











